20
June , 2013
Thursday
 

Quando le scuse non servono, quando sono inutili. Quando le parole più belle sono le più semplici. Quante volte avrò detto questa parola – semplice – nella mia vita. Quante volte l’avrò scritta.

Incontro un’amica che sta faticosamente uscendo da una crisi lunga e profonda. Non ci vedevamo da un po’ ma sapevo che aspettava questo nostro incontro per parlare.  Per parlarmi, per dar sfogo ai suoi pensieri, perché qualcuno provi a capire ciò che prova. Mi racconta qualcosa, niente che già non sappia. Ma la lascio parlare, la ascolto come faccio da sempre. Io, solo io, il destinatario delle sue parole più intime, più vere. Improvvisamente il suo racconto cambia di segno.

Mi guarda con gli occhi di chi sente l’estraneità del mondo intorno a sé. Abbassa poi lo sguardo e le sue mani avvolgono completamente la tazzina del suo tè. Come se avesse il suo cuore dentro quelle mani, dentro quelle dita che si incrociano su quella calda ceramica chiara.

Il mio mondo è diverso” – mi dice -  “è dentro il sogno di un mondo davvero semplice, senza inganni, che usa tutte le parole che servono per non prendersi gioco di nessuno. Perché nessuno si senta umiliato dai miei comportamenti, perché guardandomi nello specchio mi rimandi la faccia di una persona lineare, pulita che sappia prendersi le sue responsabilità e le decisioni che servono: a tutti i costi.

Un mondo che sappia dire grazie e chiedere scusa e qualche volte abbassare lo sguardo. Che sappia asciugare il viso di chi piange e rispondere ad un sorriso con un sorriso. Che offra la sua mano a chi è caduto e non sa alzarsi. Che ti alzi il mento e che scenda dalla presunzione di una chiave di lettura spesso cinica e spietata. Un mondo nel segno di una libertà, che è molto più di quella che ci consente di agire come ci pare. Una libertà che prima di ogni altra cosa rispetti quella degli altri e non offenda la sensibilità e la dignità di nessuno.

Libertà. Come ci si può sentire liberi nuotando in un mare profondo e senza confini. “Il mare è il tuo specchio. Uomo libero, sempre tu amerai il mare” (una frase che ruba a C.Baudelaire ). “Ma forse – alza lo sguardo e punta i suoi occhi dentro i miei con fermezza, quasi a voler sembrare dura, mentre al contrario scorgo una lieve commozione nei suoi occhi – “ questo mondo è solo mio e lo conoscono in pochi”.

di Alga Madìa

(marzo - 6 - 2011)

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