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Archive for marzo, 2011

Livorno: tenente colonnello della Folgore gravemente ferito da pacco bomba

Posted by Ebe Pierini On marzo - 31 - 2011 Commenti disabilitati

Il pacco gli è esploso tra le mani. È accaduto oggi, alle 16.05, all’interno della caserma Ruspoli, sede del Comando Brigata Paracadutisti “Folgore” di Livorno.

Il tenente colonnello Alessandro Albamonte, 41 anni, Capo di Stato Maggiore della Brigata Folgore, è rimasto ferito a causa della deflagrazione del plico che è stato recapitato in caserma via posta. L’ordigno esploso era contenuto in una busta beige, imbottita, del tipo comunemente usato per la spedizione di piccoli plichi, spiegano i carabinieri che stanno conducendo le indagini. L’Ufficiale si trovava nel suo ufficio.

L’esplosione gli ha procurato lesioni al volto ed alle mani. Il militare, prontamente soccorso, è stato trasportato in ospedale, a Livorno, per le cure del caso. Gli sono state riscontrate ustioni al braccio e al volto. L’ufficiale ha riportato l’amputazione di cinque dita, tre di una mano e due dell’altra, e anche ferite al volto e alle gambe. Sarebbero compromessi anche gli occhi.

L’attentato non è stato rivendicato. Non si escluderebbe quella della matrice anarchica. Ci sarebbe un legame tra l’attentato di Livorno e altri due attacchi verificatisi oggi: la lettera bomba spedita alla Swissnuclear (la federazione dell’industria nucleare svizzera) che ha provocato due feriti a Olten e il plico esplosivo destinato al direttore del carcere greco di Koridallos, spedito da Firenze e disinnescato prima che esplodesse. Non si esclude nemmeno che gli attentati siano riconducibili alla Fai, la Federazione anarchica informale, responsabile di decine di attentati con pacchi bomba tra cui quelli spediti a Natale alle ambasciate di Svizzera, Cile e Grecia in Italia.

Il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha espresso sentimenti di particolare solidarietà e vicinanza affettuosa all’ufficiale ed alla sua famiglia.

“Ho appreso con preoccupazione e sgomento la notizia dell’esplosione di un pacco-bomba presso la caserma Ruspoli della Folgore a Livorno, che ha purtroppo causato il grave ferimento del tenente colonnello Alessandro Albamonte. Nell’esprimere la più ferma condanna per questo vile attentato che esprime una logica criminale rispetto alla quale lo Stato deve tenere alta la guardia, a difesa della democrazia e della libertà nel nostro Paese, desidero manifestare la intensa solidarietà mia personale e della Camera dei deputati alla Brigata Folgore” ha commentato il Presidente della Camera Gianfranco Fini.

Il Presidente del Senato Schifani ha definito l’attentato un “gesto barbaro ed inquietante “. Il Presidente Schifani inoltre ha espresso la sua affettuosa vicinanza e i suoi auguri più sinceri al Tenente Colonnello Alessandro Albamonte, rimasto gravemente ferito e formula alla Brigata Paracadutisti Folgore, ora impegnata nuovamente nel difficile teatro afghano, la sua più profonda solidarietà.

di Ebe Pierini

Basket. La Dinamo Sassari a rischio fallimento

Posted by Andrea Centenari On marzo - 31 - 2011 Commenti disabilitati

La Dinamo Sassari, società impegnata nel suo primo campionato di serie A, rischia seriamente di non poter partecipare alla prossima stagione cestistica 2011-12.
Il patron dei sardi Luciano Mele e il figlio, nonché meneral manager, Pinuccio hanno annunciato la possibilità di mettere in vendita la Dinamo. La causa principale dei problemi economici sarebbe la mancanza di uno sponsor principale.

“Siamo l’unica squadra professionistica in Italia senza un sponsor principale. – hanno riferito i dirigenti - A queste condizioni non possiamo più andare avanti; il rischio è di dover vendere le nostre aziende e di mandare a casa i nostri dipendenti e questa è una cosa che non faremo mai”.
La squadra è stata iscritta al campionato grazie all’aiuto di due sponsor minori, ma il main sponsor, quello che hanno tutte le altre società in Italia, non è mai arrivato.

Sassari è una delle piazze più calde d’Italia e il Pala Serradimigni fa registrare spesso il tutto esaurito. Le tre stelle della squadra, Diener, Hunter, White, quest’anno sono stati selezionati nel quintetto base dei migliori stranieri nel recente All Star Game di Milano.
“Nonostante questo - ha aggiunto Luciano Mele - siamo stati abbandonati da chi ci aveva promesso aiuto. Abbiamo iscritto la squadra lo scorso anno perché si era fatto avanti uno sponsor che poi, però, si è tirato indietro. A oggi, 31 marzo, i conti sono a posto e se qualcuno vorrà comprare la società siamo disposti a venderla, e non a cederla gratis come avremo fatto lo scorso anno. Da mesi - ha confessato il patron della Dinamo – non dormo più la notte per questa situazione, maledico il giorno in cui ho deciso di iscrivere la squadra al campionato”.

di Andrea Centenari
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foto: unionesarda.it

Guerra civile in Costa d’Avorio

Posted by Vito DiVentura On marzo - 31 - 2011 Commenti disabilitati

Dopo 3 giorni di combattimenti, i ribelli favorevoli ad Alassane Ouattara, riconosciuto a livello internazionale come vincitore delle passate elezioni presidenziali, hanno preso il controllo della capitale politica, Yamoussoukro ed ora si dirigono su Abidjan, la capitale commerciale, dove l’ex Presidente Laurent Gbagbo è asserragliato con  i suoi fedelissimi.

La Costa d’Avorio è in piena crisi, da oltre 4 mesi, da quando cioè sono avvenute le elezioni e l’ex Presidente Laurent Gbagbo, al governo da circa 10 anni, rifiuta di mettersi.

Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, ieri, ha votato all’unanimità una risoluzione che chiede l’immediato cessate il fuoco, impone sanzioni a Gbagbo, alla sua famiglia e ai suoi più stretti collaboratori e autorizza le forze ONU presenti in Costa d’Avorio (ONUCI) ad usaretutti i mezzi necessari per svolgere il proprio mandato, di proteggere i civili sotto imminente minaccia di violenza fisica…di prevenire l’uso di armamento pesante contro la popolazione civile”.

Anche i Presidenti di Capo Verde, Pedro Pires, del Benin, Boni Yayi e della Sierra Leone, Ernest Koroma, su iniziativa della Comunità economica dell’Africa occidentale, hanno incontrato Gbagbo per l’ultimo tentativo diplomatico di risolvere la crisi in Costa d’Avorio.

La caduta di Yamoussoukro è soprattutto una vittoria simbolica e corona gli sforzi militari dei soldati di Ouattara, ma la battaglia finale si terrà nella capitale commerciale di Abidjan, a solo 230 chilometri di distanza. Molti sperano che Abidjan cada senza sparate un colpo e senza spargimento di sangue, ma le truppe fedeli a Gbagbo ovunque sono passate hanno lasciato la loro scia di sangue. Per questo, circa 1 milione di persone sono in fuga dalla città, da quella che in molti oramai ritengono una vera guerra civile, che ha già fatto fin’ora non meno di 462 vittime.

Le forze di Ouattara hanno avanzato su tre direttrici: da ovest, da centro e da est. Le colonne che avanzavano da ovest e dal centro hanno puntato su Yamoussoukro e ora si riuniranno con quelle provenienti da oriente, che hanno conquistato l’importantissimo porto di San Pedro e che ora si stanno dirigendo direttamente su Abidjan, dove ha sede il palazzo presidenziale e la residenza privata di Gbagbo. Lungo il confine orientale della Costa d’Avorio con il Ghana, hanno conquistato  Bondoukou, Abengourou, e Akoupe che è a soli 113 chilometri da Abidjan.

Il portavoce di Gbagbo, Don Mello, ha chiesto un cessate il fuoco e si è detto disposto ad una mediazione, sottolineando che dell’Esercito non è stato sconfitto né si è ritira toma che ha solo effettuato una manovra “tattica” e che, se necessario, potrebbe esercitare il “legittimo diritto di difesa”, paventando una possibile guerra ad oltranza.

Ouattara, i cui genitori provengono dal nord del Paese, aveva a lungo cercato di dissociarsi dai ribelli che combattono una guerra civile da quasi un decennio, ma i combattenti hanno ribadito di aver abbracciato spontaneamente la sua causa e continueranno a combattere fino a quando lui, democraticamente eletto, non assumerà la carica di Presidente.

Se le pressioni delle Nazioni Unite, della Santa Sede, che ha già inviato un suo emissario, e della Comunità Economica dell’Africa Occidentale non sortiranno effetti, nelle prossime ore Abidjan sarà teatro di una nuova carneficina, consumata, per sete di potere, sulla pelle di poveri cittadini…come sempre!

di Vito Di Ventura

Tiro al volo: 2ª Prova Coppa del Mondo – Skeet

Posted by Augusto Martellini On marzo - 31 - 2011 Commenti disabilitati

 

Un altro pass per Londra 2012 – Lodde conquista la 7ª carta per l’Italia

Il biologo di Ozieri entra in finale e centra l’obiettivo
 
Ancora non ci credo”.  È questo il commento a caldo di Luigi Lodde subito dopo la conquista della carta olimpica per Londra 2012, seconda e ultima per lo Skeet e la settima per il tiro a volo italiano. “L’anno scorso non ci pensavo nemmeno lontanamente ad un risultato del genere. Questa carta olimpica mi ripaga di tutto il lavoro, i sacrifici e gli investimenti fatti. Esattamente come il bronzo vinto a Pechino in Coppa del Mondo lo scorso anno, la dedico a mio padre e a mia nonna”. Il biologo di Ozieri (SS), classe 1980, ha condotto una gara di alto livello, tenendo sempre il passo con i migliori ed occupando le posizioni di testa della classifica.

Chiuse le qualificazioni a 123/125, secondo miglior punteggio, ha conquistato la finale con uno spareggio che metteva in palio 2 posti per quattro tiratori. Purtroppo nella serie decisiva un errore in quinta pedana (il pull della doppia) lo tiene giù dal podio, e chiude 4° con il buon punteggio di 147/150. Peccato per la medaglia mancata, ma la carta olimpica era già al sicuro nelle sue tasche al momento dell’ingresso in finale.

È veramente una grossa soddisfazione – ha commentato il CT Fazi – Aver già chiuso il conto con la conquista delle carte olimpiche ci permette di lavorare in tranquillità. Ora pensiamo all’Europeo e al Mondiale di quest’anno e al 2012. A meno di stravolgimenti o di situazioni straordinarie, oggi mi sento di dire che i vincitori delle carte andranno a Londra. I nomi ci sono, Ennio Falco, Chiara Cainero e Luigi Lodde. Ci resta solo di prepararci al meglio”.

Tornando alla gara, per l’assegnazione del 1° e del 2° posto si è dovuto procedere ad uno spareggio tra l’americano Jan McGrath ed il cipriota Georgios Achilleos, appaiati a quota 149/150. Alla fine l’oro è stato conquistato dall’americano che ha battuto il cipriota con +2 a +1. Il bronzo se l’è messo al collo il russo Valeriy Shomin, Campione del Mondo in carica, con 148.

Con livelli così alti, poco da fare per gli altri due azzurri in gara. Valerio Luchini (Carabinieri) di Roma non trova nemmeno una serie perfetta e con un 23 e quattro 24 si ferma a 119 in 32ª posizione. Due i 25 centrati da Angelo Moscariello di Montella (AV) nelle ultime due serie di qualificazione, che purtroppo hanno avuto solo il merito di compensare i due 22 di apertura gara. Per lui 117 punti utili e la 39ª piazza.

Il prossimo appuntamento per la 3ª prova di Coppa del Mondo sarà a Pechino (CHN) dal 20 aprile. Agli azzurri mancherà una sola carta olimpica, nel Double Trap, e in Cina ce ne saranno in palio altre due.

RISULTATI FINALE SKEET MASCHILE: 1° Jon McGrath (USA) 149/150 (+2); 2° Georgios Achilleos (CYP) 149 (+1); 3° Valeriy Shomin (RUS) 148; 4° Luigi Agostino Lodde (ITA) 147; 5° Tore Brovold (NOR) 147; 6° Richard Brickell (GBR) 147;… 32° Valerio Luchini (ITA) 119/125;… 39°Angelo Moscariello (ITA) 117.

di Augusto Martellini

Badminton: a Milano dal 1 al 3 aprile

Posted by Augusto Martellini On marzo - 31 - 2011 Commenti disabilitati

 Al via la 2ª edizione dell’Italian Junior International.  

Tutto pronto al PalaBadminton di Milano per dare vita alla seconda edizione dell’Italian Junior International, un evento di assoluto prestigio, che porterà in Italia i migliori Under 19 del continente. Saranno 94 gli atleti provenienti da 15 nazioni europee (Austria, Croazia, Danimarca, Inghilterra, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Portogallo, Repubblica Ceca, Russia, Svizzera, Svezia, Ucraina e Ungheria), che da venerdì 1 a domenica 3 aprile si affronteranno per i titoli di singolo e doppio maschile e femminile e di doppio misto. 

L’evento, organizzato dalla Federazione Italiana Badminton, è patrocinato dal CONI, dall’Assessorato allo Sport della Regione Lombardia e dall’Assessorato Sport e Tempo Libero del Comune di Milano. 

Agli Italian Junior saranno impegnati molti atleti tra i primi 100 del ranking europeo. “Per il secondo anno consecutivo il nostro Torneo è una delle gare più competitive di Europa – ha dichiarato il Presidente federale Alberto Miglietta, evidenziando inoltre che – la rassegna è una vetrina per i migliori atleti europei, un’opportunità di confronto e di valorizzazione dei propri progressi tecnici. “I giovani che in questi giorni gareggeranno nel capoluogo lombardo rappresentano in buona parte la nuova generazione del Badminton europeo, che con ogni probabilità concorreranno alle Olimpiadi del 2016”. 

Fra gli azzurri che si cimenteranno in questa edizione il laziale Daniel Messersì, recente oro nel doppio maschile agli International Series dell’Uganda, insieme ad Alexander Kantioler e Franziska Kofler. Riflettori puntati anche sugli altoatesini Michael Kantioler, Matthias Perktold, Manfred Spitaler, Klaudia Grunfelder e Tanja Scanferla e i piemontesi Jacopo Tornato, Silvia Corradi, Margherita Manfrinetti.

 Saranno tre giorni di grande spettacolo a Milano all’insegna del miglior badminton juniores europeo in un evento.

di Augusto Martellini

“Nessuno mi può giudicare”: un film conciliante, anti crisi

Posted by Alga Madia On marzo - 31 - 2011 Commenti disabilitati

C’è un cinema in Italia che non è malato, né in crisi perché sbanca ai botteghini.

C’è un cinema che quando ti siedi in sala riesce contemporaneamente a far sorridere, ridere, pensare, commuovere.

Ecco, quello che,  per esempio, succede guardando  “Nessuno mi può giudicare”, un film di Massimiliano Bruno. Qui, per esempio, la protagonista è talmente brava che riesce anche a stonare: lei, cha sa pure cantare bene. Brava, bella: Paola Cortellesi ormai è un’attrice con poche rivali, che sta riuscendo sempre più a conquistare tutti, ma proprio tutti. come succede in questo film. Insieme a lei Raoul Bova, Rocco Papaleo, sempre e comunque una garanzia, Anna Foglietta, Caterina Guzzanti.

Un film la cui trama potrebbe essere tragica, ma trattato con spunti di leggerezza, momenti di dolcezza e con l’intento preciso di far rilassare lo spettatore. Insomma sicuramente una classica commedia, punteggiata di battute, che però ha l’ardire di toccare argomenti impegnativi e quanto mai attuali sdrammatizzandone il contenuto, offrendo a chi lo vede, il piacere di un film leggero.

Ed è proprio il suo carattere di commedia a non considerare la sua trama un invito a facili risoluzioni dei problemi, né che il fine, a tutti i costi, giustifichi i mezzi. Leggero, ma con un senso, una logica, una morale. Una gran morale della favola che mette, come dire, nel ridicolo quanti sono dediti al facile giudizio, al moralismo: la via più semplice per sembrare – a volte credersi – migliori.

Un cinema italiano che da qualche anno sembra sempre più uscire dal tunnel della perenne crisi grazie anche a film come questo.

E gli incassi ne sono la prova provata.

di Alga Madìa

foto da: totalfilms.net

Intervista a Carmelo Calderone autore di Fondo di Magazzino

Posted by Umberto Ruffino On marzo - 31 - 2011 Commenti disabilitati

Dopo avervi segnalato la sua opera, Fondo di magazzino, ho il piacere di intervistare e farvi conoscere meglio l’autore del volume Carmelo Calderone.

Carmelo, raccontaci come ti sei avvicinato al mondo del fumetto?

Come mi sono avvicinato al mondo del fumetto….. vediamo un pochino da dove cominciare. Diciamo che è stata mia madre che in modo molto innocente, quando ero piccolo mi ha comprato qualcosina tipo Tiramolla, Geppo, Il Giornalino, c’era Pinki che adoravo, ne vorrei l’integrale, magari lo chiedo ad Antonio della 001 Edizioni, Il Corriere dei Piccoli e Topolino. I fumetti mi hanno sempre affascinato per via dei disegni prima ancora che per le storie. Mio nonno, a cui è dedicato “ Fondo di Magazzino”, adorava dipingere e la cosa è stata trasmessa a mia madre che mi ha contagiato. Come tanti altri disegnatori ho sempre disegnato, sin da piccolo. Per questo motivo sono anche stato messo in punizione alle elementari; mentre alle medie, per realizzare quegli orrendi quadri di vasi di fiori, ho preso anche un paio di note… mi scocciava fare i fiorellini… sempre mostri, battaglie, personaggi Disney. Alle superiori più o meno in quarto ragioneria (mio padre non ha mai appoggiato l’idea dell’artistico ma c’è da dire che se lo avesse fatto magari oggi sarei stato in tutt’altre faccende affaccendato; tutto fa parte del percorso, poi ci vuole un po’ di volontà) l’insegnante di religione, mentre realizzavo un mega disegnone con tutti  almeno nelle mie intenzioni i personaggi dei cartoni animati, mi apostrofò come violento davanti alla classe, perché c’erano troppi cartoni giapponesi e pochi Disney; i primi erano violenti ed i secondi rappresentavano la poesia… è nota, a tutti quelli che mi conoscono, la mia chilometrica fedina penale. Diciamo che questa passione è stata estremamente osteggiata da molti individui, fino anche agli anni più recenti dove mio zio in punto di morte appena rientrato dal Canada, dopo tanti anni, al mio renderlo partecipe per un lavoro di disegni, fatto su un libro di favole per bambini sordi, poco remunerato, mi risponde: “nella vita l’unica cosa che conta è quanto ti pagano per una tua ora di lavoro”, dieci giorni dopo è morto. Che bel ricordo vero? L’unica cosa vera che si può dire dei fumetti, per quello che mi riguarda, è che mi hanno letteralmente salvato la vita, mi hanno reso forte e mi hanno dato coraggio in momenti nei quali il mondo che ci circonda, cercava di fare irruzione nella mia anima provando a spersonalizzarla e a farmi sentire “ inadatto e sbagliato”.

Come ha detto una mia insegnante di lettere e storia, in un corso di un paio d’anni addietro: “chi legge fumetti ha capito il senso della vita” la cosa bella è che era seria e lo diceva ad un microfono davanti una cinquantina di persone. Quindi LEGGETE FUMETTI! (Concordo!)

 Io nella mia recensione di Fondo di magazzino ti paragono a Bryan Talbot, è un paragone esatto, oppure ti consideri più vicino ad altri autori? Quali sono gli autori a cui sei maggiormente legato?

Bryan Talbot, mi piace molto, ho molte cose di lui, anzi tante ora che ci penso. Mi chiedi se il paragone con Talbot è esatto, può starci, come ci può stare quello di Bepi Vigna, nell’introduzione al volume, che fa un paragone con Yikito Kishiro e Osamu Tezuka. Il punto fondamentale è che sono onnivoro dal punto di vista fumettistico (come anche dal punto di vista alimentare), nella mia testa ci sono contaminazioni di generi e autori tra i più vari. Ho veramente dentro di me tante perle di bellezza inaudita, ho letto tantissime cose degli autori più disparati; mi sento molto orgoglioso della mia biblioteca di fumetti. Dopo un inizio gestito da mia madre, dopo una tossicodipendenza da supereroi e un successivo tunnel nel manga, negli ultimi dieci anni credo d’essermi affrancato da ogni inutile e limitativo schieramento fumettistico, o devozione senza se e senza ma nei confronti di autori specifici,  apprezzando tutti i generi e nazionalità, non mi limito neppure al periodo storico, sono un cercatore d’oro. La più bella delle cose è la scoperta di nuove storie e autori.

Al di la delle schiere infinite di autori che adoro, la mia sempiterna devozione va in modo quasi assoluto al supremo, al geniale e al pionieristico Winsor McCay ed al suo Little Nemo, artista da inginocchiatoio… prima di lui c’era il buio fumettisticamente parlando. Ops! Ho appena contraddetto il mio pensiero precedente sullo schieramento di parte, ma McCay è morto quasi da cento anni, è quasi come Dante per l’italiano.

La trama di fondo di magazzino è molto particolare, come ti è venuta in mente una storia così?

Altra grande passione oltre il fumetto è il cinema. C’è una sequenza ben precisa di un fantastico film da cui tutto è scaturito. Il regista è Jim Henson il creatore dei Muppets, che adoro e dei quali ho DVD e action figure da urlo; il film è Labyrinth  (Ndr. con protagonosta il duca bianco David Bowie) la sequenza è quella dove Sarah (la bambina protagonista del film) alla ricerca del suo fratellino, tra le varie prove e difficoltà, viene quasi corrotta e turlupinata (adoro questa parola) da una vecchia con una tonnellata di carabattole inutili caricate sulla schiena. Viene quasi sconfitta e soffocata dalle “cose” rischiando di dimenticare gli affetti. Una scena terrificante, quasi peggio di alcune scene di Alien o Nightmare. Una scena che mi angoscia ancora oggi. Ecco, il più chiaro e palese esempio a dimostrazione del principio chimico per il quale: Nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma. Tutto è ormai stato scritto, la cosa bella è nel provare a reinterpretare le cose a modo proprio; credere di avere un pensiero originale è quanto di più sbagliato ci sia al mondo; facciamo ormai tutti parte de “La storia infinita”. Nessuno si inventa niente. Mi è preso un colpo quando ho scoperto da dove deriva la parola “ rocambolesco”.

Uno dei miei passaggi preferiti del libro (o almeno il più poetico) è la parte intitolata “Dove comincia l’infinito” scritto da Alberto Calderone. Ce ne parli?

Alberto, come chi leggerà i ringraziamenti e potrebbe intuire dal cognome, è mio fratello. “Dove comincia l’infinito” è un piccolo racconto che mio fratello scrisse per un concorso letterario, di solito Alberto non è che scriva tanto, ma questa volta per me ci ha preso alla grande. Avevo già cominciato a disegnare Fondo di Magazzino ed era un peccato che questa favola restasse nel cassetto, era funzionale alla storia (o almeno credo) e quindi l’ho messa dentro. A mio fratello voglio un bene assoluto, ed è stato lui ad aiutarmi nella parte digitale della realizzazione del fumetto: scansioni, colori, neri, ripuliture 

Come ti è venuto in mente di realizzare dei balloon personalizzati per tutti i personaggi di fondo di magazzino?

I baloon personalizzati hanno colpito un po’ tutti, e che sarà mai? Anche Antonio Scuzzarella, il mio editore, mi disse che sarebbe stato da pubblicare solo per la meraviglia di quei baloon. Si deve tutto a chi è passato prima di me su questa terra; il primo che mi viene in mente è il mitico Pogo di Walt Kelly. In Pogo ci sono vari modi di parlare, differenti baloon e diversi font per far parlare i personaggi. Il baloon personalizzato, potrebbe risultare un po’ pesante e rallentare la lettura, ma per come l’ho intesa io, voleva essere una forte e ulteriore caratterizzazione dei personaggi che nel fumetto sono tanti quanti al Muppet Show. Ho cercato di rendere i personaggi familiari nel più breve tempo possibile, spero di esserci riuscito.

Altra particolarità del volume è la bellissima copertina ed in generale la cura editoriale del volume. È stata una tua volontà quella di voler dare al tuo libro questo aspetto ricercato sia nella grafica che nei materiali?

Quello che riguarda la cura editoriale è stata una collaborazione molto sentita e bella con la 001 Edizioni e con il direttore Antonio Scuzzarella. Non voglio sembrare uno sviolinatore impazzito, però la 001 è una delle più belle realtà fumettistiche presenti oggi in Italia; la collana Made in Italy (di cui fa parte Fondo di Magazzino) è veramente intraprendente e fuori dal coro! E’ sotto gli occhi di tutti la cura nei suoi volumi. Per la copertina, Antonio mi disse che gli sarebbe piaciuta una copertina panoramica con il disegno anche sulle alette del libro, alla fine dopo vari soggetti mi sono ispirato a Il Quarto Stato (dipinto famosissimo, realizzato dal pittore Giuseppe Pellizza da Volpedo nel 1901e ci ho messo dentro tutti i personaggi della storia. L’ho già detto che adoro i Muppet?

Quali progetti ti attendono nell’immediato futuro?

Ci sono tante idee, ma adesso sono concentrato sulla promozione di Fondo di Magazzino, comunque come si intuisce dal libro ogni tavola porta via tantissimo tempo. Mi piacciono parecchio le favole ma non ho obiettivi particolari, da ciò deriva che io intanto sto disegnando alcune cose, se poi riuscirò a farne uscire un nuovo volume sarò contentissimo.

Ovviamente ringrazio Italnews per questa bellissima e nuovissima opportunità e mi scuso con i lettori per la mia logorrea, ma siete fortunati mi sono trattenuto.

Grazie a Carmelo per la bella intervista, che manda un saluto a tutti i lettori di Italnews.

di Ruffino Renato Umberto

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