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May , 2013
Saturday
 

Sono fuori pericolo i quattro militari del 5° reggimento alpini coinvolti questa mattina, alle 12.45 locali, nell’attentato che è costato la vita al tenente Massimo Ranzani, a 25 chilometri da Shindand, nell’ovest dell’Afghanistan.

I 4 alpini sono ricoverati presso l’ospedale da campo “Role 2” di Shindand in seguito alle ferite riportate nell’esplosione dello Ied, un ordigno improvvisato, che ha investito il Lince a bordo del quale viaggiavano di ritorno da un’attività sanitaria di Medcap a sostegno della popolazione locale.

Le condizioni dei 4 soldati italiani non destano preoccupazioni e nessuno di loro versa in pericolo di vita. I militari, appartenenti alla Task Force “Centre”, hanno riportato traumi e fratture primariamente agli arti inferiori. È attualmente in corso, presso la struttura sanitaria di Shindand, un intervento chirurgico finalizzato a ridurre le fratture  per due di loro che hanno riportato traumi alla gamba e alla caviglia. Uno dei quattro alpini necessita di un intervento oculistico e sarà in seguito trasferito presso l’ospedale “Role 3” di Kandahar.

Il tenente Massimo Ranzani aveva 36 anni. Ne avrebbe compiuti 37 il prossimo 23 marzo. Nato a Ferrara, viveva a Santa Maria Maddalena nel comune di Occhiobello, in provincia di Rovigo, con il papà Mario, 62 anni e la mamma Ione, 58. Era in Afghanistan, per la sua seconda missione in teatro operativo, dallo scorso 12 ottobre.

Lo scorso Natale Massimo era tornato a casa per una breve licenza. «Non voglio sposarmi perchè facendo questo lavoro non vorrei complicare la vita alla mia famiglia – aveva raccontato ad un’amica - La mia vita è la carriera militare, se mi sposassi mi sentirei legato troppo alla famiglia. È il mio lavoro, la mia passione, voglio andarci». Un ragazzo d’oro, come lo ricordano gli amici, che da piccolo faceva lo scout e che aveva sempre sognato di fare il militare. Nelle scorse settimane era stato impegnato in prima linea nelle attività di supporto agli sfollati nelle zone alluvionate della Zeerko Valley.

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Biagio Abrate e il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Giuseppe Valotto, hanno espresso profondo cordoglio per la morte dell’alpino italiano.

Intanto gli insurgents hanno rivendicato l’attentato. “Una mina terrestre collocata da un mujaheddin nell’area di Company del distretto di Adar Sang ha sventrato un automezzo in pattugliamento dell’Isaf» si legge in un comunicato che annuncia anche che l’esplosione “ha ucciso o ferito tutti gli invasori che si trovavano al suo interno alle 14.00″.

di Ebe Pierini

(febbraio - 28 - 2011)

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