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May , 2013
Saturday
 

Eppure a guardarlo sembra perfetto. Il sole e la luna che si alternano, si rincorrono con una cadenza precisa. Le fasi lunari, il moto dei mari, le stagioni con i loro colori. L’unica imperfezione pare essere, paradossalmente, proprio l’uomo. Meglio: la sua psiche, la sua mente.

Le cercano in Italia, in Svizzera, in Corsica. Due bimbe forse uccise dal loro stesso padre. Figli contesi, tirati da una parte e dall’altra coma fosse un tiro alla fune, da genitori probabilmente ignari del dolore che arrecano. Alessia e Livia, si chiamavano e sono sparite nel nulla, mentre il loro papà si è ucciso gettandosi sotto un treno a Cerignola, in preda alla disperazione.

Una disperazione che deriva probabilmente, dicono gli psicologi, dal fatto che a volte i padri sono comunque la figura più esposta quando sono costretti, loro malgrado, ad affrontare la maggior parte dei cambiamenti dopo la separazione: riorganizzare la propria vita affettiva e relazionale. Una nuova casa, quando non si è costretti a tornare dai genitori e quello strano e inatteso senso di solitudine. Così nei mesi che seguono, in compagnia del rumore assordante del silenzio o al massimo di una tv, la tristezza cede il passo alla disperazione.

Succede, per esempio, che quei bambini di cui tanto si sente la mancanza diventano improvvisamente strumenti di rivendicazione: ciascuno dei genitori continua a parlare  all’altro attraverso un linguaggio non verbale, pieno di risentimento o, peggio, di voglia di vendetta. Un’arma contro tutti che genera effetti spesso devastanti sulla loro psiche, soprattutto quando si trovano in quella fascia dell’età evolutiva così particolarmente delicata.

Perché in realtà la separazione di due genitori non sarebbe di per sé traumatica, quanto può essere invece traumatica la loro conflittualità permanente. Sindrome da alienazione genitoriale, la definiscono gli esperti, con sintomi che talvolta arrivano sino al rifiuto di incontrare il genitore più debole. La vita familiare dovrebbe proseguire in un altro modo …. perché i bambini pagano un prezzo troppo caro e il padre – chiaramente solo a volte – è l’anello debole di questa catena.

di Alga Madìa

foto di: gold.libero.it

(febbraio - 26 - 2011)

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