Gentili lettrici, cari lettori,
la pelle è un organo vivo, il più vasto del corpo (circa 2 m²), il più sconosciuto, il più aggredito nemmeno fosse un rivestimento al quarzo. Come tutti gli organi ha bisogno di attenzioni che, simili nelle manualità, differiscono nella sostanza a secondo del biotipo, cioè dei caratteri individuali. Per capire che pelle abbiamo possiamo sottoporci al check-up cutaneo secondo Bartoletti e Ramette. Tale valutazione, che necessita di una preparazione domiciliare e di sofisticati strumenti nello studio medico, fornisce indicazioni su: idratazione, quantitativo di lipidi, pH, sensibilità, reattività e capacità di rispondere alla luce della nostra pelle.
Con tutti questi dati viene effettuata la diagnosi del “biotipo cutaneo”. Possiamo avere:
PELLE NORMALE: si presenta di colorito chiaro con sfumatura rosea leggera. L’aspetto è luminoso e trasparente. Non si evidenziano lesioni né macchie. I parametri sono nella norma.
PELLE SEBORROICA: è una pelle lucida e riflette la luce in maniera non gradevole. Il trucco non tiene e questa pelle presenta osti follicolari (i cosiddetti pori), dilatati e risulta grigiastra di colorito per l’ispessimento dello strato corneo. Alla palpazione è untuosa. I valori dei lipidi superficiali superano i 200 microgrammi per cm², mentre l’idratazione è spesso ridotta (pelle “asfittica”): questo succede per aggressioni cosmetiche troppo robuste che possono addirittura causare un’improvvisa sensibilità.
PELLE SECCA: può essere secca per fattori costituzionali (predisponesti o genetici) o per fattori acquisiti (pelle seborroica troppo aggredita, esposizione a raggi UV, clima secco, climatizzatori, esposizione professionale ad agenti chimici, farmaci, cattiva alimentazione etc…); è una pelle che può “tirare” sino a dare sensazione di bruciore e pizzicore. Risulta opaca e ruvida al tatto fino alla possibile comparsa di squame e screpolature. Si possono formare delle piccole rughe. La pelle può essere secca per carenza di acqua, per carenza di sebo o per carenza di entrambi.
PELLE SENSIBILE: può essere tale sin dall’infanzia o diventare improvvisamente sensibile per: a) fattori ambientali (inquinamento, polveri) che mischiandosi al sebo diventano agenti irritanti; b) applicazione eccessiva ed inappropriata di cosmetici o farmaci nel tentativo di sgrassare la pelle; c) alterazioni ormonali come la menopausa e le alterazioni tiroidee; d) uso di farmaci come chemioterapici, cortisonici, retinoidi. Per tali motivi la pelle si può, appunto, sensibilizzare determinando pizzicore, bruciore, prurito ed intolleranza agli agenti atmosferici. La predisposizione ad una pelle sensibile può essere svelata precocemente durante il check-up cutaneo con il test di Ramette che consiste nell’applicazione di una piccola quantità di soluzione debolmente acida (acido lattico al 15%) sulla pelle: in condizioni di normalità tale applicazione non dà alcun sintomo; in caso di bruciore o pizzicore bisogna predisporre una cosmetica adeguata.
La conoscenza dei vari tipi di pelle è fondamentale per i consigli personalizzati di igiene cosmetica quotidiana e per prevenire i fenomeni di invecchiamento cutaneo che sono amplificati da una eventuale eccessiva “vulnerabilità” della pelle. La prossima settimana parleremo di Igiene Cosmetologica, cioè cosa fare ogni giorno per la nostra pelle.
di Domenico Feleppa
Medico chirurgo, specialista in Malattie del Fegato e del Ricambio. Docente Scuola Internazionale di Medicina Estetica della Fondazione Internazionale Fatebenefratelli, Componente Staff Medico Servizio di Medicina Estetica Ospedale Fatebenefratelli – Isola Tiberina – Roma
foto da: inerboristeria.com



