18
May , 2012
Friday
 

Gli eventi drammatici che stanno sconvolgendo gli equilibri dei Paesi nord-africani e che tutto il mondo sta seguendo con apprensione sempre crescente, non potevano non destare la preoccupazione e una decisa presa di posizione da parte del Parlamento europeo.
In una nota diffusa in questi giorni, Jersy Buzek, Presidente dell’Euroassemblea, esprime con fermezza la netta condanna degli atti di violenza perpetrati dal governo libico ai danni dei manifestanti.
“In nome del Parlamento europeo, invito le autorità libiche a cessare tutti gli atti di violenza contro i manifestanti. Deploriamo la perdita di vite innocenti in Libia e condanniamo l’uso brutale della forza” dice Buzek, rivolgendo un pensiero anche alle vittime e ai loro familiari.
E continua chiedendo “l’immediata abolizione del blocco delle informazioni” imposto dalle autorità governative alla rete internet  come ai collegamenti di telefonia mobile, ricordando che “l’attenzione della comunità internazionale è focalizzata sulle azioni repressive, nonostante la carenza di telecamere televisive e di libertà d’espressione dei media”.
L’Europresidente ammonisce “coloro che perpetrano atrocità” ricordando che “saranno consegnati alla giustizia e che sono responsabili delle loro azioni prima del popolo libico”.

Il pensiero di Jersy Buzek va a tutta la gente che “in Tunisia, Egitto, Bahrain, e ora anche in Libia, sta chiedendo un cambiamento. Le persone non sono più  paralizzate dalla paura, ma hanno riscoperto un senso di solidarietà, di responsabilità civica e un dovere storico. È la volontà della gente che sta cambiando la realtà sulla terra”.
Ed è anche consapevole che “le dimostrazioni sono di così ampia dimensione perché uniscono tutti i Libici attorno ad una causa comune: battersi per la dignità umana”.

Per questa ragione, conclude Buzek “noi, in qualità di rappresentanti eletti dal popolo europeo, difenderemo questa dignità ovunque possibile. È nostra responsabilità, in qualità di parlamentari, stare accanto a quei popoli che, senza badare al prezzo da pagare, stanno lottando per le loro libertà fondamentali”.

Già domenica scorsa, l’Alto rappresentante UE per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Catherine Ashton, a nome di tutta l’Unione Europea, aveva condannato la violenza contro i manifestanti in Libia: “Le legittime aspirazioni e le richieste di riforma delle popolazioni devono essere espresse attraverso un dialogo aperto e significativo con le autorità libiche”.

di Vito Di Ventura

 

 

(febbraio - 22 - 2011)

  • angeldemon

    Belle parole, ma nei fatti che si sta facendo per “stare accanto a quei popoli che, senza badare al prezzo da pagare, stanno lottando per le loro libertà fondamentali”??

    In Libia poi ci sono numerosissimi rifugiati da Paesi africani che sono stati catturati prima di riuscire a scappare dal loro destino di sangue e che ora stanno divenendo un ottimo capro espiatorio per il governo libico per giustificare gli atti di ribellione nel Paese.

    Il Presidente dell’Euroassemblea esprime con fermezza la netta condanna degli atti di violenza perpetrati dal governo libico ai danni dei manifestanti…..e quindi?? Ha l’Euroassemblea il potere di decidere un intervento a favore della popolazione o puo’ solo pronunciare belle ma pur sempre solo parole??

    Scusate l’ignoranza ma uno come Gheddafi non mi sembra il tipo che si lascia intimorire o sfiorare dai commenti dell’Europa o di chicchesia.

    E intanto l’alone di un’ondata di 300000 immigrati aleggia sull’Italia. E sentite qua la strategia del resto d’Europa: “Ma per il momento fonti diplomatiche europee indorano l’amara pillola facendola precedere dalla parola “solidarietà”. Quella che i governi degli Stati membri del Nord Europa esprimerebbero all’Italia, garantendo la loro disponibilità a fornire a Roma “materiale umano e mezzi finanziari” per fronteggiare l’emergenza. MA NESSUNA APERTURA ALLA POSSIBILITA’ DI UNO SMISTAMENTO DI IMMIGRATI”.
    Del resto, si ricorda che “l’Italia non ha voluto alcuno degli immigrati che sono arrivati a Malta. E a suo tempo la Germania non battè ciglio di fronte ai 300mila che arrivarono nel paese al tempo della crisi nei Balcani”.

    Bella l’Europa UNITA. UNITA!!!

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