Proveniente da Nizza, dove è stata esposta con successo in precedenza, è giunta a Roma la mostra “Chagall. Il mondo sottosopra” che sarà fruibile sino al 27 marzo presso il Museo dell’Ara Pacis. La risposta del pubblico è stata da subito positiva per la presenza delle opere di un grande artista, sempre in grado di richiamare gli appassionati di arte.
L’evento, voluto dall’assessorato alla Cultura capitolino e curato da Maurice Fréchuret, direttore dei musei nazionali del XX secolo delle Alpi Marittime e da Elisabeth Pacoud-Rème, responsabile delle collezioni al Musée National Marc Chagall di Nizza, è dedicato specificamente all’approfondimento delle affinità che l’artista bielorusso naturalizzato francese condivise con i Surrealisti e del forte legame che ha sempre mantenuto con la sua identità religiosa giudaica.
Di Chagall (Vitebsk 1887- Saint-Paul de Vence 1985), a venticinque anni dalla sua scomparsa, non sono riproposte le opere più conosciute, bensì altri capolavori provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private, che ben focalizzano alcune peculiarità del grande maestro del Novecento il quale, in linea con il pensiero pittorico dell’arte surrealista, amava mettere in atto nelle sue opere un capovolgimento dell’ordine tradizionale, sfidando la legge di gravità.
All’Ara Pacis sono esposte 138 opere tra dipinti e disegni, alcuni dei quali inediti, realizzati tra il 1917 e il 1982. Si possono ammirare paesaggi, autoritratti, rabbini, fidanzati, animali e immagini circensi caratteristici dell’arte originale e creativa di Chagall. Da segnalare tra gli altri “La luge dans la neige” e “La Résurrection au bord du fleuve”, oli su tela rispettivamente del 1944 e del 1947.
Una menzione a parte merita “L’uomo con la testa rovesciata”, autoritratto dell’artista del 1919, dipinto a olio su cartoncino, che è stato scelto come simbolo dell’evento, in sintonia con il pensiero dell’artista: “Un uomo che cammina ha bisogno di rispecchiarsi in un suo simile al contrario per sottolineare il suo movimento” così come “un vaso in verticale non esiste, è necessario che cada per provare la sua stabilità”. Nell’opera citata tutto è “sottosopra”, compresa la firma di Chagall inusitatamente posta in alto a sinistra.
Nella sua lunga carriera Chagall, che morì quasi centenario, fu sì influenzato dal surrealismo ma, come si verificò anche per altri autori a lui legati, da Soutine allo stesso Modigliani, restò di fatto indipendente da specifici movimenti artistici, dimostrando di saper essere anche innovatore. Egli subì di contro innegabilmente il fascino sia della cultura popolare russa sia dei fermenti della Parigi che tanto amava frequentare a più riprese nel corso della sua attività, mantenendo in ogni caso forti legami con l’identità religiosa ebraica.
È automatico, quindi, per lo spettatore essere attratto e trasportato in questa visione sottosopra del mondo, in questa realtà fiabesca, che Chagall ha saputo tanto efficacemente proporre. Il pubblico ha anche l’opportunità, a tre anni dall’ultima apparizione romana dell’artista, di poterlo conoscere meglio grazie a fotografie, frasi d’autore, che delineano efficacemente il pensiero del Maestro e un video di presentazione ricco di significative immagini storiche.
di Aurora Portesio
Chagall. Il mondo sottosopra
di Maurice Fréchuret e Elisabeth Pacoud-Rème
dal 22 dicembre 2010 al 27 marzo 2011
Museo dell’Ara Pacis, lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli), Roma
orari: da martedì a domenica ore 9-19





