26
May , 2013
Sunday
 

Il Dr. Zahi Hawass, uno dei più importanti e popolari egittologi del mondo, nonché Segretario generale del Consiglio supremo delle Antichità egizie, in una conferenza internazionale ha rassicurato il mondo, in ansia per i danneggiamenti e i furti subiti dal Museo Egizio del Cairo durante le violenti proteste anti governative, circa le sorti dei reperti dal valore inestimabile.

In una prima ricognizione effettuata, erano 8 i pezzi mancanti dal Museo Egizio, situato proprio a piazza Tahrir, centro delle rivolte degli ultimi giorni, preso d’assalto da alcuni teppisti che pare siano riusciti ad entrare e a effettuare danneggiamenti a due mummie, trafugare alcuni reperti e ad infrangere alcune vetrine.

Il celeberrimo Museo ospita la più completa collezione di reperti archeologici dell’antico Egitto nel mondo. Gli oggetti in mostra sono 136 mila, oltre ad altre centinaia di migliaia conservati nei magazzini. Tra le opere custodite c’è la maschera d’oro di Tutankhamon, le vestigia di un impero, le mummie, le statue, i gioielli reali, i manufatti realizzati per i faraoni. Opere che non hanno prezzo, dal valore inestimabile.

I pezzi di maggior pregio vengono dalla collezione dei reperti trovati nella tomba di Tutankhamon, giovanissimo faraone morto nel 1341 a.C., rinvenuta intatta nella Valle dei Re dall’archeologo inglese Howard Carter nel 1922.
Zahi Hawass ha confermato che la maschera funeraria di Tutankhamon in oro massiccio non è stata rubata. Realizzata con numerosi strati d’oro battuto, intarsiato di ceramica e pietre semipreziose, riproduce fedelmente i lineamenti del giovane re al momento della morte.
E ha aggiunto che sono in corso le ricerche per le statue mancanti nella zona circostante il giardino del museo.

È proprio di ieri la notizia che la statuetta del re Akhenaton sia stata ritrovata dal nipote del professor Sabri Abdel Rahman dell’Università americana del Cairo accanto ad un cestino dei rifiuti in piazza Tahrir e riconsegnata alla direzione del Museo Egizio.
Prima di essere riposizionata nella sua collocazione museale, la scultura sarà sottoposta a un accurato restauro.
La preziosa statua in calcare, che mostra il faraone Akhenaton nell’atto di compiere offerte votive agli dei, nonostante le dimensioni ridotte – solo 7 centimetri d’altezza – ha un enorme valore archeologico, sia perché raffigura quello che poi è stato riconosciuto come il padre del famoso faraone-ragazzo Tutankhamon,  sia perché mette in risalto l’abilità degli artisti egiziani del 1770 a.C., come afferma il direttore del Museo Egizio, Tarek al- Awadi. Questo è il il quarto reperto recuperato degli otto trafugati durante gli scontri in Egitto.

Il Paese ora cerca di tornare alla normalità e lo fa anche attraverso il turismo e la cultura.
Da domenica riapriranno i siti archeologici, mentre i musei, compreso il Museo Egizio del Cairo, continueranno a restare chiusi al pubblico.
È lo stesso  Zahi Hawass a darne l’annuncio, comunicando che “A partire da domenica riapriranno tutti i siti archeologici chiusi durante le giornate di protesta a causa della mancanza di sicurezza. Abbiamo tenuto un incontro con i vertici della Polizia, che gradualmente sta ritornando a presidiare i siti”.

di Ahmed Abd El Megid

(febbraio - 18 - 2011)

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