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L’officina del reale: la bottega delle storie

By   /   16 Febbraio 2011  /   Commenti disabilitati su L’officina del reale: la bottega delle storie

Incontro  Mario Balsamo in un bar del centro. Piove e fa abbastanza freddo.

Lui è lì, già lì, che mi aspetta con un lungo cappotto blue che parrebbe non suo, mentre ha fra le mani un quaderno che lo costringe chino su quella lettura noncurante del mondo che suo malgrado si sta muovendo anche intorno a lui.  Una teiera con vicino una tazza fumante. Nient’altro pare gli sia necessario.

Posso”

“Si,  l’aspettavo…!”

“Sono in ritardo?”

“No, non penso”.

“Bene!” penso e dico io.

“Bene….” Mi replica lui. “Sono qui a lasciare che le sue domande diventino risposte attraverso i suoi ragionamenti e se sarà necessario, le mie parole”.

“Un poeta?” sorrido e finalmente accenna un sorriso spontaneo. “Ho letto il suo ultimo libro. Il suo libro /manuale “L’officina del reale” che lei ha scritto  con il suo collega Gianfranco Pannone. Il titolo devo dire è accattivante ed emblematico.

La costruzione di un documentario che passa dalla fase progettuale, della scrittura, del trattamento, per quella delle riprese, del montaggio per poi divenire infine un film vero, “reale” come è nella natura di un documentario.

“Ho sbagliato? È questo che si vuole esprimere con quel titolo?” Mi sorride. Proseguo. Un manuale che stimola e accompagna un’idea, una ipotesi di documentario fino a renderla concreta, fino a renderla film. Un manuale fatto di innumerevoli dialoghi e approfondimenti tra i due autori e i loro studenti e dove il lettore, qualunque lettore, anche se non interessato alla realizzazione di un documentario, entra dentro quelle pagine sentendosi parte integrante di quella classe. Un lettore che, a qualunque età, diventa discente, alunno dell’ABC del cinema e si incomincia a muovere familiarmente tra il corretto uso di una telecamera e una buona inquadratura.

Un libro che in maniera quasi filosofica sollecita il racconto di storie di vita, storie della vita che ci accade, che ci si srotola davanti, con o senza il nostro permesso. Studenti che si confrontano, che approcciano tentennando ad un sogno e che ne vedono la concreta, possibile successiva realizzazione attraverso alcune fasi: quella del progetto, il soggetto, le note di regia, le riprese….

Vittorio De Seta che ne ha curato l’introduzione, trova in questo libro alcuni elementi che ritiene fondamentali: il pensiero, l’intuizione, il sentimento e il senso etico. Parlare ai ragazzi del senso etico e farlo attraverso un manuale è cosa audace, quantomeno difficoltosa…

“Il ragionare cui segue il fare”. Ecco, è probabile che questo testo dia a noi, o a quanti come noi che non conoscono il lungo e duro lavoro che passa tra l’idea e il ciak, l’esatta consapevolezza delle difficoltà che si possono incontrare in tutte le svariate fasi di lavorazione. Un lavoro che  ha bisogno di ragionamento, di ipotizzare la sua fattibilità, prima di procedere alla fase che tutti noi – più o meno – conosciamo o immaginiamo di conoscere.

Anche la ricerca delle fotografie inserite nel libro trovo pertinenti e particolarmente vive, reali, come fossero tratte da una sequenza ed immortalate. Lo guardo: sorride. Ho parlato troppo, ho parlato solo io. E le domande? “Non servono. Lei ha capito ciò che scriverà.”

Avrei voluto dirgli “in bocca al lupo” per la realizzazione del suo prossimo film. Quella che aveva tra le mani quando sono arrivata, in realtà, ora la riconosco, era la sceneggiatura del suo prossimo documentario.  “Noi non siamo come James Bond” il titolo. Significa che l’ipotesi ha trovato fattibilità e che, magari a giorni, potranno iniziare le riprese. “In bocca al lupo” sussurro, mentre lui con quel lungo cappotto blue è già lontano.

Mario Balsamo è documentarista e scrittore. Autore e regista. Il suo sito di servizi: www.iltuodocumentario.it, dove si può trovare anche una delle sue opere in cui maggiormente si riscontra la sua ricerca costante ed inesorabile della  profondità dell’anima, senza mai tralasciare quanto di più “apparentemente reale” pervada ciascuna storia che spiega l’umano: “Sognavo le nuvole colorate” un film di amicizia: un’amicizia fra due ragazzi di culture diverse, “vissuta come un’avventura, fatta di sconsiderato ottimismo e di allegria, di follia infantile e di furbizia di strada, di intraprendenza ed energia, all’inseguimento di nuvole colorate”

di Alga Madìa

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