21
May , 2013
Tuesday
 

Si sta diffondendo sempre più il movimento femminista islamico tanto da far allarmare un servizio segreto potente come quello siriano. L’ultima trovata delle femministe islamiche per aggirare i rigidi parametri voluti dalla Sharia è il “kit per la verginità”, un espediente diffuso in molti Paesi musulmani per nascondere la “rivoluzione sessuale” che stanno vivendo, ancora in segreto, le ragazze musulmane. In particolare il kit si sta diffondendo in Siria. Da qui l’allarme dei servizi segreti che vedono in questo sistema una minaccia molto seria. 

Ma in cosa consiste il “kit per la verginità”? In pratica si tratta di un imene artificiale sotto forma di piccoli sacchetti da inserire all’interno della vagina. Questi, una volta iniziato l’atto sessuale, si rompono provocando la fuoriuscita di un liquido rosso del tutto simile al sangue dando la sensazione, all’uomo, che la ragazza sia vergine. Il kit, che in Siria viene venduto clandestinamente, è un vero e proprio cult tra le giovani ragazze siriane oppresse, come le loro sorelle iraniane, da leggi molto restrittive in fatto di libertà sessuale; leggi che ammettono persino il cosiddetto “delitto d’onore”, un delirio per mezzo del quale un famigliare uomo (padre o fratello) può persino uccidere una congiunta (donna) se viene a conoscenza che ha avuto un rapporto sessuale prima del matrimonio. 

Quella del kit per la verginità è una vera e propria rivoluzione sotterranea che, come detto, allarma addirittura i servizi segreti siriani che temono l’emancipazione femminile più dei missili israeliani. Il timore è che le ragazze siriane nel volgere di poco tempo emulino le loro sorelle iraniane e inizino a chiedere parità di diritti con gli uomini con conseguenze disastrose per il regime siriano. Per questo i servizi segreti hanno avuto l’ordine di dare una caccia spietata agli “spacciatori di verginità”, per i quali sono previste pene durissime.

Secondo dati non ufficiali sono le studentesse siriane a usare maggiormente il “kit per la verginità”. “Lo considerano un oggetto da venerare come il più prezioso regalo alla propria libertà”, fa sapere una “spacciatrice” che chiaramente vuole rimanere anonima.  La moda è partita dal Libano e dall’Egitto dove il kit viene venduto sempre clandestinamente. Il costo è di pochi dollari e la diffusione avviene attraverso il passaparola anche se, ci fanno sapere gli “spacciatori”, presto sarà possibile acquistarlo anche online, chiaramente opportunamente occultato da gadget innocuo.

So che questa cosa farà sorridere molte donne occidentali, certo non limitate sessualmente da assurde leggi, ma posso garantire che il fatto è molto più importante di quanto si possa pensare. È l’inizio di una emancipazione femminile in Paesi dove la donna viene considerata molto meno di un cammello. Il diritto ad una vita sessuale completa, appagante e libera da regole fortemente limitative è uno degli obiettivi primari del femminismo islamico. Questo modo di ribellarsi alle assurde imposizioni misogine dettate da cattive interpretazioni del Sacro Corano è un primo importante passo verso la consapevolezza femminile nell’Islam. La speranza è comunque che molto presto le donne islamiche siano completamente libere da queste assurde imposizioni e che il “kit per la verginità” diventi solo un ricordo.

di Giuseppe Favilla

(febbraio - 13 - 2011)

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