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I primi test confermano l’emotrasfusione di Riccò

By   /   11 Febbraio 2011  /   3 Comments

Inizialmente ha ammesso, poi ritrattato. Storia già vista quella di Riccardo Riccò. L’atleta non esiste più, ora è bene concentrarsi sull’uomo, e si badi bene, è giusto chiamarlo uomo, non più ragazzo, perchè a 27 anni e con un figlio piccolo bisognerebbe essere delle persone mature e responsabili.
La vicenda di Riccardo è molto delicata, sparare sentenze può essere rischioso ma sicuramente, dopo qualche giorno dal ricovero, possiamo farci un’idea più chiara di ciò che è successo, e purtroppo sembra confermare in pieno le prime indiscrezioni.
Secondo i primi accertamenti, infatti, sembra proprio che il malore che ha colpito Riccò sia stato causato dall’autotrasfusione con sangue non ben conservato. La Procura ha immediatamente richiesto accertamenti e senza ombra di dubbio convocherà l’ex ciclista modenese non appena il suo stato di salute lo permetterà.
Ora Riccardo molto probabilmente ha finito di scherzare, di prendere in giro tutti, compreso se stesso e la sua vita, e crediamo che il ritiro dall’attività agonistica possa essere innanzitutto un bene per la sua salute.

È dello stesso avviso anche Francesco Moser, uno che ha sdoganato il ciclismo contemporaneo, facendo da tramite tra la leggenda e “l’innovazione”. “Sarebbe meglio che Riccò lasciasse il ciclismo – ha dichiarato l’ex campione -. Se appena tornato a correre già si comporta così…È anche recidivo. Non può comportarsi in questo modo, non solo per il mondo del ciclismo, ma anche e soprattutto per la sua salute. È meglio che non torni più a correre”. Dello stesso avviso anche il Presidente della Federciclo italiana: “Non ci sono mezzi termini – ha dichiarato Renato Di Rocco –  per il suo bene, per la sua famiglia, per il bene del ciclismo Riccardo Riccò deve lasciare lo sport agonistico, deve uscire dal tunnel perverso in cui si è infilato, deve ritrovare se stesso, come persona, prima di tutto, come uomo”.
Riccardo in gruppo non è mai stato molto simpatico e i profili twitter degli ormai ex colleghi pullulano di dichiarazioni sulla vicenda. Si va dal classico “I danni che Riccò causa al ciclismo sono enormi” di Filippo Pozzato, al “non ci mancherai” di Manuel Quinziato, fino ad arrivare all’ironico Leif Hoste che dice di “non essere sorpreso”, ed al laconico Fabian Cancellara che dichiara: “Riccardo farà di nuovo del ciclismo un sinonimo di doping. È terribile per il nostro sport. Bisogna farlo scendere dalla sella e mandarlo sulla luna”. Sincerità od ipocrisia non è dato a sapersi, sicuramente però la vicenda Riccò ci mostra per l’ennesima volta la fragilità di un uomo che ha vissuto in un mondo malato e tutto questo a pochi giorni dall’anniversario della morte di Marco Pantani. Riccò ora dev’essere protetto, non dev’essere lasciato solo, la vita di un atleta può finire per delle sciocchezze, la vita di un uomo no!

di Antonio Massariolo

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3 Comments

  1. Antonio ha detto:

    Franco, hai ragione ma ora bisogna mettere da parte la rabbia per essere stati nuovamente “traditi” dall’atleta, bisogna sperare che qualcuno gli stia vicino. Riccardo è sicuramente una persona malata ed il ciclismo non può permettersi l’ennesima tragedia, Pantani deve aver insegnato qualcosa a questo mondo. L’atleta ormai non esiste più, come scritto nell’articolo, e probabilmente verrà radiato dal ciclismo.
    Per quanto riguarda le granfondo purtroppo hai ragione, ed ho molta paura anch’io che accada!

  2. franco ha detto:

    La soluzione è semplice: nessuna società ciclistica ( professionistiìca od amatoriale) lo deve più tesserare. Il rischio è che tra un po’ lo vedremo fare lo spavaldo e vincere nelle garn fondo.Bisogna fare terra bruciata attorno a lui e dimenticarsi al più presto della sua esistenza.

  3. […] This post was mentioned on Twitter by Antonio Massariolo, ItalNews.info. ItalNews.info said: I primi test confermano l’emotrasfusione di Riccò: Inizialmente ha ammesso, poi ritrattato. Storia già vista que… http://bit.ly/g9Fnpf […]

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