Il vicepresidente degli Stati Uniti, Joe Biden, in una telefonata al suo omologo egiziano, il vicepresidente Omar Suleiman, ha chiesto che il governo di Mubarak ponga fine agli arresti e alle vessazioni dei manifestanti e dei giornalisti, ribadendo la necessità dell’abolizione della “legge di emergenza”. Occorre, invece, avviare un dialogo rivolto a tutte le componenti sociali e sviluppare, congiuntamente all’opposizione, una “road map”, ossia una tabella di marcia e un calendario preciso” verso “una transizione che sia immediata, significativa, duratura, legittima e corrispondente alle aspirazioni del popolo egiziano”, come si legge in una nota della Casa Bianca.
La nota, emessa da Washington, indica i quattro passaggi necessari all’Egitto per assicurare la transizione di potere:
1. l’imposizione di controlli sui lavori del Ministero dell’Interno e la cessazione immediata degli arresti e delle violenze su giornalisti, attivisti politici e attivisti della società civile al fine di permettere libertà di assemblea e la libertà di espressione;
2. l’abrogazione immediata della legge d’emergenza che conferisce poteri straordinari all’esecutivo e all’esercito, permettendo la detenzione di persone senza alcuna accusa;
3. espandere la partecipazione al dialogo nazionale per includere una vasta gamma di esponenti dell’opposizione;
4. dialogare con l’opposizione per una partnership che preveda una tabella di marcia da sviluppare congiuntamente e un calendario per la fase di transizione.
Il vicepresidente Biden ha ribadito il sostegno degli Stati Uniti all’Egitto per una transizione ordinata di potere, sottolineando quanto questo processo sia irreversibile e come corrisponda appieno alle aspirazioni del popolo egiziano.
Tutte pressioni che rivelano quanto gli Stati Uniti siano delusi dalla risposta del governo egiziano.
“È chiaro che quello che il governo ha fatto finora deve ancora soddisfare le richieste del popolo egiziano”, ha dichiarato il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs. “Credo che fino a quando non venga intrapreso un processo di cambiamento, assisteremo al protrarsi della situazione a cui stiamo assistendo al Cairo e nelle altre città egiziane”, ha aggiunto riferendosi alle proteste che sembrano non placarsi in tutto l’Egitto.
Gibbs ha sottolineato nuovamente la necessità di una transizione ordinata e la rapida e pacifica evoluzione del potere, evitando però di affermare la disponibilità della Casa Bianca ad accogliere Mubarak nel caso in cui decidesse di lasciare l’Egitto.
Anche a New York, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha ribadito la necessità per il governo e per il popolo egiziano di attuare una rapida transizione ordinata e pacifica del potere, evitando comunque l’invito esplicito alle dimissioni del presidente Mubarak. Ha inoltre dichiarato che “i capi di governo dovrebbe ascoltare con più attenzione le reali aspirazioni del popolo”, sottolineando come le transizioni più veloci siano le migliori e aggiungendo che “il processo di transizione e il futuro in Egitto dovrebbe essere deciso dal governo e il popolo”.
Sulla questione egiziana si è espressa, infine, l’Alto rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza dell’Unione europea, Catherine Ashton, dicendosi a favore di una totale trasformazione in Egitto. Nel suo intervento al Consiglio di Sicurezza dell’ONU a New York ha dichiarato “che è necessario per l’Egitto e per altri Paesi della regione il ricorso alle elezioni per una vera e propria riforma”. E in una riunione tenutasi per discutere i modi di mantenere la pace e la sicurezza internazionale, la Ashton ha detto di sapere “per esperienza quanto sia difficile il ripristino della democrazia”.
Occorre contrastare non solo la corruzione, ma anche fare in modo che le amministrazioni regionali trasparenti diventino indipendenti e libere da qualsiasi influenza e pressione esterna. La Ashton ha concluso sottolineando che anche l’UE è disposta a cooperare al fine di rendere il processo di transizione davvero realizzabile.
di Ahmed Abd El Megid
foto da: huffingtonpost.com



