Dopo la caduta di Ben Ali, gli Imam nei sermoni in moschea pregano per la “memoria dei martiri della rivoluzione” e il nome del Rais è sparito dalla invocazione iniziale. Spariti anche i gruppi di poliziotti che nei pressi delle moschee si schieravano, a detta del Ministero dell’Interno, a difesa della preghiera settimanale dagli attacchi terroristici.
“Normalmente l’Imam cominciava con l’invocazione “Dio benedica il nostro presidente Zine El Abidine Ben Ali’”, dice un fedele di 26 anni, Anas Tamallah, al di fuori della moschea centrale di al-Fath a Tunisi. In questo primo venerdì di fede libera, l’Imam ha aperto con una preghiera alla “memoria dei martiri della rivoluzione”, con un esplicito riferimento alle vittime delle proteste che hanno rovesciato l’ex-dittatore. “Non c’è stata alcuna menzione di Ben Ali, una volta indicato come “il protettore della nazione e della religione”, nel sermone nella moschea principale della città, Zitouna”, dice il generale Mohktar Ben Tekhiat dopo aver partecipato alle preghiere.
Sotto il regime autoritario di Ben Ali, i sermoni settimanali erano ispirati o scritti dal Ministero per gli Affari Religiosi. Il nuovo governo di transizione ha introdotto libertà senza precedenti e la televisione di Stato ha ripreso le preghiere del Corano in onore alle 78 vittime ufficiali delle forze di sicurezza, che hanno brutalmente contrastato l’ondata di proteste sociali divampate lo scorso mese.
di Giuseppe Favilla
foto da: express-news.it



