20
June , 2013
Thursday
 

Domande senza risposte. Domande cui non siamo in grado di dare neanche un cenno, uno straccio di risposta credibile, tanto ci lasciano attoniti. La verità probabilmente è che non siamo capaci a rispondere perché una risposta non c’è.

Chi può dire cosa spinga un 21enne ad uccidere un ragazzo (29enne) poco più grande di lui? Un omicidio assurdo avvenuto a Latina e senza un movente, perché una lite che degenera al massimo si può risolvere con qualche spintone – tanto più che Matteo Vaccaro, la vittima, era intervenuto per difendere la mamma e la sorella – Omicidio volontario, l’accusa. Non ha neanche l’attenuante della preterintenzionalità dato che sono stati sparati più colpi di cui uno in pieno petto.

Così, questo probabilmente fa ancora più male perché non è dettato neanche da un momento di disperazione, di odio per un grave torto ricevuto: non ha scusanti, se mai ci fossero.  Penso, ed è inevitabile, allo strazio della famiglia del giovane che è morto sul colpo. Penso, ed è ancor più inevitabile, alle famiglie di quei sei che, non per scherzo, si sono riuniti in un raid punitivo.

Di chi sono figli questi ragazzi: dell’arroganza o dell’indifferenza? Della stupidità o dell’odio senza una causa? Del voler mostrare ai più piccoli chi è il più forte, il leader da seguire, o del dover dimostrare a qualcuno – molto più grande – di non aver paura di niente e di nessuno per meritarsi a loro volta la fiducia?

A chi dare la colpa, alla famiglia, alla scuola, alla società? Abbiamo così clamorosamente fallito? Questo è il mondo che stiamo consegnando nelle loro mani?

Un  mea culpa è probabile vada fatto da parte di chi è genitore, anche di chi oggi si vergognerà sicuramente di avere uno stupido criminale come figlio, ma non appesantirei la già delicata posizione dei nostri giovani, perché una calibro 7,65 (con 27 grammi di cocaina) ritrovata nel giardino di casa dell’assassino,  non si detiene così per caso. Sono con ogni probabilità le nuove reclute della criminalità che sta disegnando i suoi nuovi, prossimi contorni.

Un omicidio per niente, è stato definito. Una scuola obbligatoria per chi aveva già immaginato il suo losco futuro.

di Alga Madìa

(febbraio - 2 - 2011)

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