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May , 2012
Friday

Archive for gennaio, 2011

Egitto: continuano le proteste, almeno 100 morti

Posted by Elisa Cassinelli On gennaio - 29 - 2011 Commenti disabilitati

Sono ore drammatiche in Egitto dopo l’inizio della settima giornata di protesta: si stima che il numero delle persone che hanno perso la vita in questi giorni superi quota 100, un numero destinato ad aumentare vertiginosamente visto le continue rivolte che si susseguono in queste ore.

Le sommosse, infatti, vanno avanti nonostante le autorità abbiano deciso di estendere il coprifuoco, già decretato ieri per le città del Cairo, di Alessandria e di Suez, fino alle 8 di domani mattina.

Proseguono anche le manifestazioni nel centro della capitale contro il Presidente: secondo l’inviato della tv araba “al-Jazeera”, presente sul posto, i dimostranti radunati a piazza Tahrir sono aumentati di ora in ora fino a diventare circa 50mila. Qui la polizia continua a contrastare i manifestanti e carri armati sono stati schierati sulla piazza, punto focale delle proteste intorno alla capitale egiziana.

Preso d’assalto anche la sede del Ministero dell’interno del Cairo dove migliaia di persone hanno cercato di introdursi all’interno dell’edificio; la polizia è stata costretta ad aprire il fuoco per respingere i manifestanti causando almeno tre i morti. Ma non è tutto.  Alcune centinaia di detenuti, presenti ieri sera nelle celle di sicurezza di alcuni commissariati del Cairo, sarebbero riusciti a fuggire nella notte. E un vasto incendio, riferisce la tv satellitare “al-Arabiya”, si è sviluppato oggi in un centro commerciale del quartiere di al-Maadi.

Proteste anche a Suez dove circa 200 persone questa mattina sono scese in strada scandendo anche qui slogan contro Mubarak davanti alla stazione di polizia del quartiere di “al-Arbayn” della città. Un poliziotto sarebbe morto nell’assalto.

Un altro gruppo di dimostranti ha fatto irruzione nel Museo Egizio: lì sono state danneggiate due mummie di faraoni e rotte alcune vetrine. Diversi oggetti preziosi e reperti archeologici sono finiti a terra, in frantumi.

Intanto, la tv “al-Jazeera” fa sapere che  i figli e la moglie di Mubarak  sarebbero fuggiti a Londra insieme alle loro famiglie. Ricordiamo che il figlio del Presidente egiziano, Jamal, era considerato candidato alla successione al potere.

Come annunciato durante la notte dal Presidente Mubarak, che ha promesso ”misure per arginare la disoccupazione e sostenere i poveri”, il governo egiziano, guidato dal premier Ahmed Nazif, si è dimesso mentre, qualche ora dopo, il Ministro dell’Aviazione Ahmed Shafiq è stato nominato premier con l’incarico di formare il nuovo esecutivo; intanto, il Capo dei Servizi Segreti, il Generale Omar Suleiman, ha già prestato giuramento come nuovo Vicepresidente.  Molti osservatori del mondo arabo sostengono che questi esponenti porterebbero “il governo del Cairo in mano all’esercito”.

L’ex Direttore generale dell’Aiea, leader di uno dei movimenti di opposizione egiziani, Mohamed El Baradei, ha detto oggi, in un’intervista rilasciata a “France 24″, che il Presidente Hosni Mubarak “deve andarsene”.

Nonostante sia stato disposto il blocco di internet, sono tantissime le immagini che arrivano dall’Egitto e che testimoniano il crescente dilagare delle proteste. Violenze, morti, scontri, carri armati e spari sono lo scenario di una vera e propria rivoluzione in atto.

di Elisa Cassinelli

Marika, lo “scudiero nobile” che scruta l’Afghanistan da una ralla

Posted by Ebe Pierini On gennaio - 29 - 2011 Commenti disabilitati

Il suo soprannome è scudiero nobile. Ogni soldato che esce in pattuglia a bordo di un Lince ha un nome in codice. Aiuta a sentirsi parte di una squadra. Per lei i colleghi hanno scelto un nome che rappresenta il giusto equilibrio tra eleganza, forza, coraggio. Minuta ma caparbia, sapendo di essere la più giovane si affianca sempre ai colleghi più esperti per carpirne suggerimenti. Per questo per tutti loro lei è un piccolo scudiero allievo del cavaliere.

Marika Dell’Arciprete, 26 anni, originaria di Chieti, caporale dell’ 8° reggimento alpini di Cividale del Friuli, è un mitragliere. Lei guarda l’Afghanistan dall’alto di una ralla. Una posizione pericolosa, la più esposta in caso di attacco da parte degli insurgents.

È alla sua prima missione in Afghanistan e appartiene alla Quick Reaction Force di Herat, la forza di reazione rapida pronta ad intervenire immediatamente in caso di allarme e di emergenza.

“Prima di arrivare in Afghanistan ho effettuato mesi e mesi di preparazione e di addestramento a Cividale e Viterbo – racconta Marika – Sono consapevole della pericolosità del mio ruolo e del mio lavoro ma quando sono a bordo del Lince assieme ai miei colleghi mi sento sicura e non ho paura. Trovarmi a contatto con il mondo esterno quando si esce di pattuglia rappresenta una sensazione strana, diversa. Osservare l’Afghanistan dall’alto di una ralla mi consente di entrare in contatto con la popolazione locale ed è bello scorgere le persone e i bambini che lungo le strade ci salutano. Fortunatamente non mi sono mai trovata in situazioni di grave pericolo in quanto la zona di Herat attualmente è relativamente tranquilla”.

Escono su chiamata i ragazzi della QRF. In pochi minuti sono pronti a partire e a raggiungere il luogo designato. Velocità, prontezza, professionalità le loro doti.

“Per creare affiatamento le pattuglie sono composte sempre dagli stessi elementi – spiega il caporale Dell’Arciprete – Io e i miei colleghi siamo molto uniti e da loro traggo forza e coraggio. Siamo un po’ una piccola famiglia”.

Sullo stesso mezzo, uniti da una stima che diventa amicizia, consapevoli del rischio che si corre ogni volta che si esce dal confine della base. Un rischio che per Marika si fa ancora più reale. Lei sta lì, in ralla e maneggia la sua browning con sapienza e accortezza. Sa che in caso di attacco spetterebbe a lei difendere l’equipaggio del Lince. Così esile ma tenace. Nulla da invidiare ad un uomo. Quando è di pattuglia non sottovaluta nulla, nessun particolare. Ci sono disattenzioni che possono costare la vita e lo sa bene.

I miei genitori sanno benissimo dove mi trovo e che lavoro faccio – aggiunge Marika – Mia madre mi ripete sempre: “È inutile che te lo dica, stai attenta”. Grazie al loro sostegno sono serena e tranquilla”.

Quando non è fuori di pattuglia per le vie polverose di Herat, Marika provvede alla supervisione del Lince, riassembla e controlla i materiali nello zaino. E poi si occupa della pulizia del suo fucile SC 70/90. Lei e la sua arma: connubio inscindibile.

Mi piace il mio lavoro e non lo cambierei per nessun altro al mondo” confessa con un pizzico di orgoglio Marika. La grazia di una ragazza, la grinta di un militare. Un sorriso delicato che sbuca da sotto l’elmetto, la sicurezza con la quale impugna la browning: segni distintivi di uno scudiero nobile.

di Ebe Pierini

Il mio calcio… Stefano Benzi

Posted by Luca Paradiso On gennaio - 29 - 2011 1 COMMENT

Stefano Benzi è direttore responsabile della piattaforma italiana di Eurosport. Genovese di nascita, ha alle spalle una lunga carriera televisiva e radiofonica. Si considera un nostalgico del calcio, ammiratore dei numeri 10 vecchio stile, delle ali che attaccano e non coprono, delle maglie senza nome né sponsor numerate dall’1 all’11, di Domenica Sprint alle 20 in punto…

Il campionato che preferisci?

Il campionato brasiliano per l’ostinazione con la quale in questo paese si cerca ancora la spettacolarità e il colpo a sensazione e il campionato inglese le cui partite non mi stancano mai.

Lo stadio più bello e coinvolgente?

Tra quelli dove ho avuto la fortuna di vedere una partita dal vivo direi Maracanà e Bombonera. Sotto l’aspetto della struttura in se stessa e della sua accoglienza direi Emirates Stadium di Londra e il St. Jakob Park di Basilea.

La partita che non dimenticherei?

Una partita che non si giocò: Genoa-Milan del 29 gennaio 1995. Fu la partita dell’omicidio di Vincenzo Spagnolo. Rimasi chiuso nello stadio a raccontare tutto quello che accadeva dentro e fuori da Marassi in una interminabile diretta con Antenna Tre. Ricordo quegli avvenimenti in modo ancora molto vivo e con molta angoscia. Se invece devo parlare di partite che ho visto direi Italia-Brasile 3-2, ai Mondiali di Spagna del 1982: per la gente della mia generazione è indimenticabile. Purtroppo non la vidi allo stadio. Ma in tribuna mi sono goduto un Liverpool-Genoa 1-2 (era il 18 marzo 1992) e due settimane dopo un Stella Rossa-Sampdoria 1-3. La stagione finì male ma quelle partite furono straordinarie.

Il giocatore che ti ha regalato maggiori emozioni?

Tanti per dirne uno solo: ho una venerazione per un certo tipo di n.10: Zico e Van der Vaart sono quelli che mi hanno sempre coinvolto di più. Ma anche per gli esterni: Overmars, Eder e Van’t Schip su tutti.

La squadra che ricordi con nostalgia?

Il Verona di Bagnoli, il Genoa di Bagnoli, la Sampdoria di Boskov

Un episodio sportivo (non calcistico) che ricordi?

Il duello tra la Akermann e Sara Simeoni prima alle Olimpiadi di Montreal, quando vinse la tedesca e poi all’Europeo di Praga Sara saltò 2.01. Come dimenticare l’incredibile duello tra Villeneuve e Arnoux a Digione nel Gran Premio di Francia del 1979 e la prima volta che ho visto allo stadio gli All Blacks e la loro Haka.

L’atleta di tutti i tempi?

Difficilissimo… direi Fausto Coppi.

Il libro sportivo da leggere?

Difficile anche qui… lasciami dare qualche risposta multipla. Direi “Il Campione” di David Storey, uno splendido libro sul rugby. Ma amo tantissimo Nick Hornby e quindi anche il suo “Febbre a 90°”, ma anche “Lettera a mio figlio sul calcio” di Darwin Pastorin, un racconto meraviglioso e disincantato su tante cose belle e brutte di questo sport. Posso dirti anche un film? “Per amore del gioco” con Kevin Costner, lo adoro… e “La Leggenda di Bagger Vance” con Will Smith.

di Luca Paradiso

150° Storie d’Italia. Volume 1. Il lungo cammino

Posted by Umberto Ruffino On gennaio - 28 - 2011 Commenti disabilitati

Quest’anno si celebrano i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Un anniversario importante, un traguardo da festeggiare e da mettere in risalto in tutti i modi possibili con l’obiettivo di coinvolgere tutti gli Italiani.
Anche il fumetto ha scelto di celebrare questo anniversario e per farlo, le Edizioni San Paolo, con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e di tanti altri enti, ci propongono due volumi che ripercorrono la storia d’Italia e degli Italiani.

Per rendere imperdibile questo primo volume (Ndr. in edicola dal 27 gennaio),  sono  stati selezionati alcuni dei migliori autori di fumetti Italiani, in questo volume (Ndr. Ne deve uscire anche un secondo) abbiamo le storie di  Carlo Ambrosini (creatore di Napoleone e Jan Dix), Francesco Artibani (Grande autore Disney,e direttore della Red Whale), Ivo Milazzo (Ken Parker), Sergio Toppi (illustratore dell’enciclopedia dei ragazzi).

I due volumi che compongono l’opera sono formati da sei storie, che ripercorrono alcuni dei momenti fondamentali per la costruzione della nostra Nazione.
Il primo libro ripercorre il periodo che va dalla Roma antica fino alla Prima Guerra Mondiale.
Dal punto di vista delle storie e dei disegni dobbiamo lodare questo volume, infatti nelle sue pagine oltre che ripercorrere la storia d’Italia, abbiamo anche la possibilità di ammirare il lavoro di alcuni dei maestri del fumetto Italiano, capaci di trasmetterci, sia con le parole che con i disegni, le emozioni che hanno vissuto i nostri antenati nell’opera di unificazione della nostra Nazione.

Questi autori di altissimo livello si sono cimentati con storie inedite realizzate appositamente per questo volume celebrativo, e visto l’ottimo risultato ottenuto, chiunque ami il fumetto dovrebbe acquistare questi libri per leggere ed ammirare il lavoro dei grandi maestri Italiani della nona arte.
Inoltre mi piace sottolineare come le istituzioni abbiano voluto puntare sul medium fumetto per cercare di far avvicinare i giovani alla storia della nostra bella nazione.
Sarebbe bellissimo se questi fumetti venissero distribuiti (Ndr. Gratuitamente) anche nelle scuole, dove i ragazzi troverebbero uno strumento diverso per appassionarsi alla storia e magari anche al fumetto.
 

Dal punto di vista editoriale i volumi sono simili a quelli della collezione dedicata a Sergio Toppi (Ndr. dallo stesso editore), sia per i materiali (Ndr. ottimi) che per il formato, con l’unica eccezione che in questo caso  le storie sono completamente a colori.
Solo un aspetto di questa produzione mi lascia perplesso, il prezzo. Onestamente visti i tanti sponsor ed i numerosi patrocini che accompagnano queste uscite sarebbe stato gradito un prezzo leggermente inferiore, così da renderlo accessibile veramente a tutti.
 

Concludendo, un’opera importante, storicamente significativa, che mette in risalto  come  anche il fumetto in Italia stia assurgendo al rango che gli spetta, e finalmente non più visto come un fratello povero della narrativa.

Di Ruffino Renato Umberto

Ambrosini, Artibani, Milazzo, Toppi, 150° Storie d’Italia. Il lungo cammino, vol. 1, euro 9,90 Edizioni San Paolo

NBA. Mayo sospeso 10 giornate per positività all’antidoping

Posted by Andrea Centenari On gennaio - 28 - 2011 1 COMMENT

La guardia dei Memphis Grizzlies, O.J. Mayo, è stata sospesa per 10 giornate dalla NBA dopo essere risultata positiva ad un test antidoping.
I controlli hanno certificato l’esistenza di tracce di DHEA, catalogato come uno steroide.
La sospensione di Mayo inizierà con il match dei Grizzlies a Philadelphia e si interromperà il 15 febbraio.
“Non pensavo che fosse una sostanza vietata: è stato un mio errore, mi assumo la responsabilità, mi scuso con i miei tifosi, i compagni e i dirigenti dei Grizzlies per non essermi informato prima di assumere questa sostanza”, ha detto il giocatore in un comunicato pubblicato dal club.

Mayo, 12,2 punti a partita in questa stagione, prosegue, così, il suo periodo negativo che lo ha visto retrocedere dal quintetto titolare a sesto uomo. Le medie per la terza scelta assoluta del Draft 2008 (solo Rose e Beasley sono stati scelti più in alto) sono calate drasticamente e si fanno sempre più insistenti, giorno dopo giorno, le voci di una sua possibile trade con altre squadre.

Mayo non è il primo giocatore della NBA ad essere risultato positivo alla DHEA. Due stagioni fa anche Rashard Lewis venne trovato positivo al test antidoping e fu costretto a pagare una multa salata e a saltare 10 partite.

di Andrea Centenari

foto:NBA.com

Yemen nel caos: proteste contro il Presidente Saleh

Posted by Elisa Cassinelli On gennaio - 28 - 2011 Commenti disabilitati

 

Dopo la Tunisia, l’Algeria e l’Egitto che proprio in questo momento si trova in una fase molto delicata, anche nello Yemen sono esplose le proteste: nei giorni scorsi migliaia di yemeniti sono scesi in piazza a Sanàa per chiedere le dimissioni del Presidente Ali Abdallah Saleh , che da 32 anni detiene il potere e potrebbe ricevere un mandato a vita se venisse approvato un progetto di emendamento costituzionale attualmente in discussione in Parlamento. L’opposizione accusa il Presidente anche di voler trasmettere il potere in linea ereditaria al maggiore dei suoi figli, Ahmed, che attualmente è a capo della guardia presidenziale.

Il Presidente tunisino se ne è andato dopo 20 anni, 30 nello Yemen sono sufficienti” gridavano i manifestanti facendo riferimento alle dimostrazioni tunisine che hanno portato alla fuga del Presidente Ben Ali, rifugiato in Arabia Saudita inseguito da un mandato di cattura internazionale.

Come il tunisino Ben Ali e l’egiziano Mubarak, anche il colonnello Saleh è al potere da una trentina d’anni: fu eletto nel luglio 1978, poco dopo l’assassinio del suo predecessore al-Ghashmi, a sua volta salito al potere alla morte di al-Hamdi nell’ottobre 1977. Il nuovo Yemen, nato nel 1990 dalla riunificazione tra Nord e Sud, non ha avuto altro Presidente che lui.

Fonti di stampa riferiscono che manifestazioni hanno avuto luogo anche nelle città di Aden e Taiz, mentre l’opposizione ha minacciato di organizzare iniziative simili anche in altri governatorati.

A guidare la protesta contro l’esecutivo sono i movimenti studenteschi che da giorni sono mobilitati nell’università di Sanáa, non solo per chiedere le dimissioni, ma anche per mettere fine alla corruzione, visto che Saleh ha gestito il Paese guardando ai propri interessi e a quelli del suo clan. In secondo luogo, gli yemeniti chiedono riforme per risollevare l’economia che, con poco petrolio e scarse risorse idriche, è in una situazione peggiore rispetto al nord Africa: il tasso di disoccupazione è al 35%, le diseguaglianze sociali sono evidenti, la metà dei 23 milioni di abitanti vive sotto la soglia di povertà e un terzo soffre la fame cronica.

Se il governo non risponderà alle nostre richieste, intensificheremo la protesta fino a quando il Presidente non cadrà, proprio come è successo in Tunisia“, ha spiegato Ayub Hassan, uno dei manifestanti.

Motahar Rashad al-Masri, il Ministro degli Interni, ha escluso ogni collegamento con le proteste in Tunisia ed Egitto, in quanto “lo Yemen non è la Tunisia, è un Paese democratico“. Ha anche riconosciuto che la protesta si è svolta correttamente e che il governo non reprimerà nessuna manifestazione pacifica, da qualsiasi parte politica sia organizzata. “Le manifestazioni di queste ore a Sanàa non ci preoccupano, lo Yemen è un Paese democratico e pluralista” conclude.

Il problema, però, è che  le restrizioni alla stampa, il rapporto conflittuale e per certi versi di attacco nei confronti di ogni opposizione, la discriminazione della componente sciita della popolazione e la repressione nel nord del Paese non fanno pensare ad un regime democratico. Quello che in questo momento si sta delineando è l’ennesima esplosione da parte di una popolazione che chiede un cambiamento non solo politico, ma anche sociale ed economico.

di Elisa Cassinelli

Egitto: Internet oscurato e cellulari bloccati

Posted by Samr Al Aflak On gennaio - 28 - 2011 1 COMMENT

Dilaga la rivolta in Egitto e si teme un’escalation di violenza per venerdì, dopo le preghiere del pomeriggio.

Da questa mattina Internet non è accessibile e ci sono difficoltà ad inviare sms con i cellulari.

Il Ministero dell’Interno ha divulgato la scorsa notte una nota informando che verranno prese “misure decisive” contro i manifestanti.

Il governo ha dispiegato forze speciali al Cairo dopo che il principale gruppo di opposizione, i Fratelli Musulmani, ha incitato i suoi sostenitori e militanti a scendere in piazza per continuare la rivolta, in quello che è stato definito il “venerdì della collera”.

In vista di ulteriori proteste, è rientrato questa mattina al Cairo Mohammed El Baradei, leader del movimento per la riforma, che appena atterrato all’aeroporto della capitale ha immediatamente fatto sapere di essere con il popolo egiziano in questo momento di cambiamento, precisando che non è sua intenzione quella di prendere il potere ma di “contribuire ad una transazione pacifica e democratica. Il regime deve rendersi conto che non si può più tornare indietro”, conclude.

I Fratelli Musulmani hanno annunciato che parteciperanno alle manifestazioni in programma in tutto il Paese, nonostante cinque dei loro leader ed altri membri del gruppo siano stati arrestati durante le rivolte di giovedì. Il portavoce del gruppo, Walid Shalaby, informa che anche cinque ex membri del Parlamento sono in stato di fermo.

Intanto, continua il blocco della rete con la chiusura dei quattro principali Internet Provider - Link Egypt, Vodafone/Raya, Telecom Egitto e Etisalat Misr. Secondo una societa’ di sicurezza e monitoraggio del traffico in rete, lo spostamento di dati, dentro e fuori il Paese, sarebbe stato interrotto poco dopo la mezzanotte di giovedì.

Gli esperti di telecomunicazioni sostengono che le autorità egiziane potrebbero aver pianificato il taglio con una semplice modifica delle istruzioni per le apparecchiature di rete, bloccando le comunicazioni tra gli organizzatori delle manifestazioni.

Internet, la rete dei cellulari e i servizi di Blackberry Messenger questa mattina risultavano ancora inaccessibili.

In un’intervista trasmessa in diretta su YouTube, il presidente Usa Barack Obama ha detto che le proteste anti-governative, che riempono le strade, mostrano la frustrazione dell’Egitto e ha esortato Hosni Mubarak ad esercitare la moderazione verso i dimostranti.

di Samr Al Aflak

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