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Il mio calcio… Stefano Benzi

By   /   29 gennaio 2011  /   1 Comment

Stefano Benzi è direttore responsabile della piattaforma italiana di Eurosport. Genovese di nascita, ha alle spalle una lunga carriera televisiva e radiofonica. Si considera un nostalgico del calcio, ammiratore dei numeri 10 vecchio stile, delle ali che attaccano e non coprono, delle maglie senza nome né sponsor numerate dall’1 all’11, di Domenica Sprint alle 20 in punto…

Il campionato che preferisci?

Il campionato brasiliano per l’ostinazione con la quale in questo paese si cerca ancora la spettacolarità e il colpo a sensazione e il campionato inglese le cui partite non mi stancano mai.

Lo stadio più bello e coinvolgente?

Tra quelli dove ho avuto la fortuna di vedere una partita dal vivo direi Maracanà e Bombonera. Sotto l’aspetto della struttura in se stessa e della sua accoglienza direi Emirates Stadium di Londra e il St. Jakob Park di Basilea.

La partita che non dimenticherei?

Una partita che non si giocò: Genoa-Milan del 29 gennaio 1995. Fu la partita dell’omicidio di Vincenzo Spagnolo. Rimasi chiuso nello stadio a raccontare tutto quello che accadeva dentro e fuori da Marassi in una interminabile diretta con Antenna Tre. Ricordo quegli avvenimenti in modo ancora molto vivo e con molta angoscia. Se invece devo parlare di partite che ho visto direi Italia-Brasile 3-2, ai Mondiali di Spagna del 1982: per la gente della mia generazione è indimenticabile. Purtroppo non la vidi allo stadio. Ma in tribuna mi sono goduto un Liverpool-Genoa 1-2 (era il 18 marzo 1992) e due settimane dopo un Stella Rossa-Sampdoria 1-3. La stagione finì male ma quelle partite furono straordinarie.

Il giocatore che ti ha regalato maggiori emozioni?

Tanti per dirne uno solo: ho una venerazione per un certo tipo di n.10: Zico e Van der Vaart sono quelli che mi hanno sempre coinvolto di più. Ma anche per gli esterni: Overmars, Eder e Van’t Schip su tutti.

La squadra che ricordi con nostalgia?

Il Verona di Bagnoli, il Genoa di Bagnoli, la Sampdoria di Boskov

Un episodio sportivo (non calcistico) che ricordi?

Il duello tra la Akermann e Sara Simeoni prima alle Olimpiadi di Montreal, quando vinse la tedesca e poi all’Europeo di Praga Sara saltò 2.01. Come dimenticare l’incredibile duello tra Villeneuve e Arnoux a Digione nel Gran Premio di Francia del 1979 e la prima volta che ho visto allo stadio gli All Blacks e la loro Haka.

L’atleta di tutti i tempi?

Difficilissimo… direi Fausto Coppi.

Il libro sportivo da leggere?

Difficile anche qui… lasciami dare qualche risposta multipla. Direi “Il Campione” di David Storey, uno splendido libro sul rugby. Ma amo tantissimo Nick Hornby e quindi anche il suo “Febbre a 90°”, ma anche “Lettera a mio figlio sul calcio” di Darwin Pastorin, un racconto meraviglioso e disincantato su tante cose belle e brutte di questo sport. Posso dirti anche un film? “Per amore del gioco” con Kevin Costner, lo adoro… e “La Leggenda di Bagger Vance” con Will Smith.

di Luca Paradiso

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