Sono ore drammatiche in Egitto dopo l’inizio della settima giornata di protesta: si stima che il numero delle persone che hanno perso la vita in questi giorni superi quota 100, un numero destinato ad aumentare vertiginosamente visto le continue rivolte che si susseguono in queste ore.
Le sommosse, infatti, vanno avanti nonostante le autorità abbiano deciso di estendere il coprifuoco, già decretato ieri per le città del Cairo, di Alessandria e di Suez, fino alle 8 di domani mattina.
Proseguono anche le manifestazioni nel centro della capitale contro il Presidente: secondo l’inviato della tv araba “al-Jazeera”, presente sul posto, i dimostranti radunati a piazza Tahrir sono aumentati di ora in ora fino a diventare circa 50mila. Qui la polizia continua a contrastare i manifestanti e carri armati sono stati schierati sulla piazza, punto focale delle proteste intorno alla capitale egiziana.
Preso d’assalto anche la sede del Ministero dell’interno del Cairo dove migliaia di persone hanno cercato di introdursi all’interno dell’edificio; la polizia è stata costretta ad aprire il fuoco per respingere i manifestanti causando almeno tre i morti. Ma non è tutto. Alcune centinaia di detenuti, presenti ieri sera nelle celle di sicurezza di alcuni commissariati del Cairo, sarebbero riusciti a fuggire nella notte. E un vasto incendio, riferisce la tv satellitare “al-Arabiya”, si è sviluppato oggi in un centro commerciale del quartiere di al-Maadi.
Proteste anche a Suez dove circa 200 persone questa mattina sono scese in strada scandendo anche qui slogan contro Mubarak davanti alla stazione di polizia del quartiere di “al-Arbayn” della città. Un poliziotto sarebbe morto nell’assalto.
Un altro gruppo di dimostranti ha fatto irruzione nel Museo Egizio: lì sono state danneggiate due mummie di faraoni e rotte alcune vetrine. Diversi oggetti preziosi e reperti archeologici sono finiti a terra, in frantumi.
Intanto, la tv “al-Jazeera” fa sapere che i figli e la moglie di Mubarak sarebbero fuggiti a Londra insieme alle loro famiglie. Ricordiamo che il figlio del Presidente egiziano, Jamal, era considerato candidato alla successione al potere.
Come annunciato durante la notte dal Presidente Mubarak, che ha promesso ”misure per arginare la disoccupazione e sostenere i poveri”, il governo egiziano, guidato dal premier Ahmed Nazif, si è dimesso mentre, qualche ora dopo, il Ministro dell’Aviazione Ahmed Shafiq è stato nominato premier con l’incarico di formare il nuovo esecutivo; intanto, il Capo dei Servizi Segreti, il Generale Omar Suleiman, ha già prestato giuramento come nuovo Vicepresidente. Molti osservatori del mondo arabo sostengono che questi esponenti porterebbero “il governo del Cairo in mano all’esercito”.
L’ex Direttore generale dell’Aiea, leader di uno dei movimenti di opposizione egiziani, Mohamed El Baradei, ha detto oggi, in un’intervista rilasciata a “France 24″, che il Presidente Hosni Mubarak “deve andarsene”.
Nonostante sia stato disposto il blocco di internet, sono tantissime le immagini che arrivano dall’Egitto e che testimoniano il crescente dilagare delle proteste. Violenze, morti, scontri, carri armati e spari sono lo scenario di una vera e propria rivoluzione in atto.
di Elisa Cassinelli




