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Uganda: ucciso attivista per i diritti dei gay

By   /   27 Gennaio 2011  /   Commenti disabilitati su Uganda: ucciso attivista per i diritti dei gay

In molti paesi del mondo l’omossessualità non è accettata ed è per questo una delle cause di violenti pestaggi. Anche in Uganda l’omofobia è un problema reale e questa volta a subirne le conseguenze è stato David Kato Kisule, importante esponente del  Movimento di liberazione lesbico, gay, bisessuale e transessuale (LGBT) che da anni si batteva per i diritti degli omosessuali. E’ stato assassinato nella sua abitazione a Kampala a colpi di martello.

È morto mentre lo stavano trasportando in ospedale dopo che un uomo lo aveva assalito con un martello o con un’ascia nella sua casa di Kyetume-Mukono” ha detto il portavoce della polizia Jusith Nabakooba. “Stiamo ancora investigando sui motivi dell’omicidio ma la zona è piena di criminali che usano sbarre di ferro”.

Non sono ancora chiare le dinamiche dell’omicidio ma da tempo Kisule temeva per la sua incolumità e ne aveva parlato anche con il suo avvocato che aveva poi informato le autorità della città di Mukono, dove viveva. Sempre in quel periodo Kisule aveva rilasciato un’intervista alla CNN, durante la quale aveva dichiarato: “Vogliono abbattere casa mia, darla alle fiamme”. Recentemente Kisule aveva vinto una causa  contro il quotidiano ugandese Rolling Stones che aveva pubblicato una lista di 100 omosessuali, tra cui figurava anche lui, con intenti dichiaratamente persecutori. Oltre ai nomi, c’erano le foto, e veniva richiesto in modo esplicito che essi venissero in qualche modo eliminati con tanto di scritta: “Impiccateli”.

Forse qualcuno ha preso alla lettera quelle parole ma questa è una pista ancora da chiarire. In seguito alla pubblicazione degli indirizzi, si sono registrate almeno 4 aggressioni ai danni di attivisti omosessuali, molti di loro hanno dovuto cambiar casa e nascondersi.

Il quotidiano Rolling Stone ha condannato l’omicidio e si dice fuori da ogni responsabilità: “Non volevamo promuovere gli attacchi contro i gay, ma spingere il governo a prendere misure contro chi propaganda l’omosessualità. Vogliamo che sia la legge ad impiccarli, non che vengano attaccati dai cittadini”, ha detto il direttore del giornale.

David inoltre si stava battendo contro una scioccante proposta di legge da parte del governo contro l’omossessualità che prevedeva l’ergastolo o la pena di morte per chi risultasse essere gay. La normativa non è mai stata approvata grazie alle proteste e alle pressionidella comunità internazionale ma al momento risulta che l’approvazionesia stata solo sospesa e rimandata.

La proposta  è stata pubblicamente condannata dal presidente Usa Barack Obama mentre il segretario di Stato Hillary Clinton ha espresso la sua preoccupazione al presidente ugandese Yoweri Museveni. Il timore delle organizzazioni umanitarie è che la legge possa passare dopo le elezioni presidenziali di febbraio, in cui Museveni è dato per vincitore.

Resta il fatto che l’omosessualità è ancora reato in 37 Paesi africani: storie di licenziamenti, violenze e arresti contro chi dichiara di essere omosessuale è una realtà che permane ancora oggi. Sono ancora molte le discriminazioni che portano violenze e morte, non solo nei paesi sottosviluppati ma anche in Occidente dove l’omofobia sta prendendo sempre più campo.

di Elisa Cassinelli

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