Loading...
You are here:  Home  >  Cultura  >  Area mediterranea  >  Current Article

Il “Cairo Opera House” celebra con un recital i 150 anni dell’Unità d’Italia

By   /   27 Gennaio 2011  /   Commenti disabilitati su Il “Cairo Opera House” celebra con un recital i 150 anni dell’Unità d’Italia

Tra le diverse iniziative culturali previste  dalla 43a edizione della “Fiera Internazionale del Libro del Cairo”, in programma dal 29 gennaio all’8 febbraio, ce n’è una particolarmente interessante per l’Italia e per chiunque ami la buona musica.
Il “Cairo Opera House” ospiterà, infatti, sabato 29 gennaio alle ore 20  il recital “L’Opera, Unità d’Italia. La grande rivoluzione del Melodramma” che ripercorre le tappe più significative del percorso operistico italiano, dall’epopea risorgimentale sino al Verismo, figlio delle espressioni più elevate del ritrovato sentire “italiano”.

La raffinata kermesse rivisiterà le grandi arie liriche delle indimenticabili opere di Giuseppe Verdi come “La Traviata”, “La forza del destino”, “Don Carlo”, “Un ballo in maschera” insieme a brani tratti dalla “Tosca” di Giacomo Puccini e dalle composizioni di Umberto Menotti Maria Giordano e di Pietro Mascagni

Il pubblico potrà sicuramente godere di indiscussi capolavori della cultura italiana, che ormai fanno parte a pieno titolo del patrimonio artistico internazionale, impreziositi dall’interpretazione del soprano Angela Papale, accompagnata al pianoforte dal M° Fabio Marra.
Oltre ai biglietti in vendita al botteghino del “Cairo Opera House”, sarà disponibile un numero limitato di biglietti gratuiti distribuiti sino ad esaurimento presso l’Istituto Italiano di Cultura.

La musica da sempre rappresenta un modo di esprimere il comune sentire di un popolo, interpretandone umori e aspirazioni. Il recital “L’Opera, Unità d’Italia. La grande rivoluzione del Melodramma” fa proprio questo: rende omaggio, attraverso la musica, a tutte quelle persone che hanno contribuito, anche a costo della loro vita, a rendere l’Italia un Paese libero e unito in un solo popolo.

Come auspicato da Giuseppe Mazzini ne “La filosofia della musica” (1836), il complicato momento storico risorgimentale esigeva non solo un grande sforzo collettivo e un impegno politico comuni, ma soprattutto una nuova coscienza morale e spirituale verso l’affermazione di quegli ideali di libertà che la potenza evocativa della musica poteva contribuire a sublimare e a diffondere.

Giuseppe Verdi ne è, senza dubbio, l’interprete più sensibile ed attento, cogliendo appieno il bisogno essenziale di corale solidarietà popolare al punto da lanciare, senza esitazioni,  la propria personale sfida sul campo di battaglia, contribuendo in modo determinante alla definizione dell’identità culturale italiana.

Basti solo ricordare che il “VIVA V.E.R.D.I.”, gridato spesso al termine delle sue rappresentazioni in un clima di acceso sciovinismo antiaustriaco, prendeva a prestito l’acronimo scritto sui muri di Milano a ridosso dell’Unità d’Italia: “Viva Vittorio Emanuele Re D’Italia”.
Resta certamente l’espressione più autentica, emblematica e vitale del Risorgimento italiano, a  conferma di quanto l’opera lirica abbia contribuito ad esaltare, come una vibrante colonna sonora, quel risveglio popolare e patriottico che porterà, nel 1861, all’Unità d’Italia.

di Ahmed Abd El Megid

 

    Print       Email

You might also like...

Covid-19: quali le differenze dall’influenza?

Read More →