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Vittime di noi stesse?

By   /   21 gennaio 2011  /   1 Comment

Potrebbe essere una notizia recente, invece è ormai da considerarsi come una costante nelle scelte di vita e nel raggiungimento di obbiettivi, in termini di carriera, da parte di alcune donne. Purtroppo non sono così poche e soprattutto sono anche giovani, spesso giovanissime le ragazze che in cambio della promessa di un qualunque ruolo nel mondo dello spettacolo – ma  l’ambito non è poi importante e non certo l’unico – propongono al miglior offerente il proprio corpo.

Gli anni 60 hanno visto migliaia di donne manifestare e protestare, in forme più o meno condivisibili, per il riconoscimento della propria libertà sessuale. Ciascuna donna avrebbe dovuto essere proprietà di se stessa e mai più di qualcun altro. In questo modo si intendeva affrancarsi dall’uomo padre-padrone di ragazze, donne, madri.

Abbiamo, mi chiedo, raggiunto realmente questa libertà? O siamo diventate vittime di noi stesse?

Abbiamo capito che, alla base di qualunque scelta, la dignità di ciascuna dovrebbe essere considerata l’elemento principale?

Cosa c’è nella testa di quei genitori che spingono le loro figlie alla prostituzione –perché di quello si tratta-? O siamo di fronte a padri talmente liberi da qualunque forma di decenza o di morale da non considerare quella spinta il disfacimento personale e psicologico delle proprie ragazze? Sento in coro affermare: ”non sono un moralista, però …”.

Di donne che hanno venduto il proprio corpo è piena la storia, non ci si scandalizza più non perché sia cosa “buona e giusta”, ma perché non è una novità e certo non stupisce. Ma un genitore che solleciti la propria figlia ad andare a letto col riccone di turno o col suo direttore per, come dire, trovare un escamotage e ridurre al minimo la competizione, a me stupisce. A me indigna, fa male. Fa davvero male immaginare il danno irreversibile che si fa a chi è carne della propria carne.

Credo siano un numero circoscritto, ma preoccupa il suo dilagare: il dilagare di chi non sa offrire ai propri figli lezioni e esempi di responsabilità, di giustizia, di senso civico, di rispetto, soprattutto di dignità umana. I nostri figli imparano non solo da quanto gli diciamo, ma dall’esempio che diamo.  Non bisogna essere moralisti-bacchettoni per capire che stiamo passando il limite, che al contrario i soldi si fanno lavorando seriamente, intelligentemente, onestamente e soprattutto potendo raccontare ai nostri ragazzi come si sono accumulati (ammesso che ci si riesca).

Penso che lo specchio di casa in questo sia sempre uno strumento magico. Riflette esattamente chi siamo e se, guardandoci la mattina, riusciamo a non schifarci di noi stessi, di quanto insani siano i princìpi che insegniamo ai nostri ragazzi, beh, allora comunque vadano le cose, almeno non sarà colpa nostra.

di Alga Madìa

foto di: gianrelli.blogspot.com

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  • http://www.hereticsdream.org angeldemon

    Davvero un bellissimo articolo.
    E mi trovi completamente d’accordo in merito all’affermazione che quel che accade in casa forma i giovani. E, come dici giustamente tu, spesso dietro le ragazzine accecate dal sogno di diventare star, ci sono genitori assetati di fama e gloria, ancora prima che di soldi. Adulti che cercano un riscatto attraverso le proprie figlie, l’ultima opportunita’ per “diventare qualcuno”. Perche’ se non sei sotto i riflettori non sei nessuno. Bisogna a tutti i costi essere popolare, a tutti i costi.
    Questo e’ ancor piu’ vero, ahime’, in paesi come l’Italia, dove puoi tranquillamente ritrovarti a fare la velina in tv anche se il tuo solo talento e’ un bel lato B.
    Io vivo in UK e qui non esiste proprio la figura della velina. I presentatori, uomini e donne, sono tutti molto vestiti e molto eleganti. Gli ospiti delle trasmissioni, uomini e donne, sempre decenti. L’ultima volta che ho visto una valletta mezza nuda ero in trasferta a Parigi e in sottofondo in tv c’era la loro versione de “la ruota della fortuna”.
    Raccontare ai ragazzi come si sono accumulati i soldi?? Io posso raccontarti come hanno fatto i miei. Mia madre andava in giro con le scarpe rotte e mio padre ha lavorato ininterrotamente una vita intera rinunciando a cinema e cene fuori, senza concedersinulla per se stesso. I loro trofei sono stati sempre le loro figlie. Sapessi che lotta a casa contro la roba firmata che ha condotto mio padre! Risultato: sia io che mia sorella non abbiamo mai avuto un vestito o una scarpa firmata, ma tutti ci hanno sempre riconosciuto uno stile e un’eleganza notevole.
    Ma la mia generazione, i genitori di oggi, non e’ una generazione votata al sacrificio. Si lamentano tutti che non ci sono soldi ma i ristoranti sono sempre pieni e si prendono prestiti per pagarsi le vacanze e l’ultimo smartphone. L’importante e’ l’immagine che dai di te agli altri: lo smartphone da mostrare e i debiti e il proprio nome nella lista dei cattivi pagatori da tenere ben nascosti.
    Io vado in giro con un cell del 2001 e me ne vanto, e vado a mare a Ostia e non me ne vergogno. Mio marito fa la spesa da Tesco e mio figlio mette i vestiti del cuginetto.
    Che pezzenti, direte voi…io invece dico:
    GRAZIE PAPA’, GRAZIE MAMMA.

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