Sono iniziati oggi a Istanbul i colloqui del gruppo dei 5+1 sul nucleare Iraniano e i suoi controversi programmi.
I rappresentanti diplomatici di Cina, Francia, Germania, Russia, Gran Bretagna e Stati Uniti, capeggiati dal ministro degli esteri dell’Unione Europea, la baronessa Catherine Ashton, in questi due giorni, si incontreranno con la delegazione Iraniana per discutere dei suoi programmi nucleari e riproporre il piano di scambio dell’uranio per il suo arricchimento.
Come è noto, l’arricchimento dell’uranio iraniano è stato un punto di contrasto con gli Stati Uniti e con la comunità Internazionale. L’IAEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica delle Nazioni Unite) nel 2009 aveva proposto lo scambio di 1.200 kg di uranio scarsamente arricchito, al 3%, in cambio di 12 Kg di uranio al 20% arricchito presso industrie russe e francesi. Successivamente, la Turchia e il Brasile, marzo 2010, avevano intercesso affinché lo scambio avvenisse tramite la Turchia. Ma questa proposta è stata rifiutata dagli Stati Uniti che hanno chiesto la sospensione del processo di arricchimento e l’applicazione integrale della proposta originaria dell’IAEA.
Considerato il rifiuto dell’Iran a trattare, le Nazioni Unite hanno approvato il 9 giugno 2010, nella quarta tornata, sanzioni allo scopo di fermare il programma nucleare Iraniano che secondo gli Stati Uniti e gli Alleati ha come obiettivo la realizzazione della bomba atomica, mentre Teheran continua a ribadire la natura pacifica dei suoi programmi.
Nessuno si aspetta grandi progressi sulla tematica e un buon risultato sarebbe l’apertura dell’Iran sui programmi nucleari. L’Iran, da parte sua, ha ripetutamente insistito che durante i colloqui l’arricchimento dell’uranio non sarà in agenda, mentre spingerà affinché si parli del disarmo globale e dell’arsenale nucleare israeliano.
Il capo della delegazione Iraniana, Saeed Jalili, ha infatti affermato: ”ai colloqui di Istanbul vogliamo discutere i problemi fondamentali della politica globale “, mentre il portavoce del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, Mark Toner, ha detto che “Washington non si aspetta grandi aperture”. Per gli USA lo scopo dei colloqui è quello di riuscire a stabilire un “processo costruttivo che veda l’Iran impegnata e rivolta a rispondere alle preoccupazioni della comunità internazionale in merito ai suoi programmi nucleari”.
Ancora una volta il tavolo delle trattative si ridurrà ad una mera riunione diplomatica che, se da una parte è comunque positiva, in quanto l’incontro è sempre un’apertura, dall’altra non porterà nessun avanzamento e le parti resteranno ognuna convinta delle proprie opinioni. L’Iran sosterrà con forza che ha diritto a sviluppare i suoi programmi nucleari, ma non vuole ispettori, e l’Occidente che Teheran voglia dotarsi di armi nucleari.
L’Iran ha nei suoi depositi circa 3 tonnellate di uranio che se arricchite potrebbero essere sufficienti per costruire diverse bombe nucleari (possiede le competenze e le tecnologie necessarie) e, quindi, il vero nodo resta comunque il quantitativo di uranio che l’Iran dovrebbe cedere in modo tale che non rimanga nelle mani Iraniane materiale sufficiente per costruire la bomba atomica.
di Vito Di Ventura




