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Taglia 42

By   /   19 Gennaio 2011  /   1 Comment

Un caffè col direttore. E’ mattina e abbiamo entrambe fretta, ma anche il piacere di fare due chiacchiere.

Una giornalista di una tv passa con il suo microfono e cameraman al seguito. E’ un’amica comune. “Peccato che voi siate donne” ci dice “sto facendo un sondaggio per sapere se gli uomini preferiscano le magre o le donne in carne”. E aggiunge: “vincono nettamente le magre!”.

Poi nel pomeriggio una trasmissione su Rai1 mi riporta alla sua domanda. Perché le donne pur di piacere affrontano sacrifici di ogni genere? Una ragazza, una modella, muore pochi mesi fa perché ammalata di anoressia.

Più forte di lei, il rifiuto del cibo l’aveva resa uno scheletro inguardabile. Le modelle, le miss, le presentatrici, le ballerine devono non solo essere belle,ma necessariamente stare nella taglia 42 altrimenti sono fuori da ogni competizione.

Ma forse siamo ad una inversione di tendenza: l’intervista ad una aspirante miss Italia del 2008 di qualche anno fa che ha partecipato indossando abiti della taglia 44.

 Inaudito?

No, lei è bella, solare, un viso delicato, quasi angelico. Lei dice: “sono la dimostrazione che si possa far carriera nel mondo dello spettacolo anche con qualche taglia in più”. Si chiama Benedetta, Benedetta Mazza  e le sue forme sono più morbide, un po’ più rotonde e non stridono col suo bel faccino mentre lei da qualche tempo partecipa ad un quiz serale proprio sulla Rai. Si può essere belle anche con qualche chilo in più? Credo proprio di si. Senza temere smentita. La grazia di una donna, la sua femminilità, la bellezza del suo sguardo non possono certo fare i conti col centimetro. Se anziché pesare 52 chili se ne pesano 56 o 58 non sarà certo la bilancia a decidere della nostra bellezza.

E così anche i signori uomini. Preferiscano ciò che credono ma non lasciamoci mai, per nessun motivo, condizionare dai loro canoni di bellezza. Né da quelli che stabilisce il crudele mondo della moda. Possiamo essere belle, bellissime se siamo in armonia con noi stesse, se indossando un abito ci sentiamo meglio, se la lampo va su senza essere ostacolata da rotoli trasbordanti di ciccia (quello del sovrappeso è un altro problema), se guardandoci allo specchio piacciamo solo e principalmente a noi.

Allora, potremo piacere al mondo intero. La taglia 42 a tutti i costi? Una sana e corretta alimentazione, questo si. Ma i numeri fissati nella testa restano cose per donne senza cervello.

di Alga Madìa

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1 Comment

  1. angeldemon ha detto:

    Tutto giusto quel che dice l’articolo. Comunque l’anoressia e’ uno stato mentale che va ben aldila’ del rapporto con lo specchio e la propria “bellezza”. E’ spesso un grido d’aiuto, una fame d’amore, un sentimento di solitudine, incomprensione ed inadeguatezza. Che sfociano nell’esigenza del controllo e nel desiderio di essere al disopra delle comuni necessita’,come il mangiare e il bere. Io sono piu’ forte, sono piu’ forte dei comuni mortali, deboli di fronte al cibo, io sono migliore e nessuno puo’ raggiungermi, puo’ toccarmi, io ho il controllo, io vivo una dimensione spirituale in cui il corpo non serve.
    Una sorta di volpe e l’uva: siccome gli altri restano sordi alle mie richieste d’amore e aiuto, si innesca un meccanismo di difesa per cui arrivi a pensare che gli altri non valgono nulla. E purtroppo, quando ti accorgi che e’ giunto il momento di tirare giu’ il velo, spesso e’ troppo tardi. E il corpo e’ il primo a tradirti, e a non rispondere piu’.
    Trovo senza dubbio lodevoli campagne di stilisti e mass media inneggianti alle rotondita’ quali espressioni di sana bellezza, ma non credo aihme’ basteranno a sbaragliare la malattia. Perche’ e’ di questo che si tratta: una MALATTIA. Quando la gente smettera’ di GIUDICARE queste povere pazienti come stupide sciocchine senza cervello che inseguono miti di bellezza, e comincera’ a considerare il loro uno stato mentale di malattia, allora sara’ un passo avanti davvero e prima di offrire un piatto di pasta si offrira’ a queste anime un percorso di ricerca di autostima e atuovalorizzazione indipendente dal GIUDIZIO degli altri: io sono io e sono meravigliosa al di la’ di chi se ne accorge o meno, il mio corpo e’ sacro e devo averne cura perche’, se tutto va bene, mi sara’ utile per molto, molto tempo.

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