Le turbolenza a Trigoria non sembrano placarsi. Settimana scorsa fu la volta del chiarimento (avvenuto?) tra Totti e Ranieri per quei quattro minuti evitabili al Ferraris. Arrivò anche la sconfitta ad aggravare la situazione e il clima. Ieri, a Cesena, è andata in scena l’ennesima puntata della sit-com “Roma nervosa”.
A dieci dalla fine Ranieri ha deciso di sostituire Vucinic per buttare nella mischia Adriano, affidandogli il compito di prendere a sportellate l’arcigna difesa avversaria. Guardando al risultato si può dire che l’Imperatore ha portato a termine la missione. Sia pure goffamente il brasiliano ha messo lo zampone sul gol del pari. La vittoria tuttavia passa in secondo piano, soprattutto di fronte a ciò che è successo fuori dal campo, nella zona della panchina.
Vucinic non ha preso bene la sostituzione ed ha sfogato la sua rabbia con la borsa dei medicinali. Un calcione per mettere in chiaro che la decisione di Ranieri non gli è piaciuta. Un altro caso di insubordinazione? Ma come dopo tutte le polemiche che hanno accompagnato la settimana giallorossa era proprio necessario che il montenegrino si comportasse in quel modo?
Ranieri è democratico: ha la capacità di scontentare sempre qualcuno. Borriello, Totti, Menez, Adriano e Vucinic, a turno, hanno polemizzato con le decisioni del proprio tecnico. A Cesena, prima della scenata di Vucinic, il francesino Menez aveva accolto il suo cambio con l’espressione di chi non è per niente soddisfatto. Preludio di ciò che di li a poco avrebbe fatto Vucinic. Un climax.
Ranieri al termine della gara ha dovuto rispondere alle domande maliziose dei giornalisti. Rivendicando il suo ruolo e i suoi poteri ha tristemente constatato che la situazione va ripetendosi con una preoccupante regolarità. Che nessuno voglia uscire dal campo è un fatto positivo, ma la federazione prevede che più di undici calciatori non possano essere schierati. L’abbondanza e la possibilità di fare scelte dovrebbe essere il punto di forza di questa Roma. Tanti attaccanti, con caratteristiche diverse, utili per fare grandi cose. Invece l’abbondanza sta creando problemi. Colpa di una società assente, incapace di supportare degnamente il proprio tecnico, ormai percepito come un uomo solo e destinato ad altri lidi. Il mercato inoltre non aiuta. Borriello sta fuori e si parla di un suo ritorno al Milan (utopia), Totti tiene aperta la possibilità di scucirsi di dosso i colori giallorossi, Menez guarda con occhietto furbo alla Premier League, Adriano si fa prendere dalla saudade, Vucinic ascolta le sirene e valuta.
Intanto la Roma non decolla e, visto il rallentamento del Milan, rischia di buttare via una grande occasione.
di Luca Paradiso



