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Sudan. Primi risultati a favore dell’indipendenza del Sud

By   /   16 Gennaio 2011  /   Commenti disabilitati su Sudan. Primi risultati a favore dell’indipendenza del Sud

Le votazioni per il referendum, per stabilire se il Sudan del Sud dovrà essere indipendente dal Nord oppure rimanere unito a formare un’unica nazione come è oggi, sono terminate e i primi risultati sembrano ampiamente favorevoli all’indipendenza.

Le urne, su questa votazione storica che con molta probabilità cambierà la geografia fisica e quella politica della più grande nazione africana, si sono chiuse ieri. Con la vittoria per l’indipendenza, il Sudan si dividerà in Nord, a prevalenza musulmana, e Sud, a prevalenza Cristiana.

Dai risultati, nei 10 siti della capitale Juba, è emerso che il 96%, dei quasi 30.000 votanti, si è espresso a favore della successione, il 3% per l’unità ed il resto delle schede sono state nulle. Questo risultato, pur riguardando una piccola percentuale (quasi l’1%) dei circa 3,2 milioni di votanti, rappresenta tuttavia un campione molto significativo trattandosi della capitale e, quindi, pressoché tutti gli osservatori ritengono che vincerà il fronte della secessione, anche nella considerazione che per vincere basta la maggioranza semplice.

Il Presidente del Sudan del Sud, Salva Kiir, un uomo stoico, noto per la sua sensibilità, ha commentato i primi risultati con un sorriso e ha aggiunto: “offriamo una preghiera di gratitudine per una votazione pacifica…presentiamo questi voti al Signore, che cambierà attraverso il suo popolo questa regione”.

Il referendum è il risultato dell’accordo di pace raggiunto nel 2005 che pose fine al oltre vent’anni di guerra civile tra il nord e il sud, in cui sono morte oltre 2 milioni di persone. Se il processo procederà come stabilito, nel mese di luglio il Sudan del Sud diventerà la più giovane nazione del mondo.

Il Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki-moon, si è complimentato per la pazienza e la pacifica determinazione con cui la popolazione del Sud ha affrontato le votazioni.

Per le statistiche, rilasciate dal presidente della commissione per il referendum, Mohamed Ibrahim Khalil, ha votato l’83% dei registrati nel Sud e il 53% di quelli nel Nord. Inoltre, l’affluenza è stata del 91%, compresi i  Sudanesi che hanno votato all’estero. Ufficialmente erano registrati a votare 3.9 milioni di persone. Per Khalil il referendum può ritenersi “un buon risultato, secondo gli standard internazionali”, anche nella considerazione che la commissione, per organizzare il referendum, ha avuto a disposizione solo 4 mesi.

Il partito al governo nel Sudan del Nord ha dichiarato di essere pronto ad accettare l’indipendenza del Sud. Ma al di là delle parole e buone intenzioni, resteranno da definire i diritti all’estrazione del petrolio e i confini, oltre che negoziare lo stato delle regioni contestate di Abeyi.

di Vito Di Ventura 

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