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Egitto: condanna a morte per attentatore strage di Alessandria

By   /   16 Gennaio 2011  /   2 Comments

 Hamman El Kammouni, uno degli autori della strage del Natale 2010 in Egitto, è stato condannato alla pena capitale dal tribunale di Qena. Per gli altri due attentatori, la sentenza è prevista il 20 febbraio ma tutto lascia pensare che anche per loro la condanna potrebbe essere a morte, come nel caso di El Kammouni. Nella strage persero la vita sei cristiani copti che stavano uscendo dalla chiesa di Naga Hammadi il 7 gennaio 2010, dopo la celebrazione della Messa di Natale. Oltre ai sei fedeli cristiani, nella sparatoria, fu colpito anche un poliziotto musulmano di guardia al luogo di culto.

Gli avvocati delle famiglie delle vittime dell’attentato hanno espresso soddisfazione per la condanna a morte di uno degli autori della strage, ma anche preoccupazione per il rinvio a giudizio a febbraio degli altri 2 uomini condannati per lo stesso reato. “Ci aspettiamo la morte per tutti e 3”, hanno fatto sapere i legali dei parenti.

Questa sentenza di condanna a morte giunge in un clima di grande tensione sulla questione della sicurezza della minoranza copta, che rappresenta dal 6 al 10% della popolazione egiziana. La maggior parte di loro appartiene alla chiesa copto-ortodossa. Si tratta della più grossa comunità cristiana nel vicino e medio oriente: si stima che il numero di copti nel mondo sia di circa 10- 15 milioni. In seguito all’islamizzazione molti copti si convertirono all’islam o furono obbligati con la violenza. Con il rafforzamento del fondamentalismo islamico nel corso degli ultimi 20 anni, in Egitto si assiste ad una crescente contrapposizione violenta tra musulmani e copti. Un anno fa, numerosi cristiani copti furono assassinati durante la celebrazione del Giovedì Santo nella regione dell’Egitto superiore Nag Hammadi.  Nonostante la costituzione egiziana garantisca la libertà religiosa, i cristiani si trovano in costante pericolo soprattutto nell’Egitto superiore.

Ad ogni modo l’attentato del 7 gennaio ha fatti sprofondare l’Egitto in uno stato di shock e di allarmismo. Espressioni di condanna nei confronti di quanto è accaduto, e di solidarietà nei confronti della comunità copta, sono giunte da tutte le forze politiche, dai Fratelli Musulmani e dal governo. Manifestazioni di solidarietà si sono susseguite di giorno in giorno, diversi musulmani egiziani si sono offerti come “scudi umani” per impedire ulteriori attacchi alle chiese da parte di militanti islamici.

La strage di Alessandria ha messo in luce la crescente difficoltà di convivenza di due comunità, sia a livello religioso che politico. Un clima di crescente intolleranza, di oppressione politica, e di frammentazione sociale che ha fatto cadere il Paese in una crisi non solo religiosa ma anche istituzionale. Mubarak sta perdendo punti: le riforme in senso democratico che erano state promesse non sono mai state realizzate. Anzi, le elezioni parlamentari di novembre scorso si sono rivelate disastrose e soprattutto caratterizzate da brogli e irregolarità.

Di Elisa Cassinelli

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2 Comments

  1. Mario ha detto:

    NO NO NO ALLA PENA DI MORTE… NESSUNO PUO’ TOGLIERE LA VITA A UN ALTRO ESSERE UMANO… MAIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

  2. Camille Eid ha detto:

    Titolo sbagliato. Non si tratta dell’autore della strage di Alessandria, ma di Naga Hammadi avvenuta, come si dice nell’articolo, un anno fa. Confusione dovuta, purtroppo, alle tante stragi cui sono sottoposti i cristiani.

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