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Il mio calcio… Maurizio Compagnoni

By   /   15 gennaio 2011  /   1 Comment

Terminate le vacanze natalizie ricomincia l’appuntamento con la rubrica sul calcio visto dagli addetti ai lavori. Questa settimana il nostro ospite è Maurizio Compagnoni, telecronista di punta di Sky, da anni commentatore del posticipo di serie A e delle sfide di Champions League. Il suo “trasforma l’azione da difensiva in offensiva” è entrato ormai nel vocabolario delle cronache calcistiche.

Il campionato che preferisci?

Credo che ogni campionato, almeno in riferimento a quelli principali, abbia le sue peculiarità: l’intensità di quello inglese, la spettacolarità degli stadi di quello tedesco, la tecnica delle squadre di vertice nella Liga. Poi c’è quello italiano che se riuscisse ad avere stadi all’altezza potrebbe tornare a essere il numero uno.

Lo stadio più bello e coinvolgente?

San Siro e Old Trafford hanno qualcosa di veramente speciale. Ma ci sono tantissimi stadi affascinanti: il Ferraris, l’Olimpico di Roma (anche se non si vede benissimo), il Bernabeu, Anfield, St. James Park, quelli tedeschi in generale, lo stadio di Durban e il Soccer stadium di Johannesburg per citare due impianti del recente mondiale sudafricano.

La partita che non dimenticherai?

Credo che siano tre le partite più belle che ho commentato: Milan Manchester 3 a 0, Inter Barcellona 3 a 1 e un Atletico Madrid Barcellona 4-3 di qualche anno fa.

Il giocatore che ti ha regalato maggiori emozioni?

Sono tanti, ma Romario è stato per anni il mio preferito.

La squadra che ricordi con nostalgia?

La mia squadra quando era regolarmente in B, la Sambenedettese.

Un episodio sportivo (non calcistico) che ricordi?

Il record del mondo nel salto in lungo di Powell ai mondiali di atletica del 1991: 9 metri e 85 centimetri. Sono passati 20 anni e il record resiste ancora.

L’atleta di tutti i tempi?

Jesse Owens, lo sprinter americano oro a Berlino 1936.

Il libro sportivo da leggere?

Quelli del mio amico Nicola Roggero sono molto interessanti.

di Luca Paradiso

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