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Libano: si dimettono 11 ministri. Crolla il governo di unita’ nazionale

By   /   13 Gennaio 2011  /   Commenti disabilitati su Libano: si dimettono 11 ministri. Crolla il governo di unita’ nazionale

Beirut: crolla il governo di unita’ nazionale del Libano dopo che 11 ministri della coalizione guidata da Hezbollah hanno annunciato le loro dimissioni, in seguito alle tensioni per l’inchiesta sull’uccisione dell’ex primo ministro Rafiq Hariri, padre dell’attuale premier Saad, guidata dal Tribunale Internazionale dell’Onu.

I leader regionali e mondiali hanno espresso preoccupazione per gli sviluppi drammatici in Libano, con gli Stati Uniti e la Gran Bretagna che accusano Hezbollah di voler “sovvertire la giustizia” e minare la stabilità e la sicurezza del Paese.

Il ministro dell’Energia, Jibran Bassil, in seguito alla notizia delle dimissioni di massa, ha invitato il presidente Michel Suleiman ad avviare immediatamente le consultazioni parlamentari per formare un nuovo gabinetto. Ai sensi della Costituzione infatti, le dimissioni di un terzo più uno dei membri dell’esecutivo portano automaticamente al crollo del governo.

Hariri e’ venuto a conoscenza del ritiro dei ministri, durante il suo incontro alla Casa Bianca con il presidente Usa, Barack Obama. Il primo ministro, alla conclusione dei colloqui con Obama, non ha rilasciato alla stampa nessun commento e ha lasciato Washington alla volta di Parigi per incontrare il presidente francese, Nicolas Sarkozy.

In una dichiarazione della Casa Bianca si legge che Obama e Hariri si sono detti determinati a mantenere “ordine e stabilita’” in Libano durante questo difficile periodo di “volatilita’ politica”. Affermando inoltre che le dimissioni degli 11 ministri di Hezbollah e dei loro alleati “dimostrano la loro stessa paura” del Tribunale e la loro determinazione a minarne il funzionamento.

Si attende per oggi un annuncio presidenziale con cui Suleiman accettera’ le dimissioni dei ministri e chiedera’ all’attuale gabinetto di rimanere in carica fino a quando non si sara’ formato il nuovo esecutivo, per assicurare continuita’ nella guida del Paese.

Il presidente, secondo fonti governative, rendera’ inoltre nota la data per dare inizio alle consultazioni per la nomina del nuovo premier.

Le dimissioni dei ministri della coalizione rappresentano l’apice di un’escalation di tensioni interne, in seguito al rifiuto di Suleiman e Hariri di non cedere alle richieste della coalizione di cessare la cooperazione con il Tribunale Speciale per il Libano (Tsl). Le ragioni dell’opposizione sarebbero legate al fatto che il Tsl, secondo i ministri, farebbe parte di un complotto degli Usa per produrre “falsi testimoni” nell’inchiesta sull’uccisione di Rafiq Hariri nel 2005, al fine di imputarne la responsabilita’ ad alcuni dirigenti di spicco di Hezbollah, in nome di una persecuzione politica che sarebbe incoraggiata da Israele e dagli Stati Uniti.

Molti temono che la crisi politica possa portare il Libano sull’orlo di una guerra civile. Intanto, il Segretario generale della Lega Araba, Amro Mousa, per scongiurare tale pericolo ha esortato i leader libanesi ad “agire con calma e saggezza”.

Samr Al Aflak

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