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Il melodramma Totti-Ranieri

By   /   12 gennaio 2011  /   3 Comments

Il fatto.

Minuto 90 della sfida Sampdoria-Roma. I giallorossi sono sotto 2 a 1 e mister Ranieri decide di far entrare Totti, nella speranza che, seppur in una manciata di minuti, il calciatore possa trovare la giocata decisiva per riequilibrare il match.

L’interpretazione del mister.

A fine gara i giornalisti chiedono a Ranieri il perché di quel cambio a partita ormai finita. Il tecnico, rivendicando il suo ruolo e la sua totale autonomia nelle scelte, confessa di aver sperato, con quella mossa, di poter raddrizzare una partita quasi compromessa. A chi gli fa notare che ormai il triplice fischio era imminente Ranieri risponde che non si era accorto di essere già al 90°. Pensava ci fossero ancora una manciata di minuti da giocare, 3 per la precisione, più recupero. Comunque pochi anche per un campione.

La posizione di Totti.

A fine gara Totti non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito. Alla ripresa degli allenamenti probabilmente c’è stato un chiarimento, o quantomeno una discussione con dirigenti e allenatore. Poco è trapelato in merito. Dal suo blog il capitano giallorosso ha solo confermato la sua delusione per il momento poco positivo (non ha ancora segnato su azione e non è più un titolare inamovibile). Dichiarazione all’insegna del politicamente corretto, ma un audio rubato dai microfoni a bordo campo rappresenta perfettamente lo stato d’animo del calciatore. Quella battuta “inizia ora la partita” indirizzata domenica al quarto uomo, al momento della sostituzione la dice lunga sullo stato d’animo del giocatore.

L’anno scorso.

Ranieri, nell’intervallo del derby con la Lazio, fece un cambio traumatico. Fuori De Rossi e Totti, dentro Menez e Taddei. La Roma vinse e la scelta risultò decisiva. Ranieri divenne il tecnico capace di domare le anime della squadra. Lui, romano tra i romani, aveva l’autorevolezza necessaria per gestire personalità così pesanti.

Stagione nuova.

La partenza a rilento dei giallorossi mette in evidenza i primi problemi. Dopo la sconfitta all’Allianz Arena contro il Bayern Monaco Totti critica pubblicamente l’atteggiamento della squadra e del tecnico: “abbiamo fatto catenaccio”. Frasi che un tecnico non può certo apprezzare.

Il rapporto Totti-Ranieri è ai minimi storici, se non ormai compromesso. Se lo scorso anno la cavalcata giallorossa fece passare in secondo piano le sostituzioni e lo scarso feeling tra i due, quest’anno la situazione appare diversa. La Roma non trova continuità e i problemi escono ingigantiti dallo spogliatoio di Trigoria. La mancanza di una forte dirigenza, per via del delicato momento societario e del cambio di proprietà all’orizzonte, non favorisce la situazione. Totti rappresenta la Roma e come tale merita rispetto. Ranieri è il tecnico ed ha il diritto di fare le scelte, senza guardare in faccia nessuno. Tuttavia domenica c’è stato un grosso fraintendimento. Chiedere, a gara ormai conclusa, a un calciatore come Totti di entrare è un comportamento che andrebbe evitato. Non si tratta di un ragazzo alle prime armi, voglioso di accumulare presenze. Si tratta di un monumento della Roma. La scelta di Ranieri sembra fatta apposta per “stancare” il proprio capitano. Un modo per fargli capire che per lui gli spazi sono sempre ridotti. Scivolato nelle gerarchie degli attaccanti e scelta della disperazione. Totti non lo merita. Per quello che è stato e che rappresenta ancora.

di Luca Paradiso

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