20
May , 2013
Monday
 

  

Non c’è un sipario in questo teatro e così si è concluso solo, si fa per dire, fra gli applausi e il gradimento del pubblico il Festival pontino del cortometraggio. Un festival lungo ben cinque giorni e pieno zeppo di film, pardòn, di corti.

Al Teatro Moderno di Latina c’è un pubblico attento, di quelli un po’ ricercati, che ama il cinema, che ama  giudicare da sé, prima di leggere le recensioni, per non farsi condizionare. Un festival che è giunto alla sua settima edizione e sta varcando sempre più i confini nazionali con corti che sono arrivati da 42 paesi diversi.

I premi suddivisi per categorie sono stati assegnati tutti col supporto del gradimento del pubblico presente in sala. Una cerimonia un po’ lunga, ma resa più piacevole dalla presenza sul palco di numerosi registi venuti un po’ dappertutto. Molti i collegamenti via skype e telefonici; alcuni resi un po’ comici da qualche piccolo problema di linea.

E’ così che a Latina si è aperto il nuovo anno: all’insegna della cultura. Una cultura non spocchiosa, ma di quanti amano realmente il cinema. Vedere, guardare, ascoltare prima di esprimere giudizi. Una cultura che nelle province, in genere, si pensa sia appannaggio di quei pochi che si ritengono dotti e, in maniera, come dire, provinciale, giudicano e valutano a volte senza sapere, magari snobbando. Qui, in questi cinque giorni, si è respirata un’aria di semplicità, forse di sola voglia di scoprire, se ci sono, e ce sono, nuovi talenti, nuove professionalità, artisti nuovi.

L’impressione è che tutti seguano con grande attenzione lo svolgersi del concorso e, come a Venezia durante le prime, si applaude, si fischia, si resta freddi, si ride. Un’organizzazione divenuta negli anni sempre più complessa perché il successo di questa kermesse ha portato quest’anno 502 corti da visionare e selezionare nei mesi precedenti. Quindi un notevole dispendio di energie dei ragazzi capitanati da Meri Drigo, storica colonna portante del festival e supporto morale e concreto per tutti gli altri.

Meri sorride: è visibilmente soddisfatta del consenso crescente di questa sua creatura che sta diventando ormai grande e, pur condividendo il successo con tutta la macchina organizzativa, gioisce e si commuove all’applauso generale che le viene rivolto in segno di apprezzamento e stima personale.

Una provincia, Latina, in realtà agli ultimi posti in tutte le classifiche nazionali che ha offerto, in questi giorni, uno spettacolo di grande rilevanza culturale e artistica, di persone che masticano sapere ma non lo ostentano, che con pochi soldi costruiscono  – in termini di tempo – piccoli capolavori.

Piacevoli e sicuramente molto interessanti anche i corti di animazione. Resta solo da chiedersi dove, chi non ha avuto, come chi scrive, il piacere di partecipare, si possano vedere. Un sito cui fare riferimento e su cui saranno pubblicate, nel dettaglio, tutte le classifiche dei film in concorso: www.festivalpontino.com.

Altrimenti, perché un film in sala è tutta un’altra storia, per tutti, l’appuntamento è per l’anno prossimo per quella che sarà l’ottava edizione. Ad maiora …

Alga Madìa

(gennaio - 11 - 2011)

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