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La prima personale di Amorales in Italia

By   /   10 Gennaio 2011  /   Commenti disabilitati su La prima personale di Amorales in Italia

L’artista messicano Carlos Amorales, nonostante l’età di soli quarant’anni, è una delle figure di maggior rilievo nel panorama internazionale dell’arte contemporanea e non ha certo necessità di molte presentazioni stante il suo curriculum espositivo e la presenza di sue opere nei principali musei tra cui la Tate Modern di Londra e il Museum of Modern Art di New York.

Nato nel 1970 a Città del Messico, dove tuttora risiede e lavora, dopo una formazione accademica in Europa, esordisce artisticamente intorno alla metà degli anni Novanta con progetti di performance in parte destinati a spazi pubblici, conquistando velocemente la scena internazionale grazie ad una straordinaria capacità visionaria ed un’insita abilità nell’elaborazione di elementi diversi e molteplici che ha sempre utilizzato nei propri lavori.

La sua fama è anche legata al fatto di aver dato vita al suo “Archivio líquido”, vero e proprio contenitore digitale di immagini di varia natura, avviato alla fine degli anni novanta e tuttora in costante fase di arricchimento, costituito da riproduzioni fotografiche tratte da libri, riviste, cataloghi o scaricate da internet, che vengono modificate dall’artista e tradotte in disegni, pitture, video, installazioni, collage, stampe.

Dal suo personale archivio digitale Amorales attinge costantemente la materia prima per dare vita ad ogni sua nuova opera, coniugando l’idea di fluidità (espressione della libertà di pensiero e movimento) con il proprio progetto estetico votato a realizzare opere in grado di sintetizzare e trasmettere allo spettatore un patrimonio di idee e desideri.

Il maestro messicano, grazie alla propria felice vitalità immaginativa, dà vita ad opere che sono spesso frutto di un processo di ibridazione e suscettibili di molteplici interpretazioni, talvolta anche tra loro contrastanti. Lui stesso ha dichiarato. “Mi interessa ciò che non esiste, il lato più oscuro, emotivo e poetico della vita”.

Per la prima volta in Italia è ora possibile ammirare i capolavori del maestro grazie alla mostra “Mexico. Carlos Amorales. Remix” curata da Daniela Lancioni e fruibile sino al 27 febbraio al Palazzo delle Esposizioni nell’ambito di un momento celebrativo più ampio dedicato al Messico.

La mostra consiste in cinque imponenti installazioni ed una performance realizzate tra il 2006 e il 2010, accostate tra loro in modo inedito, senza soluzione di continuità e spesso anzi sovrapponendosi l’una all’altra. Il titolo dell’evento, Remix, è stato preso in prestito dal lessico musicale proprio nell’intento di amplificare il processo di ibridazione di ogni singolo lavoro.

La prima installazione El estudio por la ventana (Gettare lo studio dalla finestra) del 2010 è un grandioso disegno a matita che segna l’avvio di una nuova riflessione sullo studio inteso come mente dell’artista. Il disegno fa da sfondo nella grande galleria del Palazzo ai settecentocinquantuno frammenti dell’opera inedita Drifting Star (Stella alla deriva) sempre del 2010.

La monumentale e spettacolare installazione Black Cloud (Nuvola nera) del 2007 è uno sciame di farfalle nere che può simboleggiare una minaccia ma può anche rappresentare il simbolo di una forza collettiva. Su altre pareti figurano i manifesti di Why Fear the Future? (Perché temere il futuro?), lavoro del 2006 in cui gli uccelli in volo simboleggiano per Amorales l’ipotesi di scongiurare i timori per il futuro.

The Skeleton Image Constellation (Liquid Archive) [La costellazione dell’immagine-scheletro (Archivio Liquido)] del 2009 è invece un insieme di cartoline prelevate dal citato magazzino personale di Amorales che vengono qui offerte alla visione del pubblico. L’esposizione si chiude con la performance Spider Galaxy (La galassia del ragno) concepita dall’artista nel 2007.

Ci troviamo di fronte ad un importante evento culturale per il pubblico italiano che può finalmente ammirare dal vivo al Palazzo delle Esposizioni il fascino dei  lavori di Amorales, carichi di fantasia e di un particolare potere simbolico di immediata percezione, spesso legato alle paure collettive che caratterizzano l’attuale condizione esistenziale.

di Aurora Portesio

Mexico. Carlos Amorales. Remix
a cura di Daniela Lancioni
dal 9 novembre 2010 al 27 febbraio 2011
Palazzo delle Esposizioni, Via Nazionale 194, Roma
orari: martedì, mercoledì, giovedì e domenica ore 10-20; venerdì e sabato ore 10-22.30

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