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Archive for gennaio, 2011

Egitto oscura internet e telefoni cellulari

Posted by Redazione On gennaio - 31 - 2011 Commenti disabilitati

Le notizie continuano ad arrivare in maniera molto frammentaria. Nei giorni scorsi un nostro collega redattore ci forniva notizie direttamente dal Cairo, ma sono ormai tre giorni che non riusciamo a metterci in contatto con lui.

Siamo vicini al nostro redattore, augurandoci che al più presto possa tornare a scrivere con noi e questo in nome della libertà di stampa e della democrazia.

La sua unica richiesta era: “Aiutate il popolo egiziano a conquistare la libertà!”. L’appello era rivolto ai media occidentali, prima che il Governo egiziano oscurasse internet e telefoni cellulari. Il blocco, oggi, è diventato totale; intere zone del Paese sono isolate.

Il più grande black out globale di Internet e della telefonia cellulare mai registrato finora in un Paese, denunciano gli esperti di sicurezza informatica. Intanto, ad essere presi di mira sono anche media e giornalisti; è di poco fa la notizia dell’irruzione di poliziotti dentro la sede del Cairo di Al Jazeera, dove hanno imposto di togliere le telecamere dall’edificio. Tanti altri colleghi, sia locali che internazionali, sono stati denunciati, pestati e arrestati.

La solidarietà della nostra testata va ai tutti quei giornalisti che lottano per portare a conoscenza la verità. 

 

 

Primo caso di doping nella canoa

Posted by Armida Tondo On gennaio - 31 - 2011 Commenti disabilitati

È una di quelle notizie che non si vorrebbero mai dare. Il canoista Franco Benedini, delle Fiamme Gialle, è stato espulso dal ritiro degli azzurri in Australia, dopo che uno dei tecnici della Nazionale ha trovato nella sua stanza sostanze vietate dal codice antidoping della Wada.

Non era mai successo prima tra gli atleti italiani di questa disciplina! C’è stupore e incredulità nel Gruppo delle Fiamme Gialle di Sabaudia, cui l’azzurro appartiene.

Franco Benedini, nato a Cremona 32 anni fa, vanta come miglior risultato un quarto posto ai Giochi di Pechino del 2008 nel K4 (1.000 metri). Con lui in ritiro c’erano altri nove atleti, quattro dei quali finanzieri: Alberto Ricchetti, Andrea Facchin, Albino Battelli e Samuel Pierotti. Gli altri atleti convocati in nazionale sono Maximilian Benassi e Matteo Galligani del Circolo Aniene, Nicola Ripamonti del Circolo Lecco, Mattia Colombi del Gruppo Sportivo Forestale di Sabaudia e Angelo Monte del Gruppo Sportivo Fiamme Oro di Sabaudia.

Benedini rientrerà in Italia domani. Ad attenderlo, oltre alla Procura antidoping del Coni, ci sarà anche il Comandante del Gruppo Sportivo delle Fiamme Gialle di Sabaudia, Magg. Gaetano Bellantuono. Resta ora da stabilire, e sarà compito del Coni, se Benedini ha già fatto uso di sostanze dopanti o era nelle sue intenzioni farlo.

Conoscendo la serietà del Gruppo Sportivo, se il canoista è davvero coinvolto in questa brutta storia di doping, per lui non saranno tempi facili e nulla esclude che sia allontanato dalle Fiamme Gialle, fermo restando che queste ultime avvieranno proprie indagini per accertare la verità.

Il resto della squadra terminerà il ritiro il 17 febbraio.

 

di Armida Tondo

foto di: bissolati.it

Pablo Echaurren artista poliedrico a Palazzo Cipolla

Posted by Aurora Portesio On gennaio - 31 - 2011 Commenti disabilitati

È particolarmente difficile inserire l’arte di Pablo Echaurren in uno schema artistico definito. L’artista romano è, infatti, talmente eclettico che condensa nel suo operare l’arte in senso lato, in tutte le sue principali espressioni.

È certamente molto conosciuto come pittore, ma non di meno come grafico, scultore, autore di fumetti e come scrittore, autore, tra l’altro, di molti libri tra cui anche romanzi gialli. Nato a Roma nel 1951, Pablo è figlio d’arte (il padre era infatti il noto pittore surrealista ed architetto cileno Sebastian Matta).

La capitale, di cui Echaurren è da sempre innamorato, dedica ora al poliedrico artista una mostra antologica in cui è esposto un condensato della sua ultra quarantennale produzione, a partire dall’ultimo quadro del 2010 ai lavori degli esordi.

Pablo Echaurren Crhomo Sapiens”, a cura di Nicoletta Zanella, resterà aperta al pubblico sino al 13 marzo a Palazzo Cipolla , storica sede della Fondazione Roma Museo, che è ora divenuto un sito espositivo specializzato in arte contemporanea.

Entrando a visitare la prima sala della mostra si è subito colpiti dall’esplosione di colori e di segni impressi nelle nove grandi tele acriliche dedicate alla città di Roma, che per l’artista, in contrapposizione alla grande mela di New York, ha la forma di una grande cipolla, proprio come il Colosseo, in cui si sono sovrapposti strati di generazioni. Evidente la curiosità suscitata dell’accostamento del simbolismo della cipolla con il nome del palazzo che ospita l’evento. 

Ecco allora le varie tele tra cui “Cielo sopra Roma”, “L’alba mammifera”, “I vertici azzurri di Roma”, dove emerge tutta l’ironia e la fantasia del pittore romano. Complessivamente sono esposte nelle varie sale del palazzo oltre duecento opere. Non mancano piccole sculture tra cui la lupa capitolina con i teschi di Remo e Romolo tra le zampe ed una tibia tra i denti. Ma parlando delle sculture non si può non soffermare l’attenzione sulla sala che espone le magnifiche sculture in maiolica faentina decorata a grottesche.

In mostra anche disegni (del tipo di quello stampato sulla copertina del famoso romanzo sesso-politico “Porci con le ali” di Marco Lombardo Radice e Lidia Ravera), collage creati con frammenti di pubblicazioni futuriste e ancora dipinti, in particolare quelli dove si canta la natura e l’ambiente e quelli in cui è protagonista la chitarra basso, strumento amato dall’artista e di cui è collezionista poiché gli ricorda i tempi della gioventù quando ascoltava i Beatles.

Una piacevole e godibile rassegna opportunamente presentata nel cuore della Roma tanto intimamente amata da Pablo, che il pubblico ricorderà non solo per le opere divertenti di un artista colto e a tutto tondo, ma per la fantasmagoria di colori che la caratterizza e che rappresentano per Echaurren una sorta di terapia al proprio proverbiale pessimismo umorale.

di Aurora Portesio

Pablo Echaurren Crhomo Sapiens
a cura di Nicoletta Zanella
dal 18 dicembre 2010 al 13 marzo 2011
Fondazione Roma Museo, Palazzo Cipolla, Via del Corso 320, Roma
orari: dal martedì alla domenica, dalle ore 10,00 alle ore 20,00.

L’Aeronautica Militare contribuisce alla sicurezza del World Economic Forum

Posted by Ebe Pierini On gennaio - 31 - 2011 Commenti disabilitati

L’Aeronautica Militare ha contribuito alla sicurezza del World Economic Forum, che si è tenuto a Davos, attraverso la chiusura di due porzioni dello spazio aereo nazionale in prossimità del confine con la Svizzera al fine di integrare le misure di sicurezza attivate dalle autorità elvetiche.

In aderenza agli accordi bilaterali con la Svizzera, la sala operativa del Comando Operazioni Aeree di Poggio Renatico è stata allertata per osservare con la massima attenzione tali aree e, nel caso di violazione, per comunicare alla Svizzera l’eventuale intrusione.

Non è la prima volta che l’Aeronautica Militare offre un tale supporto operativo in occasione di grandi eventi. A febbraio 2006 infatti ci fu la prima missione operativa di pattugliamento aereo per la sicurezza dei cieli dei giochi olimpici invernali di Torino 2006, del nuovo caccia europeo Eurofighter.

Ne scaturì un accordo di cooperazione per la difesa aerea tra Italia e Svizzera che prevede, tuttora, la possibilità che velivoli militari dei rispettivi Paesi possano penetrare negli spazi aerei dell’altra nazione per scortare eventuali aerei che non seguono le istruzioni e le norme del traffico aereo. I Paesi firmatari, oltre che a gestire e scambiarsi informazioni su un velivolo, potranno entrare nei rispettivi spazi aerei per accompagnare e consegnare agli aerei militari dell’altro Paese il velivolo sottoposto ad intercettazione. Cooperazione già attivata anche con la Francia.

L’Aeronautica Militare assicura la sorveglianza dello spazio aereo nazionale 365 giorni all’anno, 24 ore su 24, con un sistema di difesa integrato con quello degli altri paesi appartenenti alla NATO. Il servizio è garantito dal 4° Stormo di Grosseto e dal 36° Stormo di Gioia del Colle con velivoli caccia Eurofighter, e dal 37° Stormo di Trapani con caccia F-16.

di Ebe Pierini

Sorteggiati i gironi di Eurobasket 2011

Posted by Andrea Centenari On gennaio - 30 - 2011 Commenti disabilitati

A Vilnius si è tenuto il sorteggio dei gironi di Eurobasket 2011 che si svolgeranno dal 31 agosto al 18 settembre in Lituania.
Sarà la seconda volta nella storia che la Lituania ospiterà gli Europei, la prima dopo l’indipendenza del 1990.
Questa sarà anche la prima edizione allargata da 16 a 24 squadre. Le prime due classificate della manifestazione andranno di diritto ai Giochi Olimpici di Londra nel 2012.

Nel girone dell’Italia, Serbia e Francia partono con il favore dei pronostici per quanto riguarda i primi due posti in classifica mentre Germania, Israele e Lettonia sembrano essere avversari più abbordabili per i ragazzi di coach Simone Pianigiani, soprattutto alla luce dei miglioramenti che si sono visti nelle ultime partite del girone di qualificazioni e ad un probabile futuro rientro in squadra di Danilo Gallinari.

Ecco i 4 gironi:

Gruppo A: Spagna, Turchia, Lituania, Gran Bretagna, Polonia, Qualificata 2

Gruppo B: Serbia, Francia, Germania, Israele, Italia, Lettonia

Gruppo C: Grecia, Croazia, Montenegro, Macedonia, Bosnia, Qualificata 1

Gruppo D: Slovenia, Russia, Belgio, Georgia, Bulgaria, Ucraina

Le ultime due squadre mancanti usciranno dall’Additional Qualifying Round che vedranno scendere in campo la Finlandia, il Portogallo e l’Ungheria.

di Andrea Centenari

foto: sportlive.it
 

Serie A. Siena espugna Montegranaro, Milano crolla a Treviso

Posted by Andrea Centenari On gennaio - 30 - 2011 Commenti disabilitati

Negli anticipi della prima giornata del girone di ritorno scendevano in campo le prime due squadre in classifica: la capolista Montepaschi Siena e la più diretta inseguitrice Armani Jeans Milano.

Il risultato più sorprendente è, sicuramente, la pesante sconfitta dei milanesi che sono stati travolti per 76-59 a Treviso dai padroni di casa della Benetton.
Per coach Dan Peterson si tratta della prima sconfitta dal ritorno sulla panchina dell’Olimpia dopo quattro vittorie consecutive.
La partita rimane in sostanziale equilibrio per i primi tre quarti ma nell’ultimo i ragazzi di coach Repesa firmano l’allungo decisivo volando sul +14 a 6 minuti dalla sirena finale e chiudendo, di fatto, la contesa.
Per i veneti grandi prestazioni del lituano Motiejunas autore di 18 punti, 9 rimbalzi e 5 recuperi, di Peric (15 punti) e del grande ex Massimo Bulleri (10 punti).
Da segnalare, nelle fila milanesi, l’esordio del neoacquisto Benjamin Eze e le buone prove di Jaaber e Hawkins con 17 punti a testa.

Nell’anticipo di mezzogiorno, invece, la Montepaschi Siena continua la sua marcia inarrestabile al vertice della classifica.
I ragazzi di coach Pianigiani espugnano il campo della Fabi Shoes Montegranaro nonostante le pesanti assenze di McCalebb, Lavrinovic e Aradori.
Montegranaro si dimostra, sin dalle prime battute, un osso durissimo da affrontare soprattutto tra le mura amiche rimanendo sempre vicino nel punteggio ai toscani.
Al 13′ si scatena Maestranzi che porta la compagine gialloblù sino al primo vantaggio sul 26-23.
Siena si affida alla vena realizzativa di Kaukenas e Rakovic che firmano il controsorpasso che consente agli uomini di Pianigiani di andare all’intervallo lungo avanti sul 47—44.
Nelle seconda parte di gara la Montepaschi tenta un primo allungo portandosi sul +9 sul finire di terzo quarto.
Ma i padroni di casa non mollano e arrivano fino a -1 a 4 minuti dalla sirena finale con una tripla di Ray ma nel concitato finale è Siena ad avere la meglio e a cogliere un’importante vittoria esterna imponendosi col punteggio di 74-70.

di Andrea Centenari

foto: basketcaffe.com

L’orecchino che fa la differenza

Posted by Alga Madia On gennaio - 30 - 2011 Commenti disabilitati

Ricordiamo, per non dimenticare. Un giorno che rappresenta quanto di più bestiale abbia saputo fare l’uomo contro se stesso: il giorno della memoria.

Ma poi, proprio in questi giorni, uno dei più grandi esponenti del Movimento di liberazione gay viene barbaramente ucciso. David Kato Kisule il suo nome. Non era ebreo, ma uno che insieme ai milioni di ebrei sarebbe stato ucciso se avesse vissuto quegli anni terribili. Non succede in Italia, ma in Uganda. Non succede negli anni tremendi della seconda guerra mondiale, ma nel 2011. La tortura non conosce limiti alla fantasia e lo uccidono a martellate, nella sua casa, proprio dove ciascuno di noi si sente più al sicuro.

Dove sono i segni indelebili che ha tracciato la storia, mi chiedo. Quali sono gli errori – o gli orrori – che l’uomo dovrà ancora subire per rinascere dalle sue ceneri? Sembra che non sia rimasto molto delle tragedie perpetrate dall’uomo sui suoi simili. Sicuramente il mondo animale è privo di tali bestiali intolleranze. La shoah non è una commedia impegnata e “Shindler’s list” non fu certo – solo – un film strappalacrime.

E noi, col nostro ormai conquistato senso della democrazia, di radicato sentire di tolleranza, siamo scesi in piazza a Milano per manifestare contro l’assegnazione di una residenza popolare ad una famiglia rom. Mi chiedo se saremo mai pronti, e soprattutto quando, a giudicare le persone per quello che sono, nella loro vita, nel lavoro, nel loro impegno quotidiano senza che l’etichetta della categoria cui appartengono alteri la formulazione della nostro pensiero, della nostra opinione.

Qualcuno, a dire il vero, in Italia è stato capace di questo e gli va riconosciuto. La Puglia ha eletto il suo governatore probabilmente ipotizzando i suoi presunti meriti ad amministrare quella regione senza tener conto che era un gay dichiarato. Non entro, come è costume di questa testata, nel merito politico, che non mi riguarda. Ci riguarda invece l’aspetto culturale. Forse quell’uomo non sarà mai più rieletto perché i pugliesi potrebbero non aver gradito il suo governo, il suo modo di amministrare, magari avrà commesso degli errori, ma loro hanno avuto il coraggio di dargli fiducia senza coinvolgimenti pregiudiziali.

Ecco, sarebbe auspicabile una società che si sgravi completamente da ogni traccia di preconcetto, perché non siamo animali e se l’omofobia è un reato, l’intolleranza fatta di sguardi, di timori infondati e di paranoie non è da meno.

Un orecchino in Africa, come nel resto del mondo occidentale, non può più fare la differenza.

di Alga Madìa

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