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	<title>ItalNews &#187; 2010 &#187; dicembre</title>
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		<title>Freccia Verde e Black Canary vol.2</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Dec 2010 12:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Umberto Ruffino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torna in fumetteria la serie del verde arciere di casa Dc comics.
Le storie che compongono il volume sono collegate al maxi evento di casa DC: “la notte più profonda”.
Nella prima parte della raccolta, Freccia Verde dovrà fronteggiare il pericoloso Caccia Grossa, uno spietato killer in cerca di vendetta.
I problemi dell&#8217;arciere di smeraldo, non si limitano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/freccia_verde_e_black_canary_2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7551" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/freccia_verde_e_black_canary_2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Torna in fumetteria la serie del <strong>verde arciere</strong> di casa <strong>Dc comics</strong>.<br />
Le storie che compongono il volume sono collegate al maxi evento di casa DC: “<strong>la notte più profonda</strong>”.</p>
<p>Nella prima parte della raccolta, <strong>Freccia Verde</strong> dovrà fronteggiare il pericoloso <strong>Caccia Grossa</strong>, uno spietato killer in cerca di vendetta.<br />
I problemi dell&#8217;arciere di smeraldo, non si limitano al solo Caccia Grossa, infatti anche all&#8217;interno della sua psiche, è in atto uno scontro tra la parte razionale e quella istintiva di <strong>Oliver Queen</strong> (Ndr il vero nome di F.V.); questa crisi comporterà una rivoluzione nella carriera supereroistica e anche nella sfera privata di F.V.(Ndr recentemente convogliato a nozze con <strong>Black Canary</strong>).</p>
<p>La parte grafica del volume è affidata al bravo <strong>Mike Norton</strong> con le chine del grande <strong>Bill Sienkiewics</strong>.<br />
L&#8217;unione dei disegni di Norton  e delle chine di Sienkiewics crea un&#8217;<strong>atmosfera</strong> <strong>molto oscura</strong>, che ben si adatta alle ambientazioni metropolitane della serie.<br />
Altro disegnatore che ha lavorato su questo volume è<strong> Renato Guedes</strong>, artista Brasiliano di grandissimo talento.</p>
<p>La sceneggiatura è affidata ad <strong>Andrew Kreisberg</strong>, autore televisivo, oltre che scrittore di fumetti.<br />
Le trame di Kreisberg si mantengono su un buon livello, anche se onestamente, questo volume non si caratterizza per l&#8217;originalità delle storie che lo compongono.</p>
<p>Passiamo adesso alle <strong>note dolenti</strong> di questo libro: la<strong> cura editoriale</strong>.<br />
Se volessimo scrivere un manuale su come non pubblicare un fumetto sicuramente metteremo questo volume come esempio simbolo di <strong>scarso impegno</strong>, e ancor più<strong> scarsa cura nella realizzazione</strong>.<br />
Andiamo con ordine ed elenchiamo cosa non va in questo volume.<br />
Sin dalla <strong>quarta di copertina</strong> troviamo <strong>parole in spagnolo all&#8217;interno di frasi in italiano</strong>.<br />
Molto spesso, oltre alle parole in spagnolo, si incontrano <strong>parole tronche</strong>, oppure <strong>parole scritte male</strong> (Ndr come eori nelle note di apertura del volume che sarebbe dovuto essere eroi).</p>
<p>Anche in passato la <strong>Planeta</strong> si è fatta notare per la scarsa cura editoriale dei propri albi a fumetti, ma onestamente dopo anni di pubblicazione, e centinaia di albi stampati questi errori non sono più perdonabili.<br />
Inoltre il prezzo, non propriamente incoraggiante, di 20 euro ci sembra leggermente alto anche se il volume è corposo.<br />
Concludendo, se come il sottoscritto amate alla follia il personaggio di Freccia Verde, fate finta di essere semi analfabeti e leggetelo, per tutti gli altri le scelte sono due: non lo comprate oppure orientatevi sull&#8217;edizione originale made in U.S.A.</p>
<p>Di <strong>Ruffino Renato Umberto</strong></p>
<p>Freccia Verde e Black Canary vol.2, brossurato, a colori, 256 pag., euro 20,00 Planeta DeAgostini.</p>
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		<title>L&#8217;Estonia adotta la moneta unica</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Dec 2010 11:21:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Cassinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ A partire dalla mezzanotte di questa sera anche l&#8216;Estonia entrerà a far parte dei 17 Stati europei che utilizzano l&#8217;euro e abbandonerà la corona, introdotta nel 1992 per rimpiazzare il rublo sovietico. Un segnale positiva visto che questo è stato un anno molto difficile per la moneta unica da quando è stata creata nel 1999. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/euro1231.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-7542" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/euro1231-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> A partire dalla mezzanotte di questa sera anche l<strong>&#8216;Estonia</strong> entrerà a far parte dei <strong>17 Stati europei</strong> che utilizzano l&#8217;<strong>euro</strong> e abbandonerà la corona, introdotta nel 1992 per rimpiazzare il rublo sovietico. Un segnale positiva visto che questo è stato un anno molto difficile per la moneta unica da quando è stata creata nel 1999. L&#8217;ultimo via libera all&#8217;ingresso dell&#8217;Estonia è stato dato dai partner dell&#8217;Eurozona in occasione della riunione dei ministri delle Finanze dello scorso luglio, quando la situazione dell&#8217;euro non era proprio positiva: erano già stati decisi gli aiuti alla Grecia,  e si stava cominciando a delineare una situazione difficile anche per l&#8217;Irlanda che avrebbe poi dovuto affrontare una grave crisi economica.</p>
<p>In Estonia dunque si utilizzerà  l&#8217;euro ma per due settimane circolerà ancora anche la <strong>corona estone</strong>; il tasso di cambio è di un euro per 15,6466 corone, e nei primi sei mesi tutti i prezzi saranno indicati nelle due valute. Nei prossimi mesi la Commissione <strong>e la Banca centrale europea</strong> collaboreranno con l’Estonia affinchè il cambio di valuta avvenga senza scosse. È prevista poi anche una campagna d’informazione per far conoscere ai cittadini estoni la loro nuova moneta.</p>
<p>Secondo i<strong> sondaggi</strong>, il <strong>50 percento degli estoni sono favorevoli</strong> alla moneta unica, <strong>mentre il 40 percento è contrario</strong>. Un anno fa i risultati dei sondaggi erano molto differenti  ma le difficoltà dell&#8217;Euro e le speculazioni che hanno messo in grande difficoltà le economie di Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna hanno modificato le cose e ciò preoccupa i cittadini estoni.</p>
<p>Tuttavia, con l&#8217;adozione dell&#8217;euro il piccolo stato baltico, che conta circa<strong> 1,3 milioni di abitanti</strong>, vuole dare un nuovo input all&#8217;economia che è stata messa a dura prova dalla recessione mondiale e vuole rafforzare la propria stabilità attirando investimenti all&#8217;estero.</p>
<p>Dopo una pesantissima recessione nel 2008 e nel 2009 (-14,1% il pil l’anno scorso), l’Estonia è tornata a crescere nel 2010 (+2,4% la stima) e una netta accelerazione è prevista nel 2011 (+3,9%).</p>
<p>Negli ultimi anni l&#8217;Estonia ha messo a segno una rigorosa politica dei conti pubblici grazie al quale sarebbe l&#8217;unico paese a rientrare entro i parametri di Maastricht indispensabili per entrare nella zona euro. “<em>Il Paese ha attuato le necessarie riforme e tagliato le spese, invece di aumentare le tasse</em>” commenta <strong>Ansgar Belke</strong>, economista dell’istituto di ricerca tedesco Diw.</p>
<p>Per la <strong>Banca Centrale Europea</strong>, tuttavia, l’Estonia avrebbe dovuto aspettare ancora per l’adesione: in un rapporto in maggio l’Eurotower sono arrivate critiche riguardo l’andamento dei prezzi che nei prossimi anni potrebbe accelerare (1,5% la stima per il 2010 ma nel 2008 era del 10,4%) anche per combattere il grave problema della disoccupazione .<br />
L&#8217; Estonia dunque dovrà continuare ad attuare politiche che sostengano la crescita ed evitino un eccessivo aumento della domanda interna.</p>
<p>Ci sarà ancora da aspettare per gli altri Paesi dell’ex area comunista, spaventati dalla crisi:  gli economisti stimano che per <strong>Lituania e Lettonia</strong> si dovrà aspettare il 2015, mentre  per <strong>Polonia e Ungheria</strong> il 2019, cinque anni più tardi rispetto a quanto previsto.</p>
<p>Di <strong>Elisa Cassinelli</strong></p>
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		<title>Il Magnifico Cratere al Palazzo del Quirinale</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 21:21:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurora Portesio</dc:creator>
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È grazie all’abilità ed al prestigio internazionale di cui godono meritatamente i restauratori italiani che il Museo Nazionale di Belgrado ha affidato tre anni fa alla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma il restauro di una delle sue opere più preziose di cui tutta la Serbia va fiera.
Fino al 6 febbraio è possibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/Foto-magnifico-cratere.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7531" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/Foto-magnifico-cratere-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify">È grazie all’<strong>abilità ed al prestigio internazionale di cui godono meritatamente i restauratori italiani</strong> che il <strong>Museo Nazionale di Belgrado</strong> ha affidato tre anni fa alla <strong>Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma</strong> il restauro di una delle sue opere più preziose di cui tutta la Serbia va fiera.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Fino al 6 febbraio </strong>è possibile ammirare <strong>nella sala delle Bandiere del Palazzo del Quirinale</strong> il “<strong>Magnifico Cratere</strong>”, eccezionale reperto della <strong>toreutica greca arcaica</strong> proveniente dall’isola di <strong>Egina</strong>, potenza marinara dell’antica Grecia, situata a 50 chilometri da Atene.</p>
<p style="text-align: justify">Il “Magnifico Cratere” è un <strong>grande vaso bronzeo</strong> (altezza 81,5 cm., diametro 44,5 cm.) risalente alla fine del VI secolo  a. C., originariamente usato per mescolare il vino. Fu ritrovato nel 1931 a <strong>Trebenište</strong>, nei pressi di Ocrida, dove sono tuttora in corso scavi archeologici.</p>
<p style="text-align: justify">Il rarissimo manufatto fu destinato ad impreziosire la tomba di un personaggio di alto rango (quasi sicuramente un guerriero) ed è ora l’attrazione principale della mostra “<strong>L’Italia e il restauro del Magnifico Cratere. Capolavori del Museo nazionale di Belgrado</strong>”, curata da <strong>Louis Godart</strong>, consigliere per la Conservazione del Patrimonio Artistico del Presidente della Repubblica italiana, che ha promosso l’evento.</p>
<p style="text-align: justify">Due le particolarità messe in evidenza dall’esposizione. La prima è costituita dalle <strong>eccezionali caratteristiche artistiche del vaso bronzeo</strong> che, giunto una prima volta in Italia nel 2007 in condizioni precarie per essere esposto al <strong>Museo Archeologico Nazionale di Adria</strong>, è stato ora restituito al suo splendore. Il tesoro è giunto ai giorni nostri con il<strong> treppiede</strong>, il che rappresenta un unicum non riscontrabile in altri contesti. Le due grandi anse a volute e il supporto presentano varie decorazioni ottenute per fusione ed incisione. Da notare che in sede di restauro è stato ricostruito in resina il corpo centrale del vaso con l’inserimento di frammenti originali.</p>
<p style="text-align: justify">La seconda particolarità è il frutto dello studio accurato condotto dai restauratori (responsabile del progetto è <strong>Giovanna Bandini</strong>) che ha consentito di <strong>aprire nuovi orizzonti alla ricerca storica</strong> contribuendo a documentare l’esistenza di rapporti commerciali diretti tra l’antica Grecia e le popolazioni indigene dell’area balcanica, in precedenza non conosciuti.</p>
<p style="text-align: justify">In mostra fanno degna compagnia al superbo manufatto <strong>molti altri reperti</strong> tra cui altri due crateri bronzei coevi, conservati nel <strong>Museo Archeologico di Agrigento</strong> e nel <strong>Museo Archeologico di Santa Maria Capua Vetere</strong>, oltre a numerose <strong>ambre e oggetti rituali</strong>, bicchieri in argento e lavori di oreficeria, tra cui lamine d’oro per ornare i sandali e <strong>una preziosa maschera funeraria sempre in oro</strong>. Meritevoli di menzione anche i <strong>cinturoni di Mramorac</strong>, destinati a cingere i fianchi di principi o capi tribù, il cui nome deriva dall’area geografica di maggior riferimento.</p>
<p style="text-align: justify">Prima di fare ritorno in patria, grazie ai positivi rapporti culturali tra l’Italia e la Serbia, il tesoro archeologico appartenente alla collezione greca del Museo nazionale di Belgrado, farà tappa a <strong>Padova</strong> come forma di riconoscenza verso l’ente che ha finanziato il restauro del Magnifico Cratere, ovvero la <strong>Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">di <strong>Aurora Portesio</strong></p>
<p style="text-align: justify">
L’Italia e il restauro del Magnifico Cratere. Capolavori del Museo Nazionale di Belgrado<br />
a cura di Louis Godart<br />
dall’11 dicembre 2010 al 6 febbraio 2011<br />
Palazzo del Quirinale , Piazza del Quirinale, Roma<br />
orari: dal martedì al sabato ore 10-13 e 15,30-18,30; domenica ore 8,30-12.</p>
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		<title>L&#8217;Iran della repressione</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 18:39:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Cassinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Chi critica il regime iraniano finisce in prigione o addirittura rischia la vita. Questo è quello che accade ogni giorno nel paese di Ahmadinejad e dei mullah. La questione non si può di certo ridurre al discorso del nucleare o delle divergenze con gli Stati Uniti o altre nazioni, né può prendere come unico riferimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/iran_1424062c1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-7518" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/iran_1424062c1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Chi critica il regime iraniano finisce in prigione o addirittura rischia la vita</strong>. Questo è quello che accade ogni giorno nel paese di <strong>Ahmadinejad</strong> e dei <strong>mullah</strong>. La questione non si può di certo ridurre al discorso del nucleare o delle divergenze con gli Stati Uniti o altre nazioni, né può prendere come unico riferimento la vicenda di <strong>Sakineh </strong>che da mesi e mesi è in attesa di chissà quale destino. In questi giorni il caso di <strong>Panahi</strong>, il regista iraniano che è stato <strong>condannato a sei anni di reclusione</strong>, con <strong>divieto di girare film per vent&#8217;anni</strong> e rilasciare intervista a media iraniani e stranieri, ha risollevato lo sguardo su ciò che sta accadendo in <strong>Iran</strong>. L&#8217;accusa è quasi sempre la stessa. In questo caso Panahi è stato accusato di <strong>propaganda contro il sistema e  realizzazione di film contro il governo</strong>.</p>
<p>L&#8217;<strong>Iran</strong> non<strong> teme</strong> solo giornalisti e attivisti ma anche ciò che la <strong>cultura</strong> può fare in un paese dove gli artisti spesso non posso esercitare la propria passione o ancora peggio sono banditi. Il popolo è  in qualche modo privato della cultura, dell&#8217;arte nelle sue più svariate forme e forse non tutti sanno che gli iraniani sono fortemente legati alla cultura, alla poesia, alla tradizione. Privarli di questo vuol dire privarli della propria identità.</p>
<p><strong>Arya Aramnejad</strong>, artista iraniano e musicista,  è stato accusato di aver minacciato la sicurezza nazionale per aver composto  una canzone di condanna dell&#8217;oppressione ai danni del popolo ed è ancora in attesa della conclusione del processo e del verdetto finale. “<em>Chiunque decida di esprimere una critica in Iran deve sapere che prima o poi verrà arrestato</em>” ha detto. Aramnejad dice di non essere mai stato un attivista politico, ma gli eventi seguiti alle elezioni lo hanno spinto a scrivere la canzone di protesta che portò al suo arresto.</p>
<p>Il fatto che centinaia di migliaia di iraniani siano scesi nelle strade e nelle piazze del paese dopo le elezioni presidenziali farsa del giugno del 2009 ha spinto il mondo letterario e artistico iraniano a maturare una coscienza più forte e presente nella lotta per la democrazia e i diritti del popolo.</p>
<p>Il <strong>grande movimento</strong> è quello che si è formato nelle <strong>Università</strong>, dove giovani studenti ogni giornano protestano contro il regime di <strong>Ahmadinejad</strong>, proteste che a volte finiscono represse nel sangue. Nel <strong>carcere di Evin</strong> a <strong>Teheran</strong> molti sono i <strong>prigionieri di coscienza</strong> che vengono<strong> torturati</strong>, interrogati per ore e ore e non ricevono alcuna cura medica. La lista è davvero infinita per poter elencarli tutti i casi di carcerazione ingiusta o su basi inesistenti. Per non parlare dei processi non equi o che non avvengono nemmeno. Recentemente <strong>Amnesty International</strong>  e altre organizzazioni per i diritti umani hanno sollevato il caso di  <strong>Nasrin Sotoudeth</strong>, arrestata  il 4 settembre 2010  a causa del suo lavoro di avvocatessa: ha difeso molti imputati minorenni condannati a morte nonché il premio Nobel per la pace, <strong>Shirin Ebadi.</strong></p>
<p>L&#8217;accusa si ripete. Aver agito contro la sicurezza nazionale, essersi riunita e aver complottato per danneggiare la sicurezza dello stato, di aver cooperato con un&#8217;organizzazione per i diritti umani, il Centro per i difensori dei diritti umani. La sua sorte come quella di tanti altri detenuti è appesa ad un filo.</p>
<p><strong>L&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite</strong> ha approvato una risoluzione in cui si esprime “<strong>profonda preoccupazione per le gravi e ricorrenti violazioni dei diritti umani in Iran, dove i prigionieri sono torturati, soggetti a disumane condizioni di detenzione e puniti con la fustigazione o l&#8217;amputazione degli arti</strong>”, si legge nella risoluzione. Nel documento è sottolineato, inoltre, il grande <strong>incremento</strong> del numero delle <strong>condanne a morte</strong> eseguite nella Repubblica Islamica e le sempre più frequenti <strong>limitazioni alla libertà di religione e di espressione</strong>. Basti pensare alla <strong>minoranza curda, </strong>che vive in una piccola parte dell&#8217;Iran, che molto spesso viene discriminata ed è vittima di violenza; e la poca libertà di espressione dovuta a una repressione nei confronti di chi non è fedele al governo o ai precetti religiosi.</p>
<p><strong>Nel 2010 le esecuzioni capitali in Iran sono state 167</strong>.  Ancora oggi la pena di morte è prevista per numerosi reati, quali l&#8217;omicidio, la rapina a mano armata, il traffico di droga, lo spionaggio e la violenza sessuale. Ma può essere applicata, anche per i colpevoli di adulterio e di omosessualità. Il problema dunque esiste anche se da molti media viene ignorato o sottovalutato. Il regime porta avanti le proprie esecuzioni e con esso tutto il sistema di repressione dei diritti e delle libertà che da anni si abbatte sul popolo iraniano.</p>
<p>Di <strong>Elisa Cassinelli</strong></p>
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		<title>Doping: l’intervento integrale di Torraco a Striscia la Notizia</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 18:02:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Massariolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sono modi e modi di presentare degli intervistati e sicuramente quello scelto il 17 Dicembre da Max Laudadio è stato abbastanza discutibile. Ma si sa, Striscia la Notizia punta all’audience, allo show, quella è la linea editoriale e non si  può far altro che accettarla. L’importante però, è aver ascoltato le  dichiarazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/1_23357_IMG_5835.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7510" title="1_23357_IMG_5835" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/1_23357_IMG_5835-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>Ci sono modi e modi di presentare degli intervistati e sicuramente quello scelto il 17 Dicembre da <strong>Max Laudadio</strong> è stato abbastanza discutibile. Ma si sa, <em>Striscia la Notizia</em> punta all’audience, allo show, quella è la linea editoriale e non si  può far altro che accettarla. L’importante però, è aver ascoltato le  dichiarazioni di <strong>Ruggero Torraco,</strong> discreto ex professionista che, come si suol dire, <strong>ha sputato il rospo.</strong> Di seguito riportiamo <strong>l’intervento integrale</strong> che Torraco ha concesso a Striscia la Notizia, così come l’ha pubblicato <em>Tuttobiciweb</em> dopo averlo ricevuto dallo stesso atleta.</p>
<p><strong>“NON ABBIATE PAURA!</strong></p>
<p>Vorrei chiarire alcune cose:<br />
- non ho preso 1 euro per quello che ho fatto.<br />
- questo è il contenuto del mio intervento che per mancanza di tempo non è andato in onda in maniera integrale. Mi chiamo <strong>Ruggiero Torraco</strong>,  sono nato l’11 gennaio del 1975, a Cerignola, in provincia di Foggia, e  vivo a Margherita di Savoia. Sono un ex-ciclista professionista. Ho  chiuso la mia carriera nel 2000. Ho iniziato a correre in bicicletta  all’età di 10 anni e ho ottenuto<strong> 40 vittorie in carriera,</strong> tra cui un Campionato del Mondo nella categoria Juniores in Australia,  nel 1993, un titolo di Campione Italiano e diversi titoli di Campione  Regionale e provinciale.</p>
<p>Fino a quel momento, avevo avuto dei direttori sportivi davvero bravi. Ricordo con affetto in particolare <strong>Luigi Arienti,</strong> ex-campione olimpionico, che mi ha guidato fino al Mondiale. <strong>Ricordo Walter Polini,</strong> tra i primi a denunciare certe pratiche quando era medico della Gewiss se non sbaglio nel 1995.<br />
<strong>La mia prima iniezione di epo l’ho fatta nel 1996,</strong> e fu  C.B., mio direttore sportivo  alla I. di P. Mi rivolsi a lui perchè non  capivo il motivo di certe metamorfosi… corridori che di colpo  volavano…ero convinto che il problema fosse mio… volevo smettere di  correre… e lui mi disse: «vieni da me stasera…a casa mia».  Ci andai e  mi fece la prima iniezione di epo dicendomi la frase «Benvenuto nel  mondo del ciclismo».<br />
Non mi disse con precisione cosa fosse, mi disse solo che serviva per  avere più ossigeno nel sangue, e che era necessario perché mi allenavo  di più…era un integratore… Poi le cose furono chiare… e scopri che lo  facevano tutti.<br />
Due anni dopo,<strong> un dottore mi inietta una sostanza,</strong> credo che fosse il <strong>PFC</strong>, una sostanza <strong>simile all’emoglobina sintetica.</strong> Dico credo perché dopo ci furono casi di professionisti come S.F.  e  M.G., i quali ebbero un problema simile al mio, con una differenza… loro  erano più seguiti poiché erano già professionisti… io ero ancora  dilettante.<br />
La sostanza mi fu iniettata al mattino verso le 12… usci in bici… mi  sembrava di andare in moto…tornai a casa e dopo la doccia comincia a  stare male. Mi ricoverarono alla sera, in rianimazione… mio-pericardite  con epatite tossica…50/70 di pressione… 4000 di transaminasi…cuore in  stato vegetativo…<strong>sono vivo per un miracolo</strong> vero è proprio…non per modo di dire.<br />
<strong>Quando correvo, non c’era ancora il limite dell’ematocrito</strong>…fu  introdotto l’anno dopo… a 50.  Era l’unico modo per controllare l’uso  di questa pericolosissima sostanza. Poi si faceva di tutto… <strong>epo, gh, testosterone, gonadotropine, cortisonici, acth, immunoglobuline, e tanti farmaci spagnoli in particolare il geref.</strong></p>
<p>Il tutto senza controllo… tutto fai da te. Ora le cose sono cambiate,  nel senso che sono stati fatti grossi passi avanti nella lotta al  doping, sono molti di più i corridori puliti, soprattutto tra i  professionisti, mentre il problema è molto grave nelle Granfondo e tra  gli amatori, diventate delle vere e proprie “discariche” di ciclisti  dopati, ex-professionisti ed ex-dilettanti. Qui il fenomeno è dilagante.  Nelle categorie dilettanti, juniores e allievi, dove ancora non ci sono  i cosi detti passaporti biologici il doping è più diffuso, anche perché  spesso le squadre dei professionisti scelgono i ragazzi già da  juniores.<strong> Tra i professionisti il doping è diffuso soprattutto nelle squadre continental</strong>,  ovvero quelle squadre che partecipano alle gare meno importanti, dove i  controlli sono di meno e quindi, chi cerca un contratto in una squadra  buona, rischia di più, con la speranza di riuscire a strappare un buon  contratto.</p>
<p>E’ preoccupante vedere anche nelle altre categorie come gli  esordienti o addirittura nei giovanissimi ci sono genitori che già danno  ai bambini integratori o cose simili. <strong>Spesso sono proprio i genitori</strong>,  il più delle volte ex-corridori, magari non di alto livello,ad essere i  primi a procurare le sostanze ai figli, o comunque a coprirli, a fare  da corrieri o da rifornimento durate le gare a tappe. Nel mio caso, mio  padre spesso mi ha procurato le sostanze dopanti. Ho conosciuto  tantissimi miei colleghi che durante le gare si facevano portare le  sostanze dal padre, dalla fidanzata…dai parenti. Infatti quando le  inchieste sono state fatte bene è sempre venuto fuori il coinvolgimento  delle persone più care.</p>
<p><strong>I canali di approvvigionamento delle sostanze dopanti sono sempre gli stessi:</strong><br />
- <strong>Farmacie</strong>: un farmacista consenziente, spesso  appassionato, quotidianamente vende queste sostanze a chi ne ha bisogno.  Se sulla ricetta non è specificato il quantitativo, o se di fronte si  ha una persona che non è attenta a quello che c’è scritto sulla ricetta,  il farmacista da un certo quantitativo alla persona malata, e una parte  la tiene per se, per poi rivenderla. Sulla ricetta risultano 6  confezioni date ad un malato, mentre in realtà sono state date solo la  metà. Il guadagno è doppio. Perché c’è il rimborso dal SSN e la vendita  in nero del prodotto.<br />
- <strong>Ospedali</strong>: un infermiere, un dottore, che sono spesso a  contatto con le sostanze più richieste dai dopati, spesso anziché  iniettare l’intero quantitativo delle sostanze ai malati, gli fanno una  parte di sostanza e una parte di acqua, in modo tale da sottrarre i  prodotti senza che nessuno se ne accorga. Faccio un esempio: un malato  che fa la dialisi ha bisogno di 10.000 unità di epo… anzichè farne  10.000, ne fanno 4000 e il resto è acqua. Gli altri 6000 escono. Cosi  per tutte le altre sostanze.<br />
- <strong>Dottori</strong>: questo canale è riservato, fa tutto il  dottore, si preoccupa lui di recuperare le sostanze e di tutta la  logistica per la somministrazione.<br />
- <strong>Svizzera</strong>: si va in svizzera dove le farmacie, la  maggior parte, o quelle che si conoscono, ti danno tutte le sostanze che  vuoi. Le metti nella borraccia, passi la dogana, nessuno ti ferma e il  gioco è fatto.<br />
- <strong>Spagna</strong>: anche qui sono molte le farmacie che ti danno le sostanze senza ricetta.</p>
<p><strong>Ci sono 2 sistemi :</strong><br />
- <strong>Uno funziona così:</strong> direttore sportivo/team manager,  parlando con i corridori, individua chi può trovare le sostanze. Questo  diventa il fornitore della squadra. Prende le sostanze, le porta al  direttore sportivo, che le rivende all’interno della squadra.<br />
- <strong>L’altro sistema è più sofisticato </strong>ed è quello dove è il dottore ad occuparsi di tutto. Il nuovo doping, di cui si parla già da un po’ è il <strong>doping genetico.</strong> Se già se ne parla, sicuramente è già utilizzato o sperimentato. Il  doping segue un percorso che è questo: parte dall’atletica, passa al  calcio e poi arriva al ciclismo e agli altri sport minori. La differenza  delle positività sta nel fatto che in altri sport, le federazioni e gli  interessi in gioco sono molto superiori a quelli presenti nel ciclismo,  e il ciclismo è l’unico sport che ha accettato di sottoporsi ai  controlli sia del sangue che delle urine a qualsiasi ora e in qualsiasi  luogo. Un corridore che parte per l’ultima tappa del giro d’Italia, può  essere controllato al mattino prima della partenza e subito dopo  l’arrivo della tappa. Vi immaginate cosa accadrebbe se un calciatore  fosse controllato prima della finale di Champions o un finalista dei 100  metri prima della finale? Un dopato si riconosce anche dalle sue  prestazioni altalenanti… un anno si e uno no… oppure prima campione e  poi bidone.</p>
<p><strong>Come si elude il controllo</strong><br />
Tantissimi dottori hanno un loro laboratorio di fiducia che fa le  analisi e informa in maniera dettagliata i corridori sui tempi della  positività al doping. Cosi per esempio, se io prendo una compressa di <strong>Andriol</strong>,  che è testosterone, togliendo la sostanza dall’involucro che la  contiene, e la assumo con un cucchiaino di olio d’oliva, appena dopo una  competizione, a distanza di una settimana non sono più positivo. Cosi  per tante altre sostanze.<br />
<strong>Ci sono farmaci coprenti, </strong>tipo i diuretici, che vengono  presi per eliminare più velocemente le sostanze, e che spesso vengono  prescritte come farmaci per una determinata esigenza che in realtà  nasconde la verità, che è quella di coprire l’assunzione dei farmaci.<br />
C’è la possibilità di <strong>iniettare l’urina pulita nel canale della vescica da cui esce l’urina, </strong>ma è poco utilizzato perché doloroso.<br />
Così come numerosi sono gli occultamenti dell’urina nei luoghi dove  magari viene svolto il controllo, soprattutto nelle categorie non  professionistiche. Tra i professionisti, soprattutto quelli di alto  livello, la positività è frutto di errori di valutazione del medico.</p>
<p><strong>Le responsabilità.</strong><br />
Il contratto dei professionisti è ancora troppo sfavorevole ai  corridori, anello debole della catena, poiché tra le clausole di  risoluzione del rapporto di lavoro vi è l’eventuale coinvolgimento del  corridore in inchieste sul doping o la sua eventuale positività, mentre  spesso sono proprio i direttori sportivi o i manager a spingere i  corridori verso le pratiche dopanti, a volte come condizione necessaria  per la continuazione del rapporto di lavoro.<br />
Una responsabilità che si estende a tutta la squadra, con la sospensione  di tutti i suoi componenti, nonché dei finanziamenti che le squadre  percepiscono dagli sponsor, potrebbe portare ad un controllo reciproco  di ogni singolo corridore o componente della squadra nei confronti degli  altri. Oppure prevedere la nomina di un responsabile tra i corridori e  un responsabile esterno nominato dalla federazione, il quale può  liberamente e senza preavviso fare ispezioni presso le abitazioni dei  corridori.</p>
<p><strong>I danni del doping.</strong><br />
I danni del doping non sono solo quelli dell’eventuale squalifica, ma  sono quelli che dopo, nella vita ti porti dietro e che se non sei  fortunato e non trovi chi ti aiuta e ci metti tutta la tua volontà,  rischi di pagare con la vita, come nei casi più famosi di P. o F. o V.  giusto per citarne alcuni.<br />
<strong>L’uso del doping porta ad una inibizione della persona,</strong> la quale poi fa uso anche di sostanze stupefacenti fuori dall’attività  sportiva. Sapete quanti ragazzi che sono arrivati al professionismo e  che ci sono rimasti solo per poche stagioni, o quanti di alto livello  che sono rimasti su solo per poche stagioni ora vivono una vita  d’inferno o addirittura sono morti? Quando una persona viene trovata  positiva ad un controllo antidoping, non basta una squalifica, ma ci  vuole nella squalifica un percorso riabilitativo che prevede il supporto  di psicologi o educatori e dovrebbe essere previsto un contatto diretto  con i bambini che praticano ciclismo, in modo tale che la persona  recuperi lo spirito vero e la gioia di andare in bici.<br />
Io personalmente ho fatto questo percorso, e oggi sono una persona che  non ha più paura, che non si nasconde, che può guardare negli occhi  chiunque senza avere paura. Ho pagato tutti i miei debiti sia con la  giustizia penale che con quella sportiva. <strong>Mi chiedo come mai  invece, alcune persone che io avevo indicato al PM Paola Cameran, sono  ancor Team Manager o Direttori sportivi di squadre di alto livello</strong>.  Posso capire che alcuni fatti che ho raccontato risalgono al 2000 e che  quindi, in base al principio della legalità non può essere punito chi  commette un reato che al tempo in cui viene commesso non è previsto come  pena…ma per gli anni successivi? E la giustizia sportiva che fa?<br />
Vi è una totale mancanza di una cultura sportiva sana, nessun dottore ti  spiega che il corpo umano non ha bisogno di nessuna sostanza poiché le  produce da se, e che ogni anno bisogna incrementare i propri sforzi in  allenamento per migliorare la prestazione, o che se vai in altura ad  allenarti hai delle condizioni che permettono al tuo organismo di  lavorare in condizioni che fanno crescere in maniera naturale le  capacità e di conseguenza la prestazione. Perché nessuno ti dice che  devi andare a letto presto perché il corpo, dalle 22 in poi, da solo,  produce tutto ciò che è necessario per riportare il nostro organismo ai  livelli ottimali del mattino. Basterebbero delle brochure informative.</p>
<p><strong>Il modello Mapei</strong><br />
L’unica squadra che poi è diventata un Centro per la preparazione  sportiva che ha applicato alla lettera tutto quello che è frutto di anni  di ricerca sia per<br />
l’allenamento  che per l’alimentazione, che per l’uso dei materiali, la  prevenzione dagli infortuni e tutto il resto e che ha da sempre  combattuto con i fatti il doping è il<strong> Centro Mapei di Castellanza.</strong> <strong>Li si fa sport in maniera pulita.</strong><br />
Tutto questo si scontra con gli interessi delle case farmaceutiche che hanno un’alta redditività da tutto il sistema del doping.</p>
<p><strong>Ruggiero Torraco</strong> – ruggiero.torraco@tiscali.it</p>
<p>p.s. Non sono stato campione del mondo il giorno in cui ho indossato  quella maglia, lo sono oggi, che posso guardare in faccia chiunque senza  avere paura. La mia coscienza è pulita. Sono a vostra disposizione per  qualsiasi chiarimento e per qualsiasi cosa.</p>
<p><strong>NON ABBIATE PAURA</strong>”</p>
<p>La vicenda naturalmente non si chiude qui, l’ex ciclista si assume la  responsabilità di ciò che ha detto e le parole di Torraco non sono  svanite nel nulla. Il 21 dicembre infatti, l’ufficio di <strong>Procura Federale</strong> nella persona del Procuratore Capo, l’avvocato<strong> Gianluca Santilli,</strong> ha disposto la convocazione di Ruggiero Torraco, al fine di una  eventuale individuazione di illeciti sportivi. L’audizione avverrà l’11  gennaio 2011 alle 11.30 e la palla passerà alla Giustizia.</p>
<p>di <strong>Antonio Massariolo </strong><small><span style="color: #00ccff;"><em>Follow me on <a href="http://twitter.com/AntonioMassario#" target="_blank">Twitter</a></em></span><strong><br />
</strong></small></p>
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		<title>L&#8217;anno che verrà</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 18:39:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alga Madia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
C’è un momento per tutto nelle nostre giornate:  un momento per parlare, per agire, per ascoltare, per fare silenzio. Ecco, questi sono i giorni in cui si dovrebbe fare silenzio.
Abbiamo consegnato da poche ore Natale 2010 al passato, alla storia e adesso è tempo di bilanci: consuntivi e preventivi. Cosa avremmo voluto dal 2010, cosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/capodanno10.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7505" title="capodanno10" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/capodanno10-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">C’è un momento per tutto nelle nostre giornate:  un momento <strong>per parlare, per agire, per ascoltare, per fare silenzio. Ecco, questi sono i giorni in cui si dovrebbe fare silenzio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo consegnato da poche ore Natale 2010 al passato, alla storia e adesso è tempo di bilanci: consuntivi e preventivi. <strong>Cosa avremmo voluto dal 2010, cosa avremmo preferito non ricevere in dono dall’anno che si sta per concludere? E dal 2011 cosa ci aspettiamo? Quali sono le richieste che stiamo per fare all’anno nuovo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Che confusione: nel silenzio i pensieri si mescolano fra loro. Le cose belle come le onde del mare agitato si uniscono, si fondono con il male, con le esperienze negative che vorremmo dimenticare, che magari avremmo preferito non vivere.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse non esiste il buono e il cattivo. Leggo che in ognuno di noi ci sono entrambe le componenti. Forse le persone quando fanno del male non se ne rendono conto. <strong>Il mare forza 7 smuove la sabbia che è sotto, e il suo colore diventa indefinito, indefinibile. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Provo a ripetermi che il buono non esiste, non esiste il male. Allora logica vorrebbe che va tutto bene.</strong> Perché porsi domande, chi pensa invecchia e chi dice ciò che pensa è scocciante, infastidisce, come il<strong><em> grillo parlante</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe bello non pensare, lasciare che le cose prendano il loro senso e la corrente sia l’unico moto che devono seguire. Perché remare contro, perché frapporsi in mezzo per modificarne  l’andamento? Tacere e ascoltare. Guardare e non parlare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sorrido: non saprò mai assecondare un destino che va diversamente da come credo sia giusto che vada. Sarò grillo parlante fin quando qualcuno con una sassata schiaccerà contro un muro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Parlerò delle ingiustizie che vedo finché avrò voce <strong>e la mia penna inchiostro.</strong> <strong>L’anno che sta arrivando, fra un anno passerà</strong> e saremo ancora qua a cercare di capire cosa chiedere al prossimo e poi al prossimo ancora. Il mondo gira come deve, noi facciamo la nostra parte, senza paura, guardando la verità, con i nostri occhi, dritta negli occhi. Senza abbassare mai lo sguardo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non so se esiste il buono, sicuramente esiste la cattiveria.</strong> E a me il 2011 porterà ancora voglia <strong>di gridare al mondo delle ingiustizie, del male, delle falsità, del pressappochismo, di certe meschinità. Di tutte quelle cose che, ahinoi, questo nostro grande mondo, si porta addosso nel suo girare lento e inesorabile. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Alga Madìa</strong></p>
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		<title>Calciomercato: dal Parma al Genoa, da Andreolli ad Ogbonna a Macheda&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 16:34:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco DePalo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parte con i migliori presupposti la parentesi del mercato di riparazione 2010/2011, tanti i calciatori con le valige in mano e tanti i presidenti con il portafogli pieno, ufficialmente inizierà nel 2011 la sessione, ma già molti affari sono andati in porto e molti calciatori da oggi si alleneranno con le &#8220;future&#8221; squadre.
Sull&#8217;asse Parma &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/federico-macheda1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7495" title="federico-macheda1" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/federico-macheda1-300x239.jpg" alt="" width="300" height="239" /></a>Parte con i migliori presupposti la parentesi del mercato di riparazione 2010/2011, tanti i calciatori con le valige in mano e tanti i presidenti con il portafogli pieno, ufficialmente inizierà nel 2011 la sessione, ma già molti affari sono andati in porto e molti calciatori da oggi si alleneranno con le &#8220;future&#8221; squadre.</p>
<p style="text-align: justify;">Sull&#8217;asse <strong>Parma &#8211; Genoa</strong> si è già concluso un &#8220;maxi scambio&#8221; che porterà in Liguria <strong>Luca Antonelli</strong> e la metà di <strong>Alberto Paloschi</strong>, in direzione contraria arriverà <strong>Modesto</strong> a titolo definitivo e Raffaele <strong>Palladino</strong> in comproprietà più una decina di milioni ai ducali. Un ottimo scambio per entrambe le parti in causa, ma sembra che l&#8217;affare l&#8217;abbia fatto il <strong>Parma</strong>, infatti <strong>Modesto</strong> è un terzino utile alla causa <strong>Marino</strong> e <strong>Palladino</strong> riesce a muoversi bene nel 4-3-3, i 10 milioni sono tanta manna per le casse del club di <strong>Ghirardi</strong>.<br />
Restando negli ambienti sopracitati, gli emiliani stanno valutando anche altre offerte, quella del Galatasaray per <strong>Valeri Bojinov</strong> in uscita, mentre in entrata sono alla ricerca di una punta, <strong>Floro Flores</strong> e <strong>Cipriani</strong> su tutti.<br />
I Grifoni vogliono fare cassa vendendo anche<strong>: Zuculini, Kharja, Jankovic, Toni, Tomovic e Sculli</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Inter dopo aver presentato <strong>Leonardo</strong> e dopo aver messo nero su bianco l&#8217;operazione <strong>Ranocchia</strong> vuole continuare a svecchiare il reparto arretrato e lo fa con un acquisto a dir poco intelligente. Giovane, tecnicamente dotato, low cost e cresciuto nel vivaio del club, chi può essere se non <strong>Marco</strong> <strong>Andreolli</strong>, un figliol prodigo che senza molte pretese può crescere all&#8217;ombra di due mostri sacri  come <strong>Lucio</strong> e<strong> Samuel</strong>, per poi prendere il posto di uno dei due fra 1 anno o un anno e mezzo. Resta calda la pista che porta ad <strong>Alexis Sanchez</strong>, in arrivo ad Appiano a Giugno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Angelo Ogbonna</strong>, terzino in forza al <strong>Torino</strong> sembra destinato a cambiare aria, per lui in coda c&#8217;è mezza serie A, con <strong>Juve</strong> e <strong>Napoli</strong> in pole, ma anche <strong>Parma</strong>, <strong>Genoa, Samp e Lazio</strong>. Se il terzino arrivasse alla <strong>Juventus</strong>, Leandro <strong>Rinaudo</strong> potrebbe andare a <strong>Lecce</strong>, mentre è molto più calda la pista che vedrebbe <strong>Fabiano Santacroce</strong> pronto con le valige in mano per raggiungere il capoluogo salentino.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Macheda is the future of Man Utd</em>&#8221; queste le parole di <strong>Sir Alex Ferguson</strong> pronunciate a luglio, 5 mesi fa, sembra però che le cose siano cambiate e che <strong>Macheda</strong> non sia più così importante nei dettami tecnici di Sir Alex, non essenziale, ma neanche un &#8220;brocco&#8221;, infatti il manager dei &#8220;<strong>Reds</strong>&#8221; ha specificato che Federico partirà alla volta dell&#8217;Italia solo in prestito. La formula risulta poco gradita alle grandi, <strong>Juve</strong> ed <strong>Inter</strong> non farebbero certo crescere un gioiellino di una rivale, ma anche le piccole non gradiscono il prestito secco, dopo aver &#8220;scremato&#8221; le pretendenti non disposte al trasferimento temporaneo senza diritto di riscatto, restano in piedi solo le ipotesi <strong>Parma</strong> ed<strong> Udinese</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre dall&#8217;<strong>Inghilterra</strong> in arrivo verso il capoluogo ducale c&#8217;è <strong>Fabio Borini</strong>, promessa che al <strong>Chelsea</strong> non ha convinto e che proverà a sfondare a casa&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Marco De Palo</strong></p>
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		<title>Costa D&#8217;Avorio: fallita mediazione dell&#8217;Ecowas, ferito soldato Onu</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 14:01:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Cassinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ La missione dei tre presidenti africani per tentare di convincere il presidente della Costa d&#8217;Avorio a cedere il potere ed evitare un&#8217;azione di forza è fallita. I presidenti di Capoverde, Benin e Sierra Leone avevano l&#8217;obiettivo di convincere il presidente uscente Laurent Gbagbo a riconoscere la sconfitta e a lasciare le redini del paese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/2010121801940902451-large1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-7479" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/2010121801940902451-large1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> La missione dei tre presidenti africani per tentare di convincere il presidente della <strong>Costa d&#8217;Avorio</strong> a cedere il potere ed evitare un&#8217;azione di forza è fallita. I presidenti di <strong>Capoverde</strong>, <strong>Benin</strong> e <strong>Sierra Leone </strong>avevano l&#8217;obiettivo di convincere il presidente uscente <strong>Laurent Gbagbo</strong> a riconoscere la sconfitta e a lasciare le redini del paese ad <strong>Alassane Ouattara</strong>, che secondo la comunità internazionale ha vinto le elezioni di novembre e che ha quindi diritto di essere alla alla guida del paese.</p>
<p>Tuttavia<strong> Gbagbo</strong> <strong>non intende lasciare il potere</strong> e  avverte che taglierà la relazioni diplomatiche con chi sostiene il &#8216;fronte opposto&#8217;. L&#8217;<strong>Ecowas</strong> ( l&#8217;organizzazione formata dai tre presidenti)  minaccia invece di &#8220;<strong>ricorrere alla forza legittima</strong>&#8221; se questo non dovesse ritirarsi. <strong>Pedro Pires</strong>, il presidente di Capoverde, ha detto che sarà <strong>Goodluck Jonathan</strong>, capo di stato nigeriano e presidente dell&#8217;Ecowas  a discutere &#8220;<em>la data di un nostro ritorno in Costa D&#8217;Avorio, ma dovrebbe essere presto</em>”.</p>
<p>L&#8217;isolamento diplomatico di Gbgabo è sempre più concreto. <strong>Europa e Stati Uniti</strong> avevano già adottato nei giorni scorsi  il divieto d’ingresso per il presidente, la moglie e altri 17 funzionari. Il blocco dei beni è stato invece disposto dai  ministri della <strong>Banca Centrale dell&#8217;Unione Economica e Monetaria dell&#8217;Africa Occidentale</strong>: la banca non riconoscerà più l&#8217;autorità di Gbagbo come presidente, e che l&#8217;accesso ai fondi sarà consentito solo al &#8220;governo legittimo&#8221; di Ouattara. Decisione questa che segue quella della <strong>Banca Mondiale</strong> che ha congelato circa 800 milioni di finanziamenti previsti.</p>
<p>La tensione cresce di ora in ora e il rischio di una guerra civile si fa sempre più concreto. Ieri un <strong>peacekeeper </strong>della missione<strong> Onu</strong> è stato<strong> ferito</strong> a colpi di machete da sostenitori di Gbagbo che hanno circondato i veicoli dell&#8217;Onu e hanno dato loro fuoco. Solo l’intervento dell’esercito ivoriano, fedele a Gbagbo, ha permesso un parziale ritorno alla normalità, facendo passare i camion. “<em>È molto pericoloso, perché la polizia, quando ci ferma, ci punta addosso le armi</em>”, ha detto <strong>Lieutenant Rateb</strong> <strong>Algaraghir</strong>, responsabile del convoglio internazionale.</p>
<p>In Costa d’Avorio è presente un contingente di <strong>9.500 uomini delle Nazioni Unite</strong> al quale Gbagbo ha chiesto in più di una occasione di lasciare il paese, senza ottenere però un ritiro delle forze di pace.</p>
<p>L&#8217;accumularsi delle tensioni però, è solo un campanello dall&#8217;allarme di una situazione che sta degenerando. Tutto è partito dalle elezioni  che si sono tenute un mese fa e da allora sono <strong>morte 173 persone</strong> a causa delle violenze e degli scontri. Si stima che almeno <strong>20mila persone abbiano abbandonato il paese</strong> per trovare rifugio oltre il confine con la Liberia e <strong>l’Ufficio dei Rifugiati dell’Onu</strong> (UNCHR) teme una nuova emergenza umanitaria. Le risorse scarseggiano e  presto serviranno cibo, acqua e medicinali per le diverse migliaia di rifugiati che si trovano in queste condizioni.</p>
<p>Di <strong>Elisa Cassinelli</strong></p>
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		<title>Intervista ad Aurelio Mazzara</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 12:18:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Umberto Ruffino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Aurelio Mazzara, giovane autore di fumetti, ci racconta come è nata la sua passione  per il fumetto e ci fa delle anticipazioni sui progetti che lo vedono protagonista.
Aurelio raccontaci di come è iniziata la tua passione per il fumetto?
Ciao Renato, intanto grazie mille per l&#8217;intervista 
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/40649_1526345007587_1503516490_1334855_4538315_n.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7472" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/40649_1526345007587_1503516490_1334855_4538315_n-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Aurelio Mazzara, giovane autore di fumetti, ci racconta come è nata la sua passione  per il fumetto e ci fa delle anticipazioni sui progetti che lo vedono protagonista.</p>
<p><strong>Aurelio raccontaci di come è iniziata la tua passione per il fumetto?</strong></p>
<p>Ciao Renato, intanto grazie mille per l&#8217;intervista <img src='http://www.italnews.info/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Per quanto riguarda la mia passione per il fumetto, posso dirti che e&#8217; un qualcosa che devo in maniera indiretta a mio padre.<br />
Fu  proprio lui ad iniziarmi a questa passione, ripeto in maniera indiretta, in quanto mio papà non e&#8217; un lettore di fumetti (legge solo i miei, credo) ma ricordo chiaramente il giorno in cui mi comprò un numero dell&#8217;Uomo Ragno; da allora la mia passione si è intensificata, e col tempo e&#8217; diventata un lavoro, anche perché ho sempre amato disegnare fin dalla più tenera eta&#8217;.</p>
<p><strong> </strong><strong>Quali sono stati i tuoi autori di riferimento?</strong></p>
<p>Erik Larsen, Steve Ditko, Jack kirby, Jim Lee, Cory Walker, Ryan Ottley, Todd Mc Farlane, Giuseppe Camuncoli, Go Nagai, questi sono gli autori principali, ma sono sicuro di averne dimenticato qualcuno&#8230;</p>
<p><strong>Osservando i tuoi lavori, non posso non notare la somiglianza del tuo stile con quello di due grandissimi autori: Ryan Ottley e Stuart Immonen. Confessa anche tu sei un loro fans!</strong></p>
<p>Ecco, dimenticavo Immonen, che insieme a Ryan Ottley e&#8217; stato fondamentale nella sintetizzazione delle figure, li adoro entrambi, e mi fa piacere saper che, anche se in piccola parte,<br />
dalle mie tavole trapeli un minimo della loro grandiosità <img src='http://www.italnews.info/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
<strong> </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/D_O_E_COMIC-copy.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7473" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/D_O_E_COMIC-copy-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il progetto Defenders of Europe, come procede? Cosa ci puoi<br />
anticipare di questa nuova serie della Emmetre?</strong></p>
<p>Posso dire con certezza che si tratta di un progetto in continua evoluzione, e che insieme a Fabrizio (Ndr mente creativa della Emmetre) e Chiara (Ndr deus ex della Emmetre) stiamo cercando di creare un prodotto divertente ed originale, e per quanto mi riguarda sto cercando di evolvermi dal punto di vista tecnico, orientandomi verso uno stile leggermente più realistico ed  espressivo, e&#8217; un progetto al quale teniamo  tantissimo e vogliamo dare il massimo. Sono sicuro che non rimarrete delusi.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Sul tuo blog ci sono molte tavole di prova per la Marvel e la DC.<br />
Facciamo un regalo al pubblico degli aspiranti disegnatori e spieghiamo quali sono le “mosse” da compiere per essere visionati da questi big del fumetto Americano.</strong></p>
<p>Per prima cosa, tenersi informati sulle fiere italiane, in particolar modo Mantova comics (a meno che non preferiate recarvi direttamente negli States) e sugli ospiti invitati a tali eventi, in modo da sapere con esattezza quale editor sarà presente e preparare qualche tavola o illustrazione espressamente per lui.<br />
Realizzare 5/6 tavole con i personaggi pubblicati dalla casa editrice della quale l&#8217;editor fa parte.<br />
Ma soprattutto avere tantissima pazienza, a volte le attese per incontrare gli editor sono estenuanti e spesso vengono fatte delle selezioni dei portfolio, quindi non tutti riescono a far visionare i propri lavori.<br />
Ciò non toglie la possibilità di incontrarlo al di fuori della sala colloqui per  chiedergli dei consigli.</p>
<p><strong> Oltre alla serie dei Defenders quali altri progetti stai portando<br />
avanti?</strong></p>
<p>Al momento, a parte i defenders, sto portando avanti un progetto per l&#8217;America con la King Comics sul personaggio creato da Gabriel Dill intitolato Bluejaye, con i testi di Mattia Bulgarelli: presto inizierò il quarto episodio di Capitan Novara vs  Aronauta, inoltre sono a lavoro da un po&#8217; di tempo su un progetto americano, del quale spero presto di poter dire di più.</p>
<p><strong> In chiusura un saluto per i lettori di Italnews.</strong></p>
<p>Saluto tutti i lettori di Italnews, augurando un grosso in bocca al lupo a tutti gli aspiranti disegnatori, e ringrazio tantissimo te Renato per la splendida intervista.</p>
<p>di <strong>Ruffino Renato Umberto</strong></p>
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		<title>Le pagelle di Italnews: i flop del 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 11:48:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Flop

Ezequiel Mosquera senza voto.
Proprio quel Ezequiel Mosquera che, dopo una carriera completamente anonima, ha rischiato, da ultra trentenne, di vincere la Vuelta. I dubbi su di lui erano già ben chiari durante la corsa spagnola, ma sono divenuti certezza dopo che il 30 settembre l’Unione ciclistica internazionale ha ufficializzato la sua positività all’Hydroxyethyl starch, un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/images15.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7468" title="images" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/images15-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Flop</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Ezequiel Mosquera senza voto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Proprio quel Ezequiel Mosquera che, dopo una carriera completamente anonima, ha rischiato, da ultra trentenne, di vincere la Vuelta. I dubbi su di lui erano già ben chiari durante la corsa spagnola, ma sono divenuti certezza dopo che il 30 settembre l’Unione ciclistica internazionale ha ufficializzato la sua positività all’Hydroxyethyl starch, un colloide derivato dall’amido di mais indicato per la emodiluizione.  Lo spagnolo non si merita nemmeno un voto, non merita di essere inserito in nessuna classifica in quanto non può essere considerato un ciclista, bensì solamente un uomo falso.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Carlos Barredo e Rui Costa voto 4.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il flop stagionale di questi due corridori non è legato ai risultati sportivi, bensì al brutto spettacolo che ci hanno offerto durante il Tour de France.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;arrivo della sesta tappa infatti, lo spagnolo Barredo e il portoghese Costa hanno inscenato una rissa degna dei migliori film di Bud Spencer e Terrence Hill. I due personaggi sono stati immediatamente multati, ma di sicuro episodi del genere non aiutano a migliorare l&#8217;immagine del ciclismo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Lorenzo Bernucci voto 0.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si potesse scendere sotto lo zero Lorenzo Bernucci meriterebbe un bel meno 10. Di lui ne abbiamo parlato fin troppo. Nel 2010 è stato una delle più grosse delusioni del pedale. Perfluorocarburo ed albumina umana sono i nomi delle sostanze rinvenute nella sua abitazione. La Procura Antidoping del Coni ha richiesto il deferimento di 6 anni per il ciclista e 4 per la moglie Valentina, il fratello Alessio, la madre Antonella Rossi ed il suocero Fabrizio Borgioli. Il provvedimento sembra la battuta di uno show comico: “deferito tu e tutta la famiglia tua!”. In questo caso però non c&#8217;è nulla da ridere.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Basket</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Hedo Turkoglu voto 4.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Turkoglu è stata la più grande delusione del 2010 cestistico. Dopo le finals raggiunte con gli Orlando Magic all&#8217;inizio della stagione scorsa è arrivato ai Toronto Raptors. La franchigia canadese credeva di aver trovato il giusto tassello per poter, finalmente, competere ai vertici della Eastern Conference. Così non è stato. Addio playoff e per il turco numeri deludenti: 11,3 punti a partita e 4 assist. In estate è stato ceduto ai Phoenix che pochi giorni fa lo hanno rigirato a Orlando.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Allen Iverson voto 4,5.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Anno fallimentare per “The Answer” che ha iniziato la stagione scorsa nei Memphis Grizzlies con la quale ha giocato solo tre partite, mai da titolare. Una situazione non troppo gradita al giocatore che dopo le pubbliche lamentele è stato tagliato nel mese di novembre. Il successivo approdo a Philadelphia, con la quale ha giocato fino a febbraio, non migliora le sue prestazioni. Poi la decisione di ritirarsi per stare vicino alla figlia malata. A fine ottobre la decisione di varcare l&#8217;oceano e di provare l&#8217;esperienza europea con i turchi del Besiktas dove, fino ad ora, non è riuscito ancora a fare realmente la differenza.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Mike Hall voto 4.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Arrivato con grandi aspettative all&#8217;Armani Jeans Milano si è reso protagonista di due stagioni deludenti, soprattutto quella 2009-10 dove ha tenuto medie bassissime (7,1 punti a partita col 45% da due e il 28% da tre). Nonostante Milano sia riuscita ad approdare alla finale scudetto contro la Montepaschi Siena ( poi persa 4-0), Hall è sempre stato uno dei giocatori più contestati e fischiati al Forum di Assago. In questa stagione è stato ceduto a Teramo dalla quale, recentemente, è stato tagliato.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Motogp</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Dani Pedrosa voto 5.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I risultati ci sono e il talento anche: il suo secondo posto nella classifica mondiale e i podi conquistati durante la stagione ne sono la prova. Manca però quel qualcosa in più necessario per vincere e stare davanti a tutti. Il voto è un incoraggiamento a mettere quella grinta necessaria per dominare la scena.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Loris Capirossi voto 4.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una stagione decisamente no per il pilota della Suzuki. Sempre negli ultimi posti, molte cadute e pochi risultati. Più volte lo stesso Capirossi ha detto di non essere contento della proprio moto e degli scarsi risultati che ha incassato. Vorremmo vedere il Loris della Ducati, quello agguerrito e competitivo. Gli anni passano per tutti ma sarebbe un peccato concludere la carriera così.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Marco Melandri voto 4.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il pilota della Honda team Gresini ha sicuramente attraversato un periodo difficile. Problemi di feeling con la moto, scarsi risultati, nessun podio. Non sorprende l&#8217;idea di Marco di cambiare aria e buttarsi sulla Superbike. Speriamo che nel nuovo ambiente riesca a ritrovare un giusto equilibro e tornare a vincere come in passato.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Altri sport</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Michael Schumacher voto 4</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il tempo passa vecchio campione. Michael Jordan stupì il mondo con quel rientro vincente, il tedesco invece ha pagato oltremodo l&#8217;inattività. Zero vittorie in stagione, mai un guizzo, un giro degno del nome che porta. Era meglio la dorata pensione&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Tiger Woods voto 4,5.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; stato l&#8217;annus orribilis del golfista americano. Prima le note questioni amorose poi il ritiro e infine il rientro. Sul green ha mostrato di aver perso lo smalto dei giorni migliori. Dopo un regno di oltre 280 settimane ha perso il primo posto nel ranking mondiale.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>2010 un anno di canottaggio</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 09:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armida Tondo</dc:creator>
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 Per quanto tutte le discipline sportive debbano essere incoraggiate e accettate, ve ne sono alcune che hanno un significato, un valore, una nobiltà particolare. Il canottaggio è una di queste. 
Occorre avere qualità atletiche elevate per questo sport, ma sono necessarie qualità di carattere e morali speciali. Il canottaggio è uno sport individuale, oppure coinvolge due, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/Miani.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7453" title="Miani" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/Miani-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"> Per quanto tutte le discipline sportive debbano essere incoraggiate e accettate, ve ne sono alcune che hanno un significato, un valore, una nobiltà particolare. Il canottaggio è una di queste. </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Occorre avere qualità atletiche elevate per questo sport</strong>, ma sono necessarie qualità di carattere e morali speciali. Il canottaggio è uno sport individuale, oppure coinvolge due, quattro o otto elementi, sintetizzati in un armonico unico.</p>
<p style="text-align: justify;">Un anno particolare dove gli atleti si sono ritrovati a gareggiare in campo nazionale e internazionale, facendo a volte i conti con problemi fisici, uno tra tutti, <strong>Alessio Sartori</strong>, che non è stato convocato nelle ultime gare nazionali. Buoni invece i risultati riportati da: Raineri Simone, Agamennoni Luca, Di Palma Vincenzo, Venier Simone, Stefanini Matteo, Milani Laura,  Fossi Francesco, Canciani Sergio, Miccoli Bernardo, Bertini Lorenzo, Miani Marcello, La Padula Livio, Riccardi Davide, De Maria Luca, Dell’Aquila Armando, Agrillo Rosario Daniele e Carboncini Lorenzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo gruppo di atleti riuscito ad appendere sul medagliere complessivamente: n. 3 medaglie d’oro di cui 2 under 23; n. 6 medaglie d’argento di cui 1 under 23; n. 7 medaglie di bronzo di cui 1 under 23. Volendo tirare le somme, poteva andare meglio ma considerato, che il 2011 sarà un anno decisivo per conquistarsi un posto nelle barche che parteciperanno alle prossime Olimpiadi 2012, forse daranno il meglio di se stessi per un pass per Londra.</p>
<p style="text-align: justify;">Una buona notizia, se così vogliamo dire, è quella che due atleti italiani sono stati inseriti tra i possibili vincitori del “<strong>Crew of the Year</strong>”. Sono 22 i candidati per il premio più importante dell’anno e della carriera. Gli equipaggi leggeri dominano la lista ecco i nominativi: Peter Galambos ungherese, Marcello Miani, Rajko Hrvat svolveno, e Lukas Babac slovacco. Alcune delle candidature erano fuori per un solo membro di un equipaggio tra cui l&#8217;Italia di Franco Sancassani per skiff quadruplicare gli uomini di leggera.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il mondo del canottaggio femminile Crew of the Year dei pesi leggeri di nuovo un posto di rilievo, sia la donna leggera di coppia sia il singolo, il doppio skiff donne ha ricevuto tre barche con tre nomination ciascuno. Ecco le candidate: Sonja Keserac e Maja Anic della Croazia, Helen Glover e Heather Stanning della Gran Bretagna e Juliette Haigh e Rebecca Scown della Nuova Zelanda.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Mondiale di Canottaggio <strong>Adaptive Crew of the Year</strong> aveva sette diversi vogatori, questa categoria fu premiata nel 2009 con sculler unico della Gran Bretagna, Tom vincente Aggar. Aggar è stato nominato anche quest&#8217;anno come ora ha un altro titolo di campione del mondo sotto la sua cintura.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Mondiale di Canottaggio Distinguished Service Medal per Rowing, vengono da una serie di aspetti di questo sport da amministratori di ex atleti o da atleti in corso. Greg Searle della Gran Bretagna ottiene una nomination. Searle dopo una pausa di un anno, il ritorno di quest&#8217;anno è in previsione delle prossime Olimpiadi del 2012. Don Rowlands (Nuova Zelanda) che ha vinto la Distinguished Service di Canottaggio premio nel 2009, anche quest’anno ha avuto la nomination. Rowlands è stato il patron di questa edizione del Campionato del Mondo di Canottaggio a Karapiro.</p>
<p style="text-align: justify;">Le nomination in queste cinque categorie è ora al varo dei 23 membri del Consiglio della FISA, tra cui poi saranno resi pubblici i nomi dei migliori atleti del 2010.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Armida Tondo<br />
</strong> </p>
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		<title>Il Rinascimento nordico di Cranach il Vecchio.</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Dec 2010 22:13:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurora Portesio</dc:creator>
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L’occhio del pubblico italiano è certamente più portato a concepire la pittura rinascimentale attraverso le prove pittoriche di Raffaello, Perugino o Lorenzo Lotto ma anche di Giovanni Bellini, Cima da Conegliano, Bartolomeo Veneto, Andrea Solario, Jacopo de’ Barbari, Bachiacca, Francesco Francia e altri pittori “classici”, autori di più o meno celebri opere calde e luminose.
Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/Fotografia-Cranach.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7460" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/Fotografia-Cranach-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’occhio del pubblico italiano è certamente più portato a concepire la <strong>pittura rinascimentale</strong> attraverso le prove pittoriche di <strong>Raffaello</strong>, <strong>Perugino</strong> o <strong>Lorenzo Lotto</strong> ma anche di<strong> Giovanni Bellini</strong>, <strong>Cima da Conegliano</strong>, <strong>Bartolomeo Veneto</strong>, <strong>Andrea Solario</strong>, <strong>Jacopo de’ Barbari</strong>, <strong>Bachiacca</strong>, <strong>Francesco Francia</strong> e altri <strong>pittori “classici</strong>”, autori di più o meno celebri opere calde e luminose.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per la prima volta in Italia</strong> e sino al 13 febbraio è possibile ora ammirare dal vivo alla <strong>Galleria Borghese</strong> di  Roma i capolavori di <strong>Lucas Cranach il Vecchio</strong>, massimo esponente insieme a <strong>Albrecht Dürer</strong> della <strong>pittura tedesca del Cinquecento</strong>. La particolarità dell’evento sta proprio nell’opportunità di confrontare la diversa concezione artistica di Cranach rispetto ai maestri a lui contemporanei.</p>
<p style="text-align: justify;">Lucas Cranach (Kronach 1472- Weimar 1553) è figlio d’arte (il padre gestiva una bottega di incisioni) e a sua volta genitore di un altro artista, Lucas Cranach detto il giovane. La sua attività, dopo una fase stilistica prossima a quella di Dürer e alla <strong>scuola danubiana</strong>, subì una decisa evoluzione a seguito della sua nomina a <strong>pittore di corte</strong> di Federico il Saggio di Sassonia.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi giorni il nome di Cranach è balzato alla ribalta della cronaca perché il <strong>Louvre</strong> ha acquistato la sua opera “<strong>Le tre grazie</strong>” al prezzo di 4 milioni di euro con il parziale contributo di tanti amanti dell’arte che hanno risposto positivamente ad una richiesta di sottoscrizione via web.</p>
<p style="text-align: justify;">Cranach, che da molti è ricordato anche come il <strong>pittore della riforma luterana</strong> (fu amico di <strong>Martin Lutero</strong> cui dedicò molti ritratti e con cui diede vita all’<strong>iconologia protestante</strong>), è  oggi consacrato per i suoi dipinti caratterizzati spesso da un’atmosfera inquietante, per i personaggi dai visi scarni e pallidi, dalle forme nitide, algide, allungate e per i <strong>nudi femminili</strong> non privi di allusioni erotiche assolutamente audaci per l’epoca, a metà strada tra il sacro e il profano.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco dunque spiegato il titolo dell’esposizione “<strong>Lucas Cranach: L’altro Rinascimento</strong>” organizzata dalla Galleria Borghese nell’ambito dell’ambizioso <strong>progetto “10 grandi mostre”</strong>. L’esposizione, promossa dalla Soprintendenza Speciale PSAE per il Polo Museale della città di Roma, è curata da <strong>Bernard Aikema</strong>, tra i maggiori conoscitori dell’artista tedesco, e da <strong>Anna Coliva</strong>, direttrice della Galleria.</p>
<p style="text-align: justify;">Del tutto evidenti le differenze concettuali tra le opere di Cranach, esponente di fatto di un “<strong>altro Rinascimento</strong>”, e quelle degli altri pittori classici rinascimentali. Si tratta di una concezione diversa sia dai maestri italiani, sia dal classicismo teorizzato da Dürer, suo grande concorrente. Cranach elabora un linguaggio formale vicino ai canoni dell’<strong>estetica fiammingo-borgognona</strong>, ma fortemente personale e innovativo.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra contempla <strong>45 opere pittoriche</strong>, alcune delle quali escono per la prima volta dai rispettivi musei internazionali di appartenenza, e <strong>10 xilografie</strong> che ben testimoniano l’abilità grafica dell’artista tedesco. È strutturata in<strong> sei sezioni tematiche</strong> (L’artista di corte, Il volto delle persone, Il potere delle donne, La fede, La sensualità femminile, Le stampe) che forniscono una visione panoramica complessiva della produzione di Cranach.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Aurora Portesio</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Lucas Cranach: L’altro Rinascimento<br />
a cura di Bernard Aikema e Anna Coliva<br />
dal 15 ottobre 2010 al 13 febbraio 2011<br />
Galleria Borghese, Piazzale Scipione Borghese 5, Roma<br />
Orari: lunedì ore 13-19; martedì-domenica ore 9-21 (prenotazione obbligatoria)</p>
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		<title>La nuova Inter di Leo</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Dec 2010 21:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco DePalo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Capita sempre più spesso che un nuovo allenatore porti con sè un carico di innovazioni ed una ventata di freschezza per lo spogliatoio, è stato così all&#8217;arrivo di Mourinho quando si presentò alla stampa mettendo in chiaro vari concetti tra cui il celeberrimo &#8220;Io non sono un pirla&#8221;; lo è stato un po&#8217; meno con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/leonardo_consulente_mercato__milan.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7456" title="leonardo_consulente_mercato__milan" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/leonardo_consulente_mercato__milan-300x188.jpg" alt="" width="300" height="188" /></a>Capita sempre più spesso che un nuovo allenatore porti con sè un carico di innovazioni ed una ventata di freschezza per lo spogliatoio, è stato così all&#8217;arrivo di Mourinho quando si presentò alla stampa mettendo in chiaro vari concetti tra cui il celeberrimo &#8220;Io non sono un pirla&#8221;; lo è stato un po&#8217; meno con Benitez, il quale con toni minori ha affermato che la sua Inter avrebbe deliziato i propri tifosi con un gioco spettacolare e vincente; lo sarà con Leonardo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un nuovo mister, nuovi obiettivi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Obiettivi squadra:</strong></span> Vincere la Coppa Italia, qualificarsi alle semifinali di Champions, provare ad insidiare il Milan nella lotta per lo scudetto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Obiettivi tattici:</span></strong> Passare dal 4-2-3-1 &#8220;Mourinhano&#8221; (usato anche dal madrileno Rafa)  al simile, ma più spumeggiante &#8220;4-2-fantasia&#8221;. Tatticamente cambieranno le posizioni di quelli che fino ad oggi giocavano da &#8220;trequartisti&#8221; e che invece ora saranno più liberi di spaziare su tutto il fronte d&#8217;attacco, cambieranno anche i compiti di Milito, l&#8217;unica punta resterà in avanti nella fase di ripartenza ma in fase d&#8217;attacco dovrà interagire maggiormente con gli altri 3 &#8220;fantasisti&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Obiettivi mercato </span></strong>: qui arriva il punto nodale, Ranocchia arriva, 12 milioni e mezzo partono e questo è quanto fatto finora. Il ritorno a Milano di Kakà è più una storia da narrare ai parenti tra una tombolata e l&#8217;altra che un vero intreccio di mercato. Più interessante e più fattibile l&#8217;affare che porta al <em>&#8220;Niño&#8221; Maravilla </em>Alexis Sanchez, il cileno dell&#8217;Udinese, sarebbe l&#8217;uomo adatto per rimpiazzare Pandev, considerato da molti l&#8217;anello debole dei 4 &#8220;fantasisti&#8221;, per il &#8220;mago del dribbling&#8221; sono pronti 15 milioni di euro più la metà di due giovani, l&#8217;affare si farà, ma solo a giugno.<br />
Altra trattativa avviata con l&#8217;Udinese è quella che porta a Gokhan Inler, per il centrocampista svizzero si tratta al rialzo con il Napoli, la sua valutazione si aggira intorno ai 12/13 milioni di euro, ma la sensazione è che senza una ventina di mln nessuno si muoverà da Udine.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Obiettivi spogliatoio:</span> </strong>ricreare il clima di coesione ed entusiasmo che aleggiavano ad Appiano ai tempi dello Special One.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;entusiasmo sembra esserci, la fiducia anche e soprattutto non manca la voglia del biscione di ripartire alla grande!</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Marco De Palo</strong></p>
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		<title>La giovane promessa della scherma Beatrice Vio</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Dec 2010 16:50:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armida Tondo</dc:creator>
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Sin dall’età di sei anni ha dimostrato di avere la stoffa della campionessa e per questo era ritenuta la promessa del fioretto italiano. Infatti, la giovanissima promessa della scherma, Beatrice ha cominciato a girare l&#8217;Italia dall&#8217;età di sei anni, una gara dopo l&#8217;altra. Tutto questo fino al 20 novembre 2008, quando una setticemia, un&#8217;infezione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/Bebe.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7447" title="Bebe" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/Bebe-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sin dall’età di sei anni ha dimostrato di avere la stoffa della campionessa e per questo era ritenuta la promessa del <strong>fioretto italiano</strong>. Infatti, la giovanissima promessa della scherma, Beatrice ha cominciato a girare l&#8217;Italia dall&#8217;età di sei anni, una gara dopo l&#8217;altra. Tutto questo fino al 20 novembre 2008, quando una <strong>setticemia</strong>, un&#8217;<strong>infezione del sangue </strong>dai rischi letali, l&#8217;ha costretta a subire l&#8217;amputazione di tutti e quattro gli arti.</p>
<p style="text-align: justify;">Beatrice, Bebe per gli amici, con un cuore e il coraggio di una leonessa, nonostante la sua giovane età, tredici anni, ha reagito. Ha lottato ed è stata assistita dal <strong>Centro Protesi Inail</strong> di Vigorso di Budrio e oggi, grazie alla sua straordinaria determinazione e all&#8217;amore della famiglia, è tornata a gareggiare.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche noi abbiamo deciso di chiamarla Bebe, sperando di entrare nella sua cerchia di amici, a un anno e mezzo dall&#8217;amputazione di braccia e gambe è tornata a tirare di scherma nel torneo paralimpico di San Lazzaro di Savena (Bologna). La giovanissima di Mogliano Veneto è stata assistita dal Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio ed è la prima disabile al mondo a scendere in pedana con tutti gli arti artificiali. Un recupero a dir poco incredibile, reso possibile da una straordinaria forza d&#8217;animo e dall&#8217;amore e il sostegno instancabile dei familiari e dagli amici.</p>
<p style="text-align: justify;">Una seconda vita, non solo per Bebe, che dopo sei mesi di ospedale non ha avuto esitazione nell&#8217;affrontare la faticosa ripresa. Ma anche per la sua famiglia e soprattutto per papà Ruggerò a chi ha posto la domanda: “<em>Dove abbiamo trovato la forza per uscire da questa storia? Basta guardare Bebe, la sua grinta. Avete visto? L&#8217;avete vista? Essere qua è già una vittoria</em>&#8220;, continua &#8220;<em>Se penso che un anno fa eravamo all&#8217;ospedale&#8230; Se lei &#8211; che è messa peggio di tanti altri &#8211; ce l&#8217;ha fatta, questo può essere da esempio a tutti, disabili e non</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Bebe durante un’iniziativa ha incontrato e ha fatto amicizia con <strong>Oscar Pistorius</strong>, l’incontro ha contribuito a incoraggiare la giovane leonessa a riprendere a lottare per tornare a gareggiare. Oscar ha corso con lei, l&#8217;ha spinta in carrozzina e poi lei ha spinto lui. Si è ‘innamorato&#8217; e si sono contagiati a vicenda con la loro forza.</p>
<p style="text-align: justify;">Con il sostegno della famiglia Bebe ha deciso di rivolgersi al Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio, che ha delle protesi speciali che le hanno permesso di controllare con precisione un&#8217;arma di acciaio. Intervistata dai giornalisti, Bebe ha dimostrato davvero una maturità fuori dal comune. Tornare a tirare in piedi è un sogno &#8220;difficile da realizzare&#8221;, ammette prima di infilarsi la maschera e scendere in pedana, sulla carrozzina si può saltellare. Se oggi le perdo tutte, sono comunque felice. E non si è risparmiata neanche una battuta quando, stupita da tutti quei fotografi intorno a lei, ha detto al padre: &#8220;<em>Ma non possiamo dirgli che di là c&#8217;è Valentina Vezzali, così si distraggono</em>?&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Bebe non si fermerà e sicuramente sta già pensando ai prossimi <strong>campionati paraolimpici di Foggia</strong> e alle <strong>Olimpiadi di Londra</strong>. A seguirla nel suo cammino sportivo ci sono la sua maestra di Mogliano Veneto, Federica Berton e la sua istruttrice Alice Esposito e il maestro Richard Zub di Padova, società, dove ora si allena.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora non rimane che augurare a Bebe di continuare a vincere la sua gara personale e noi di italnews saremo sempre al suo fianco per raccontarvi le sue splendide gare di scherma.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Armida Tondo</strong></p>
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		<title>Le pagelle di Italnews: i top del 2010</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Dec 2010 12:16:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ciclismo

Ivan Basso voto 9
L’Olanda, il vento, i terribili ventagli, le cadute, il freddo, la tappa di Montalcino, il fango, la fatica, le montagne: il Giro d’Italia 2010 è stato una corsa d’altri tempi. A Milano sul gradino più alto del podio c&#8217;era Ivan Basso, un corridore sincero, un uomo ritrovato. Il varesino fino a pochi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/images14.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7443" title="images" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/images14-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Ciclismo</span></strong></p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Ivan Basso voto 9</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’Olanda, il vento, i terribili ventagli, le cadute, il freddo, la tappa di Montalcino, il fango, la fatica, le montagne: il Giro d’Italia 2010 è stato una corsa d’altri tempi. A Milano sul gradino più alto del podio c&#8217;era Ivan Basso, un corridore sincero, un uomo ritrovato. Il varesino fino a pochi anni fa era considerato l’erede di Lance Armstrong. Un terzo posto al Tour, un secondo dietro l’americano, un Giro d&#8217;Italia, quello del 2006, letteralmente dominato. Risultati che avevano lanciato il corridore italiano verso un futuro da campionissimo. Basso sembrava troppo superiore agli avversari. Un’inchiesta giudiziaria nata nel 2006 in Spagna ci ha spiegato il perché. Il “Birillo” de l’Operacion Puerto è ormai lontano nel passato, il 2010 ci ha regalato un nuovo Ivan Basso, più umano ma proprio per questo più amabile. Quello sguardo nell&#8217;ascesa del monte Zoncolan è il fotogramma del suo 2010.</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Vincenzo Nibali voto 9.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Vent’anni dopo il fido gregario di Gianni Bugno, Marco Giovannetti, l’Italia torna ad impossessarsi della più grande corsa a tappe in terra spagnola. Vincenzo Nibali ha conquistato la Vuelta a España con tenacia, forza ma soprattutto maturità. Basterebbe questo per meritarsi il voto, ma la stagione di Vincenzo non si limita alla maglia roja. Lo squalo dello stretto ha conquistato anche un ottimo terzo posto al Giro d&#8217;Italia, risultando fondamentale per Ivan Basso. Nibali non raggiunge il massimo dei voti per delle piccole sbavature, come le cadute in discesa al Giro d&#8217;Italia, e perché crediamo che il siciliano possa ancora migliorare. Al 2011 la sentenza. La battaglia con Mosquera su la Bola del Mundo è l&#8217;emblema del suo 2010.</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Philippe Gilbert voto 8.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un vento fortissimo non gli ha fatto vincere il mondiale, ma Gilbert nel 2010 si è consacrato definitivamente come un cannibale delle corse in linea. Lo sport belga sa di poter contare su Philippe ed infatti in patria, per il secondo anno consecutivo, Gilbert è stato eletto sportivo dell&#8217;anno. Amstel Gold Race, una tappa al Giro del Belgio, due alla Vuelta di Spagna ed infine GranPiemonte e Giro di Lombardia, proprio come nel 2009. Avesse vinto il mondiale di Melbourne sarebbe stato da 10. L&#8217;immagine che il 2010 ci lascia di Gilbert è la doppietta al Giro di Lombardia. Le corse in linea hanno finalmente trovato l&#8217;erede di Paolo Bettini.</p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Basket</strong></span></p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Kevin Durant voto 9.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il 2010 è stato sicuramente l&#8217;anno di Kevin Durant, l&#8217;anno della sua definitiva esplosione. Il rookie of the year 2007-08 ha portato i suoi Oklahoma City Thunder ai playoffs, cedendo solo in gara 6 contro i campioni in carica dei Los Angeles Lakers. Nella scorsa stagione NBA Durant ha tenuto le migliori medie della propria carriera: 30,1 punti, 7,8 rimbalzi, 2,8 assist e il 90% ai liberi. In estate è stato vero protagonista e autentico trascinatore della nazionale USA ai mondiali di basket turchi dove è stato nominato MVP della manifestazione.</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Kobe Byant voto 8,5.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Grande annata anche per Kobe Bryant, protagonista principale del secondo titolo consecutivo dei suoi Los Angeles Lakers.Un&#8217;altro anello, alla ricerca del tris. La vittoria nelle finals gli ha regalato anche il riconoscimento di MVP della serie.</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Milos Teodosic voto 9.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Milos è il nuovo astro nascente della pallacanestro serba ed europea in generale. Nel 2010 si è messo in luce nell&#8217;Eurolega arrivando, con il suo Olympiacos, alla finale poi persa con il Barcellona. Ai mondiali ha trascinato la giovane Serbia al quarto posto ed è stato inserito nel miglior quintetto della competizione. Memorabile la tripla da quasi 8 metri con la quale ha eliminato i campioni in carica della Spagna nei quarti di finale.</p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>MotoGp</strong></span></p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Jorge Lorenzo voto 10.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La stagione 2010 lo vede campione del mondo, un titolo più che meritato. Pochissimi sbagli, sempre nelle prime file, Jorge è stato uno dei pochi che ha tenuto testa a Rossi in tutti questi anni e a metterlo in difficoltà durante la stagione. Sarà sicuramente uno dei protagonisti del prossimo motomondiale.</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Valentino Rossi voto 9.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante gli alti e bassi, il &#8216;dottore&#8217; è riuscito a concludere con un terzo posto nella classifica del motomondiale. Dopo un periodo di lontananza dalle piste causa fratture, Rossi è tornato combattivo più che mai, deciso a concludere la stagione, se non con la vittoria, almeno con uno scossone al compagno di squadra Lorenzo. Voto 9 anche per la scelta di intraprendere una nuova avventura con la Ducati.</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Ben Spies voto 8.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Arrivato dalla Superbike, è la vera rivelazione di questa stagione. Forse non è ancora ai livelli dei &#8216;primi&#8217; ma il ragazzo ha dimostrato di avere talento da vendere. Come primo anno in MotoGp il bilancio è assolutamente positivo, anche perché bisogna tenere conto del fatto che Ben ha corso con una moto del team satellite della Yamaha. Da quest&#8217;anno correrà con la moto ufficiale e sarà compagno di squadra di Jorge al quale darà sicuramente filo da torcere.</p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Altri sport</strong></span></p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Rafael Nadal voto 9.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ha toccato la perfezione, quel grande Slam che lo renderebbe immortale. Il suo 2010 è stato da antologia. Le vittorie di Roma, Montecarlo e Madrid fanno da cornice a Wimbledon, Rolland Garros e Us Open. Chi lo definiva solo un terraiolo nel 2010 avrà avuto altre buone ragioni per ricredersi.</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Sebastian Vettel voto 10</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Campione del mondo a solo 23 anni, il più giovane di sempre. Ha rischiato di chiudere terzo, ma ad Abu Dhabi, ha fatto capire che a lui il braccino non viene. Cinque gran premi vinti, dieci pole position: grandi numeri che han fatto respirare la polvere ai vecchi marpioni del volante.</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Christophe Lemaitre voto 8</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ha monopolizzato la velocità su pista europea conquistando tre medaglie d&#8217;oro (100 metri, 200 e staffetta 4 x 100) ai campionati di Barcellona. Primo bianco a scendere sotto il muro dei 10” nella disciplina regina dell&#8217;atletica. Appena ventenne si è guadagnato l&#8217;appellativo di “Bolt bianco”. Per questioni genetiche non lo vedremo mai mettersi alle spalle i colossi caraibici, ma la storia dell&#8217;atletica continentale porta già il suo nome.</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>La redazione di Italnews</strong></p>
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		<title>Afghanistan: festività in teatro operativo per circa 3.800 militari italiani</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Dec 2010 10:31:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ebe Pierini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Missione Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[americani afghani]]></category>
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		<category><![CDATA[Vincenzo Camporini]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono circa 3.800 i militari italiani che hanno trascorso il Natale in Afghanistan e che inizieranno il nuovo anno in teatro operativo.
I soldati italiani sono impegnati nella missione Isaf nell’area di loro responsabilità, il Regional Command West. Nella regione di Herat opera attualmente la brigata alpina Julia, guidata dal generale Marcello Bellacicco.
In territorio afghano operano gli alpini del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono circa <strong>3.800 i militari</strong> <strong>italiani</strong> che hanno trascorso il Natale in <strong>Afghanistan</strong> e che inizieranno il nuovo anno in teatro operativo.</p>
<p style="text-align: justify;">I soldati italiani sono impegnati nella missione <strong>Isaf</strong> nell’area di loro responsabilità, il <strong>Regional Command West</strong>. Nella regione di Herat opera attualmente la brigata alpina Julia, guidata dal generale<strong> Marcello Bellacicco</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In territorio afghano operano gli alpini del <strong>5° reggimento di Vipiteno, del 7° reggimento di Belluno, dell’8° reggimento di Cividale del Friuli, del 3° reggimento artiglieria da montagna di Tolmezzo e del 2° reggimento genio guastatori di Trento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ai cinque reggimenti della Julia si affiancano il <strong>reggimento lagunari “Serenissima”</strong> di Mestre ed altre unità dell’Esercito tra cui gli elicotteristi dell’<strong>Aviation battalion</strong> con i Ch 47, i Mangusta e i veterani AB 205. Presenti  anche l’<strong>Aeronautica Militare</strong> con la task force di velivoli AMX, C 130J e Predator e la <strong>Marina Militare</strong> con 3 suoi elicotteri EH 101. In teatro operativo sono schierati anche <strong>Carabinieri e Guardia di Finanza</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In occasione del Natale il contingente italiano ha ricevuto la visita del <strong>Capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Vincenzo Camporini </strong>che ha salutato le truppe schierate presso l’aeroporto di Herat dopo aver raggiunto, in mattinata, la base avanzata di Bakwa dove prestano impegnati attualmente 200 militari italiani. Presso la fob italiana è giunto anche il generale <strong>David Petraeus, comandante della missione Isaf</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“È un onore per gli Stati Uniti lavorare con voi –</em> ha dichiarato <em>– Per me rappresenta un piacere speciale passare un po’ di tempo con i nostri amici italiani. Pensate che mio figlio, dopo aver prestato servizio in Afghanistan, ha scelto come destinazione Vicenza. Mille grazie a nome mio e della Nato per quello che state facendo”.</em> “<em>Ringraziamo il generale Petraeus per la sapienza dei piani che ha elaborato – ha ribattuto Camporini – Ci vogliono ottimi capi e ottimi soldati e impegno da parte di tutti. La partecipazione della nostre Forze Armate è finalizzata a dare a questi popoli una speranza di vita migliore. La minaccia del terrorismo è quella che più ci fa paura per le nostre case e le nostre genti. Voi siete qui per difendere le nostre case e le nostre genti –</em> ha concluso il capo di SMD <em>- State facendo uno splendido lavoro di cui siamo orgogliosi. L’apprezzamento ve lo siete guadagnati sul terreno”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">La vigilia di Natale la visita al contingente italiano da parte del presidente del Senato, Renato Schifani; del sottosegretario alla Difesa, <strong>Guido Crosetto</strong> e del comandante del Comando Operativo di vertice Interforze, il generale <strong>Giorgio Cornacchione</strong>. Il presidente Schifani ha passato in rassegna le truppe schierate sul piazzale delle bandiere di Camp Arena, ad Herat. Ha poi preso il sottosegretario Crosetto che ha portato ai militari il saluto anche del Ministro della Difesa, Ignazio La Russa che sarà in Afghanistan il prossimo 5 gennaio. <em>“La presenza della seconda carica dello Stato è significativa perché i nostri soldati svolgono un lavoro difficile in una terra difficile per servire lo Stato – ha esordito Crosetto &#8211; Compiono attività per le quali rischio della vita è considerato normale. Oggi lo Stato è in mezzo a loro. Lo Stato è riconoscente ad ognuno di loro. Quello che fanno è da esempio per ognuno di noi. Oggi qua c’è l’Italia che lei rappresenta e l’Italia è venuta a salutare i suoi figli che sono qui”.</em> Successivamente è stato il presidente Schifani a rivolgere un saluto augurale ai militari italiani. <em>“È la terza volta che mi reco in Afghanistan – </em>ha sottolineato <em>- Non è un caso perché lo Stato sta compiendo un’operazione senza precedenti. Abbiamo pagato un prezzo altissimo in termine di vite umane. Rimane il dolore per chi è caduto per difendere la democrazia e la sicurezza del nostro Paese. Voi siete il fiore all’occhiello del nostro Paese. Quando vengo qui sono sempre orgoglioso di farlo e porto il messaggio dell’intero Paese. Tradizionalmente il Natale si trascorre in famiglia e voi siete la grande famiglia degli italiani. Quando ho annunciato in Senato che sarei venuto a salutarvi tutti i senatori si sono alzati in piedi. Le mie parole sono state seguite da un lungo applauso e io mi sono commosso. Anche il Presidente Napolitano è fiero del vostro impegno istituzionale. Non staremo a vita in Afghanistan. Se così fosse sarebbe il fallimento di questa missione. Esprimo tutto il mio affetto, la mia vicinanza e l’orgoglio del popolo italiano – ha poi concluso &#8211; Grazie a tutti che festeggiate il Natale lontano da casa”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Successivamente l’incontro della delegazione con la task force 45, l’unità che raggruppa le forze speciali provenienti da tutte le forze armate italiane presenti in teatro operativo.</p>
<p style="text-align: justify;">La delegazione ha poi pranzato in mensa con i militari italiani. Prima di lasciare Herat il presidente Schifani e il sottosegretario Crosetto hanno effettuato una visita alla componente aerea presente in teatro e hanno incontrato gli equipaggi dei caccia AMX dell’Aeronautica Militare ma anche degli elicotteri CH 47, Mangusta e AB 205 dell’Esercito e EH 101 della Marina Militare oltre a visionare da vicino le potenzialità del Predator.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante le festività l’attività in teatro operativo prosegue normalmente. Nessuna interruzione. In Afghanistan non ci si riposa, non si abbassa mai la guardia. Trovi il presepe allestito in piazza Italia al lato della mensa, qualche allegro festone appeso al bar dove ci si ritrova per una veloce pausa caffè. Per il resto qui ognuno continua a svolgere con attenzione e dedizione il proprio ruolo anche durante le festività. Magari il pensiero va a casa, ai propri cari che sono lontani. Ma la tristezza quella proprio no. Lo spirito di appartenenza, di gruppo che si instaurano tra i soldati che lavorano in base  ma anche nelle fob, le basi avanzate, è talmente forte che si ha la sensazione di trovarsi all’interno di una grande famiglia allargata di oltre 3.800 persone.<br />
di <strong><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/petraeus.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7434" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/petraeus-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></strong></p>
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		<title>8 turisti Americani morti in un incidente in Egitto</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Dec 2010 18:03:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vito DiVentura</dc:creator>
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Il Ministro degli Interni Egiziano ha confermato che questa mattina 8 americani, 6 donne e 2 uomini, sono morti in un incidente stradale mentre in autobus si recavano da Aswan ad Abu Simbel. Nell’incidente sono rimasti feriti altri 19 turisti americani e 2 Egiziani, il conducente dell’autobus e una guida turistica.
La disgrazia è avvenuta all’alba [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/turisti-americani-2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7428" title="turisti americani 2" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/turisti-americani-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il Ministro degli Interni Egiziano ha confermato che questa mattina <strong>8 americani, 6 donne e 2 uomini, sono morti in un incidente stradale mentre in autobus si recavano da Aswan ad Abu Simbel</strong>. Nell’incidente sono rimasti <strong>feriti altri 19 turisti americani e 2 Egiziani</strong>, il conducente dell’autobus e una guida turistica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La disgrazia è avvenuta all’alba</strong> poco dopo che tre autobus della <strong>Misr Sinai Tours</strong>, che trasportavano complessivamente 116 turisti americani, avevano percorso circa 22 chilometri dei 185 che separano <strong>Aswan da Abu Simbel</strong>, meta turistica molto popolare, a circa 1.000 chilometri dal<strong> Cairo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per cause ancora da accertare, <strong>l’autobus che si trovava al centro</strong>, con a bordo 37 persone, si è scontrato con un camion che trasportava sabbia parcheggiato ai bordi della strada. Le foto mostrano l’autobus completamente sventrato con alcuni sedili penzoloni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il grande tempio di<strong> Abu Simbel</strong>, conosciuto per le sue quattro statue colossali, è stato costruito durante il regno di<strong> Ramses II</strong> e fu dedicato al <strong>dio Amun</strong>. E’ considerato uno dei monumenti antichi più belli di tutto l’Egitto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’Ambasciata Americana al Cairo</strong> ha emesso un comunicato dicendosi “<em>profondamente addolorati</em>” dall’incidente ed ha confermato che “i feriti sono stati trasportati all’ospedale militare di Aswan al Cairo”. Il <strong>Consolato Americano e le Autorità Egiziane</strong> si sono immediatamente mobilitate per fornire assistenza a tutti i cittadini coinvolti.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo, <strong>l’Egitto</strong> è anche tristemente famoso anche per i numerosi incidenti stradali, sia per le pessime condizioni stradali sia per il mancato rispetto del codice stradale. Infatti, <strong>ogni anno circa 8.000 persone muoiono per incidenti stradali</strong>.</p>
<p>di <strong>Vito Di Ventura</strong></p>
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		<title>Peter Pan di Loisel</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Dec 2010 16:40:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Umberto Ruffino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutti, in maniera più o meno dettagliata, conoscono la storia di Peter Pan, dell&#8217;isola che non c&#8217;è e di Capitan Uncino.
Pochi probabilmente hanno letto la versione della favola di Sir James Matthew Barrie riveduta e corretta dall&#8217;autore francese Règis Loisel.
In questa rilettura della favola classica, la Londra vittoriana è quella di Jack lo squartatore, fatta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/Peter_Pan_Cop_12.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7421" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/Peter_Pan_Cop_12-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>Tutti, in maniera più o meno dettagliata, conoscono la storia di <strong>Peter Pan</strong>, <strong>dell&#8217;isola che non c&#8217;è</strong> e di<strong> Capitan Uncino</strong>.<br />
Pochi probabilmente hanno letto la versione della <strong>favola</strong> di <strong>Sir James Matthew Barrie</strong> riveduta e corretta dall&#8217;autore francese <strong>Règis Loisel</strong>.<br />
In questa <strong>rilettura della favola classica</strong>, la Londra vittoriana è quella di <strong>Jack lo squartatore</strong>, fatta di <strong>prostitute</strong>, <strong>ubriaconi</strong>, vicoli lerci e tanti bambini di strada che possiedono solo la disperazione, perché la speranza gli è stata tolta appena nati.</p>
<p>In questo scenario a dir poco deprimente, vive <strong>Peter</strong>,<strong> bugiardo cronico</strong>, <strong>ragazzo di strada</strong> che racconta, ai suoi amici orfani, di una madre angelica, mentre a casa trova una strega ubriaca pronta ad aggredirlo per una bottiglia di liquore.<br />
La sua salvezza sarà l&#8217;arrivo di una <strong>Fatina</strong>, in seguito ribattezzata <strong>Campanellino</strong>, che lo guiderà verso un&#8217;isola popolata da <strong>creature fantastiche</strong> come <strong>fate</strong>, <strong>sirene</strong>, <strong>elfi</strong>, <strong>coboldi</strong> e <strong>centauri</strong>.</p>
<p>Il compito di Peter sarà quello di difendere il tesoro delle creature fantastiche dalla ciurma dei <strong>pirati del Capitano</strong> (non ancora uncino!) che stazionano al largo dell&#8217;isola in attesa del momento opportuno per attaccare.<br />
Ciò che caratterizza questa versione di Peter Pan, è l&#8217;atteggiamento dei personaggi; talvolta generosi, altre volte subdoli, crudeli, lussuriosi, ma sempre <strong>terribilmente umani</strong>, anche quando non lo sono.</p>
<p>Ovviamente molti di noi sono cresciuti amando la trasposizione a cartoni animati di <strong>Walt Disney</strong>, una <strong>visione positiva</strong>, <strong>mai violenta</strong>, sempre incentrata sui buoni sentimenti dei personaggi.<br />
In questa versione di Loisel si percepisce invece come i personaggi siano spesso mossi da <strong>sentimenti negativi</strong>; come ad esempio <strong>Campanellino </strong>che, per gelosia nei confronti di Peter,<strong> provocherà la morte</strong> di un personaggio e fuggirà per non essere punita dagli abitanti dell&#8217;isola che reclamano il suo sangue.<br />
Anche lo stesso Peter Pan riporterà a Londra un bambino ormai diventato un peso per la comunità dell&#8217;isola per poi abbandonarlo di fronte ad un orfanotrofio e, successivamente, mentirà agli abitanti dell&#8217;isola raccontando di avergli trovato una famiglia amorevole con cui vivere.</p>
<p>La<strong> parte grafica</strong> del volume è realizzata in maniera <strong>splendida</strong> e sempre <strong>moderna</strong>,  considerando che l&#8217;opera risale al 1990.<br />
I disegni di <strong>Loisel</strong>, si sposano benissimo con questo tipo di storia,  riescono ad essere <strong>rassicuranti</strong>, ma al tempo stesso ad infondere nel lettore un leggero senso di malessere, dando l&#8217;impressione che possa sempre capitare qualcosa di brutto ai protagonisti.</p>
<p>Altro elemento fondamentale del volume sono i colori.<br />
Nelle parti del racconto ambientate a <strong>Londra</strong>, i colori sono sempre <strong>scuri</strong>, <strong>freddi</strong>, tonalità che amplificano il senso di <strong>pericolo e di malvagità</strong>.<br />
Al contrario, nei capitoli del racconto che si svolgono <strong>sull&#8217;isola</strong>, i colori sono <strong>caldi</strong>, <strong>tropicali</strong>, e rendono l&#8217;ambiente molto meno minaccioso, anche se nella realtà non lo è affatto.</p>
<p>Dal punto di vista editoriale il lavoro delle <strong>edizioni BD</strong>, si caratterizza per una realizzazione estremamente curata, che unita con un&#8217;ottima carta, che riesce a valorizzare i colori, rende il <strong>volume davvero prezioso</strong>.<br />
La copertina semi rigida impreziosisce il libro, e considerando la sua mole, riesce a renderlo prestigioso senza appesantirlo troppo; mantenendo anche il <strong>prezzo contenuto</strong>.<br />
In chiusura, un volume prestigioso che rilegge in maniera originale la favola di Peter Pan.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Una lettura consigliata, ma non per i più giovani, per loro la versione Disney è ancora la più adatta.</strong></p>
<p>Peter Pan di Loisel, edizioni DB, 336 pag., cartonato, euro 25,00</p>
<p>di <strong>Ruffino Renato Umberto</strong></p>
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		<title>Cassano e Ronaldinho: arrivi e partenze rossonere</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Dec 2010 12:35:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Paradiso</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/images12.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7416" title="images" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/images12-150x115.jpg" alt="" width="150" height="115" /></a>Le <strong>strategie di mercato</strong> di una società sono un&#8217;indice fondamentale per valutare l&#8217;autorevolezza di un <strong>allenatore</strong>. Quest&#8217;estate la lista di <strong>Benitez</strong> rimase lettera morta, un elenco di “vorrei, ma non posso”. <strong>Allegri</strong> invece, in pochi mesi di <strong>Milan</strong>, ha convinto i vertici rossoneri a puntellare la rosa a sua disposizione con alcuni ma necessari interventi. Merito di una classifica che sorride, di un entusiasmo ritrovato, di una compattezza testimoniata anche dal primato solitario. E se il sacrificato risponde al nome di <strong>Ronaldinho</strong>, notoriamente adorato dal <strong>presidente Berlusconi</strong>, significa che il tecnico livornese ha davvero il Milan in pugno. Troppo discontinuo il brasiliano per entrare nel meccanismo di Allegri fatto anche di corsa e gioco senza palla. Qualità che Dinho ha lasciato nell&#8217;assolata Catalogna qualche anno fa.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ufficialmente la finestra di mercato non è ancora aperta, ma in via Turati hanno deciso di rifarsi l&#8217;abito, quello buono, per le serate di gala. Per un <strong>Ronaldinho</strong> che parte c&#8217;è un <strong>Cassano</strong> che arriva. Tatticamente Fantantonio prenderà l&#8217;eredità del Gaucho: seconda punta del 4-3-2-1 rossonero, alternativa di lusso a Pato, quando sarà abile e arruolabile, e Robinho. <strong>Non potrà giocare in Europa</strong>, ma sarà l&#8217;arma in più nell&#8217;assalto al tricolore. L&#8217;ex blucerchiato ha già sottoscritto l&#8217;accordo che fino al <strong>2014</strong> lo legherà ai rossoneri, rinunciando anche a una parte di stipendio per compensare la quota che verrà versata al <strong>Real</strong> <strong>Madrid</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Per Ronaldinho invece mancano ancora le firme, ma se i rumors provenienti dal Brasile sono attendibili, l&#8217;avventura in rossonero dell&#8217;ex Barcellona è destinata a terminare. Il <strong>presidente del Gremio</strong> ha fatto sapere che con il calciatore l&#8217;accordo sarebbe ormai raggiunto. Manca solo un dettaglio: l&#8217;ok del Milan. I rossoneri vorrebbero cederlo negli Stati Uniti, nella speranza di monetizzare e non dover magari versare una buonuscita al calciatore. <strong>Dinho</strong> invece sembra ormai convinto a tornare in patria. L&#8217;unica certezza è il <strong>fallimento del tentativo di recuperare un grandissimo del calcio</strong>. Se si esclude la parentesi <strong>Leonardo</strong>, l&#8217;unico a puntare decisamente su <strong>Dinho</strong>, né con <strong>Ancelotti</strong>, né con <strong>Allegri</strong> il brasiliano ha potuto scendere in campo con regolarità. <strong>Due indizi che fanno una prova.<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">di<strong> Luca Paradiso</strong></p>
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		<title>Il Sudan tra conflitti e referendum</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Dec 2010 11:36:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Cassinelli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/48b80c5beb04c_zoom1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-7407" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/12/48b80c5beb04c_zoom1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Negli scorsi giorni nuovi violenti combattimenti tra forze governative e un&#8217;alleanza di gruppi ribelli hanno causato in <strong>Darfur</strong> almeno <strong>40 morti</strong> tra i rivoltosi, secondo quanto riferito da fonti dell&#8217;esercito sudanese. Bilancio contestato dai ribelli che hanno invece rivendicato la vittoria negli scontri e parlano di due morti e cinque feriti. I combattimenti hanno raggiunto anche il settore di<strong> Shangil Tobaya</strong>, a circa 65 km a sud di <strong>El Fascher</strong>, la capitale storica del Darfur, regione occidentale del Sudan teatro da sette anni di una sanguinosa guerra civile. Un portavoce dell&#8217;esercito ha detto che le forze governative hanno attaccato e vinto l&#8217;Alleanza delle forze della resistenza formata dal Movimento per la Giustizia e l&#8217;Uguaglianza (Jem) e dall&#8217;Esercito di liberazione del Sudan di Minni Minnawi (Sla-Minnawi).<br />
<strong>Dodicimila persone</strong> <strong>stanno scappando dal sud del Darfur</strong> in seguito agli scontri dell’ultimo mese tra l’esercito sudanese e i ribelli del Movimento di Liberazione del Sudan. Le forze dell’<strong>Onu</strong> , in missione di pace dal 2006, hanno confermato che l’esercito ha attaccato i ribelli fedeli a Minni Minnawi la settimana scorsa e che gli scontri sono continuati fino a venerdì nel villaggio di Khor Abeche.</p>
<p>In <strong>Darfur</strong> la situazione è drammatica, nel <strong>2003 </strong> i ribelli africani imbracciarono le armi contro il governo controllato dagli arabi, accusato di discriminazione e di esproprio della loro regione, per ottenere più autonomia. Secondo le<strong> Nazioni Unite</strong> ci sono stati 300mila morti e 2,7 milioni di sfollati che hanno dovuto abbandonate le proprie case per rifugiarsi in Ciad.</p>
<p>Inoltre, lo scorso luglio il presidente del Sudan, <strong>Omar Hassan al-Bashir</strong>, è stato incriminato dalla Corte Penale Internazionale con l’accusa di genocidio nel Darfur.</p>
<p>Ma la grande crisi umanitaria che da anni attraversa il paese è dovuta anche alle <strong>guerre</strong> tra <strong>nord</strong> e <strong>sud</strong>: dal 1983 al 2005, più di due milioni di persone morirono e quattro milioni furono costrette a lasciare le loro case. Nel <strong>2005</strong>, un <strong>accordo di pace</strong> ha messo fine a 21 anni di guerra civile fra il nord musulmano e il sud cristiano-animista e ora, il nove gennaio, il Sudan voterà un referendum per decidere della secessione: se le elezioni avverranno regolarmente, è probabile che il sud voterà per l’indipendenza.</p>
<p>In una recente visita a Roma,<strong> Mustafa Osman Ismail</strong>, consigliere speciale di al Bashir aveva detto che il Sudan è pronto a riconoscere qualsiasi risultato dovesse arrivare dal referendum: “<em>Ci sono molte voci sul fatto che dopo il referendum scoppierà un conflitto, perché una delle due parti non accetterà il risultato”, ha detto Ismail. La consultazione verrà monitorata dalla comunità internazionale: se gli osservatori diranno che il referendum è giusto, imparziale, allora lo accetteremo. Ci siamo combattuti l’un l’altro per oltre 50 anni, non vogliamo altre guerre</em>”.</p>
<p>In seguito degli accordi del 2005 per la fine della guerra civile, nel paese vige attualmente una costituzione ad interim che limita la legge islamica e tutela le minoranze. Se il Nord, a maggioranza islamica, verrà separato dal Sud, la Sharia diventerà l’unica legge, l’Islam e l’arabo la religione e la lingua ufficiali del Sudan. “<em>Se ci sarà la secessione cambieremo la costituzione e allora non ci sarà più tempo per parlare di diversità di culture e di etnie&#8221;</em>, ha detto il presidente al-Bashir.</p>
<p>Il referendum deciderà dell’indipendenza del Sud e del destino del distretto petrolifero di Abyei. Due questioni importanti e  affrontate nell’ “Accordo comprensivo di pace” che nel 2005 ha messo fine ad una delle più lunghe guerre civili del continente: i sei anni di autonomia amministrativa attribuiti al Sud Sudan dall’ accordo di pace, si concluderanno con l’atteso voto di gennaio e quella che riguarda la regione centromeridionale di Abyei, considerata di importanza strategica perché in un’area ricchissima di giacimenti petroliferi. Gli abitanti saranno chiamati a decidere con un ulteriore voto a quale delle due nazioni vorranno appartenere.</p>
<p>Il segretario di Stato <strong>Hillary Clinton</strong> ha definito la separazione del Sud Sudan “una bomba ad orologeria”, soprattutto per quanto riguarda la spartizione delle risorse petrolifere. A tutto ciò si aggiungono i conflitti etnici che attraversano il paese e la sua parte meridionale e la crisi umanitaria che si dilaga sempre più.</p>
<p>Di <strong>Elisa Cassinelli</strong></p>
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