L’occhio del pubblico italiano è certamente più portato a concepire la pittura rinascimentale attraverso le prove pittoriche di Raffaello, Perugino o Lorenzo Lotto ma anche di Giovanni Bellini, Cima da Conegliano, Bartolomeo Veneto, Andrea Solario, Jacopo de’ Barbari, Bachiacca, Francesco Francia e altri pittori “classici”, autori di più o meno celebri opere calde e luminose.
Per la prima volta in Italia e sino al 13 febbraio è possibile ora ammirare dal vivo alla Galleria Borghese di Roma i capolavori di Lucas Cranach il Vecchio, massimo esponente insieme a Albrecht Dürer della pittura tedesca del Cinquecento. La particolarità dell’evento sta proprio nell’opportunità di confrontare la diversa concezione artistica di Cranach rispetto ai maestri a lui contemporanei.
Lucas Cranach (Kronach 1472- Weimar 1553) è figlio d’arte (il padre gestiva una bottega di incisioni) e a sua volta genitore di un altro artista, Lucas Cranach detto il giovane. La sua attività, dopo una fase stilistica prossima a quella di Dürer e alla scuola danubiana, subì una decisa evoluzione a seguito della sua nomina a pittore di corte di Federico il Saggio di Sassonia.
In questi giorni il nome di Cranach è balzato alla ribalta della cronaca perché il Louvre ha acquistato la sua opera “Le tre grazie” al prezzo di 4 milioni di euro con il parziale contributo di tanti amanti dell’arte che hanno risposto positivamente ad una richiesta di sottoscrizione via web.
Cranach, che da molti è ricordato anche come il pittore della riforma luterana (fu amico di Martin Lutero cui dedicò molti ritratti e con cui diede vita all’iconologia protestante), è oggi consacrato per i suoi dipinti caratterizzati spesso da un’atmosfera inquietante, per i personaggi dai visi scarni e pallidi, dalle forme nitide, algide, allungate e per i nudi femminili non privi di allusioni erotiche assolutamente audaci per l’epoca, a metà strada tra il sacro e il profano.
Ecco dunque spiegato il titolo dell’esposizione “Lucas Cranach: L’altro Rinascimento” organizzata dalla Galleria Borghese nell’ambito dell’ambizioso progetto “10 grandi mostre”. L’esposizione, promossa dalla Soprintendenza Speciale PSAE per il Polo Museale della città di Roma, è curata da Bernard Aikema, tra i maggiori conoscitori dell’artista tedesco, e da Anna Coliva, direttrice della Galleria.
Del tutto evidenti le differenze concettuali tra le opere di Cranach, esponente di fatto di un “altro Rinascimento”, e quelle degli altri pittori classici rinascimentali. Si tratta di una concezione diversa sia dai maestri italiani, sia dal classicismo teorizzato da Dürer, suo grande concorrente. Cranach elabora un linguaggio formale vicino ai canoni dell’estetica fiammingo-borgognona, ma fortemente personale e innovativo.
La mostra contempla 45 opere pittoriche, alcune delle quali escono per la prima volta dai rispettivi musei internazionali di appartenenza, e 10 xilografie che ben testimoniano l’abilità grafica dell’artista tedesco. È strutturata in sei sezioni tematiche (L’artista di corte, Il volto delle persone, Il potere delle donne, La fede, La sensualità femminile, Le stampe) che forniscono una visione panoramica complessiva della produzione di Cranach.
di Aurora Portesio
Lucas Cranach: L’altro Rinascimento
a cura di Bernard Aikema e Anna Coliva
dal 15 ottobre 2010 al 13 febbraio 2011
Galleria Borghese, Piazzale Scipione Borghese 5, Roma
Orari: lunedì ore 13-19; martedì-domenica ore 9-21 (prenotazione obbligatoria)




