Tutti, in maniera più o meno dettagliata, conoscono la storia di Peter Pan, dell’isola che non c’è e di Capitan Uncino.
Pochi probabilmente hanno letto la versione della favola di Sir James Matthew Barrie riveduta e corretta dall’autore francese Règis Loisel.
In questa rilettura della favola classica, la Londra vittoriana è quella di Jack lo squartatore, fatta di prostitute, ubriaconi, vicoli lerci e tanti bambini di strada che possiedono solo la disperazione, perché la speranza gli è stata tolta appena nati.
In questo scenario a dir poco deprimente, vive Peter, bugiardo cronico, ragazzo di strada che racconta, ai suoi amici orfani, di una madre angelica, mentre a casa trova una strega ubriaca pronta ad aggredirlo per una bottiglia di liquore.
La sua salvezza sarà l’arrivo di una Fatina, in seguito ribattezzata Campanellino, che lo guiderà verso un’isola popolata da creature fantastiche come fate, sirene, elfi, coboldi e centauri.
Il compito di Peter sarà quello di difendere il tesoro delle creature fantastiche dalla ciurma dei pirati del Capitano (non ancora uncino!) che stazionano al largo dell’isola in attesa del momento opportuno per attaccare.
Ciò che caratterizza questa versione di Peter Pan, è l’atteggiamento dei personaggi; talvolta generosi, altre volte subdoli, crudeli, lussuriosi, ma sempre terribilmente umani, anche quando non lo sono.
Ovviamente molti di noi sono cresciuti amando la trasposizione a cartoni animati di Walt Disney, una visione positiva, mai violenta, sempre incentrata sui buoni sentimenti dei personaggi.
In questa versione di Loisel si percepisce invece come i personaggi siano spesso mossi da sentimenti negativi; come ad esempio Campanellino che, per gelosia nei confronti di Peter, provocherà la morte di un personaggio e fuggirà per non essere punita dagli abitanti dell’isola che reclamano il suo sangue.
Anche lo stesso Peter Pan riporterà a Londra un bambino ormai diventato un peso per la comunità dell’isola per poi abbandonarlo di fronte ad un orfanotrofio e, successivamente, mentirà agli abitanti dell’isola raccontando di avergli trovato una famiglia amorevole con cui vivere.
La parte grafica del volume è realizzata in maniera splendida e sempre moderna, considerando che l’opera risale al 1990.
I disegni di Loisel, si sposano benissimo con questo tipo di storia, riescono ad essere rassicuranti, ma al tempo stesso ad infondere nel lettore un leggero senso di malessere, dando l’impressione che possa sempre capitare qualcosa di brutto ai protagonisti.
Altro elemento fondamentale del volume sono i colori.
Nelle parti del racconto ambientate a Londra, i colori sono sempre scuri, freddi, tonalità che amplificano il senso di pericolo e di malvagità.
Al contrario, nei capitoli del racconto che si svolgono sull’isola, i colori sono caldi, tropicali, e rendono l’ambiente molto meno minaccioso, anche se nella realtà non lo è affatto.
Dal punto di vista editoriale il lavoro delle edizioni BD, si caratterizza per una realizzazione estremamente curata, che unita con un’ottima carta, che riesce a valorizzare i colori, rende il volume davvero prezioso.
La copertina semi rigida impreziosisce il libro, e considerando la sua mole, riesce a renderlo prestigioso senza appesantirlo troppo; mantenendo anche il prezzo contenuto.
In chiusura, un volume prestigioso che rilegge in maniera originale la favola di Peter Pan.
Una lettura consigliata, ma non per i più giovani, per loro la versione Disney è ancora la più adatta.
Peter Pan di Loisel, edizioni DB, 336 pag., cartonato, euro 25,00
di Ruffino Renato Umberto




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