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Cassano e Ronaldinho: arrivi e partenze rossonere

By   /   26 dicembre 2010  /   Commenti disabilitati

Le strategie di mercato di una società sono un’indice fondamentale per valutare l’autorevolezza di un allenatore. Quest’estate la lista di Benitez rimase lettera morta, un elenco di “vorrei, ma non posso”. Allegri invece, in pochi mesi di Milan, ha convinto i vertici rossoneri a puntellare la rosa a sua disposizione con alcuni ma necessari interventi. Merito di una classifica che sorride, di un entusiasmo ritrovato, di una compattezza testimoniata anche dal primato solitario. E se il sacrificato risponde al nome di Ronaldinho, notoriamente adorato dal presidente Berlusconi, significa che il tecnico livornese ha davvero il Milan in pugno. Troppo discontinuo il brasiliano per entrare nel meccanismo di Allegri fatto anche di corsa e gioco senza palla. Qualità che Dinho ha lasciato nell’assolata Catalogna qualche anno fa.

Ufficialmente la finestra di mercato non è ancora aperta, ma in via Turati hanno deciso di rifarsi l’abito, quello buono, per le serate di gala. Per un Ronaldinho che parte c’è un Cassano che arriva. Tatticamente Fantantonio prenderà l’eredità del Gaucho: seconda punta del 4-3-2-1 rossonero, alternativa di lusso a Pato, quando sarà abile e arruolabile, e Robinho. Non potrà giocare in Europa, ma sarà l’arma in più nell’assalto al tricolore. L’ex blucerchiato ha già sottoscritto l’accordo che fino al 2014 lo legherà ai rossoneri, rinunciando anche a una parte di stipendio per compensare la quota che verrà versata al Real Madrid.

Per Ronaldinho invece mancano ancora le firme, ma se i rumors provenienti dal Brasile sono attendibili, l’avventura in rossonero dell’ex Barcellona è destinata a terminare. Il presidente del Gremio ha fatto sapere che con il calciatore l’accordo sarebbe ormai raggiunto. Manca solo un dettaglio: l’ok del Milan. I rossoneri vorrebbero cederlo negli Stati Uniti, nella speranza di monetizzare e non dover magari versare una buonuscita al calciatore. Dinho invece sembra ormai convinto a tornare in patria. L’unica certezza è il fallimento del tentativo di recuperare un grandissimo del calcio. Se si esclude la parentesi Leonardo, l’unico a puntare decisamente su Dinho, né con Ancelotti, né con Allegri il brasiliano ha potuto scendere in campo con regolarità. Due indizi che fanno una prova.

di Luca Paradiso

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