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Adios Benitez

By   /   23 dicembre 2010  /   Commenti disabilitati

Mancava solo l’ufficialità, un dettaglio che nella giornata di oggi è arrivato. Benitez non è più l’allenatore dell’Inter. Società e tecnico si sono divisi, mettendo fine a un contratto che sarebbe scaduto il 30 giugno 2012. E’ durata solo 6 mesi l’avventura dello spagnolo sullo scranno milanese. Da quel 10 giugno, data in cui Moratti scelse l’erede di Mourinho, sono successe tante cose, tante vicende non ancora chiare. Sicuramente la vicenda non si è chiusa oggi con la firma su un assegno di 3 milioni di euro, buonuscita necessaria che l’Inter ha dovuto versare per sbarazzarsi del tecnico ex Liverpool. Dichiarazioni e interviste successive dovranno far luce su alcuni punti di un’amore mai realmente sbocciato.

Dopo il trionfo di Madrid Moratti scelse Benitez anche per la scarsità di alternative. Capello, l’obbiettivo principale dei nerazzurri, viveva ancora la sua luna di miele con la FA e non si rese disponibile a gettare tutto all’aria, nell’imminenza di un mondiale da giocare. Mister Rafa era l’unico tecnico di spessore internazionale libero sul mercato. Moratti non se la sentì di puntare su un giovane e puntò sullo spagnolo.

Come in ogni matrimonio, anche in questo caso, la luna di miele regalò solo momenti positivi. Non mancarono gli elogi per il gioco della nuova Inter, diverso, a detta degli osservatori, rispetto all’era mourinhana. La chiusura del mercato estivo e il mancato arrivo di quei giocatori richiesti dal nuovo allenatore fecero nascere i primi malumori. La società aveva sposato la politica del risparmio, il tecnico avrebbe voluto almeno tre acquisti di spessore. I continui infortuni, le sconfitte, il derby giocato e perso senza nerbo da una squadra solitamente capace di vincere le partite grazie alla determinazione agonistica fecero nascere i primi dubbi alla dirigenza. Benitez è stata davvero la scelta giusta? L’esigenza di portare a casa il Mondiale per club consigliò di tirare avanti, evitando colpi di mano e cambi tecnici.

Infine il fatto. Pochi minuti dopo che capitan Zanetti aveva alzato quel trofeo atteso per 45 anni, Benitez, in mondovisione, dettava un vero ultimatum al suo presidente. “O mi compra quattro giocatori, oppure parli con il mio agente”. L’Inter ha scelto. Ha convocato l’avvocato spagnolo Quilon. Fine della storia. Due trofei, un distacco pesante in campionato, un rapporto mai nato con i senatori dello spogliatoio, un serie infinita di infortuni, un’ottavo di Champions conquistato. È questa l’eredità che Benitez lascia alla Beneamata. Magari tornerà presto in pista. A Liverpool lo vedono come erede di Hodgson. Sarebbe un ritorno a casa.

di Luca Paradiso

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