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Sakineh è stata liberata

By   /   9 dicembre 2010  /   11 Comments

Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna condannata alla lapidazione per adulterio, suo figlio Sajjad Qaderzadeh e l’avvocato Javid Hutan Kian sono stati liberati nella giornata di ieri, a dare la notizia sono varie fonti del Comitato Internazionale contro la lapidazione. Nei prossimi giorni verrà dato l’annuncio ufficiale della loro liberazione.

Un riepilogo positivo per la donna iraniana rinchiusa dal 2006 nel braccio della morte della prigione di Tabriz, nella zona nord-occidentale dell’Iran. Era stata condannata nel maggio 2006 per aver avuto una “relazione illecita” con due uomini ed è stata sottoposta a 99 frustate, successivamente è stata condannata a morte per “adulterio durante il matrimonio” e per complicità nell’omicidio del marito. Nel 2007 una corte d’appello iraniana aveva commutato la pena all’impiccagione per complicità nell’omicidio del marito in dieci anni di reclusione, confermando invece la lapidazione per adulterio. Lo scorso 11 ottobre, anche il figlio di Ashtiani era stato arrestato dalla polizia iraniana insieme all’avvocato di sua madre e a due giornalisti tedeschi che volevano intervistalo.

Da quel momento il mondo intero si è mobilitato per liberazione della donna, attraverso campagne, manifestazioni e forti pressioni nei confronti del governo di Ahmadinejad. Addirittura alcuni paesi, tra cui Stati Uniti e Brasile, avevano offerto asilo alla donna per tentare di salvarle la vita, offerta respinta  però dall’Iran, secondo cui gli altri Paesi “non hanno gli elementi per giudicare la vicenda”.

Mina Ahadi, presidente del Comitato internazionale contro la lapidazione, ha  infatti spiegato all’AdnKronos che “la liberazione è anzitutto il frutto delle pressioni internazionali su Teheran e della campagna mediatica a favore di Sakineh”.

Alla notizia della liberazione anche il ministro degli Esteri Franco Frattini ha commentato positivamente: “E’ una bella giornata per i diritti umani. L’Iran ha mostrato quel gesto di comprensione e clemenza che auspicavamo e lo ha fatto nell’esercizio delle proprie prerogative di Stato sovrano“.

La donna e il figlio si trovano ora nella loro casa a Trabiz. L’incubo può dirsi finalmente concluso per Sakineh ma non per tante altre donne che sono in pericolo di vita. In Iran infatti molte sono le donne che vengono condannate ma non solo: la sorte degli attivisti per i diritti umani e giornalisti  che sono ancora imprigionati senza giusta motivazione è in bilico. A peggiorare le cose sono le continue violenze e condizioni in cui si trovano ogni giorno a vivere.

Di Elisa Cassinelli

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  • Elisa Cassinelli

    Alla luce delle mie ricerche e conoscenze dirette purtroppo non mi risulta quello che invece ha detto lei. Purtroppo perchè vorrei tanto sbagliarmi su alcuni punti e invece non è così. Grazie a lei per il confronto, io sono sempre disponibile a confrontarmi con chi la pensa diversamente. Buon lavoro anche a lei.

    Elisa

  • nemo.profeta

    Carissima Elisa,
    quello che ha asserito nell’ultima Sua replica (alla luce delle mie ricerche in merito) non mi risulta, nè mi quadra.
    Comunque non insisto, quello che avevo da dire l’ho già detto, è stato un piacevole scambio di opinioni
    La ringrazio per la gentile ospitalità, augurandole un buon lavoro.
    Franco

  • Elisa Cassinelli

    Che l’Iran non abbia strumentalizzato il caso Sakineh non è assolutamente vero. Ne è la prova il fatto che la donna è stata fatta uscire dalla prigione e portata nella sua cosa per fare un’intervista con la Press Tv, canale propagandistico. Quindi.. Una cosa del genere non credo sia concepile e questo vuol dire strumentalizzare.
    La questione giornalisti e attivisti: io conosco personalmente persone che hanno rischiato la prigione o sono dovuti scappare per aver semplicemente fatto opposizione al regime o per essere giornalisti. Stessa cosa per attivisti. Ma è una cosa più che risaputa: la libertà di informazione non esiste li, come tante altre libertà. Questo posso dirlo perchè ho conosciuto chi ha vissuto queste cose. Questo non accade solo in Iran, ma il fatto che accada anche in altri paesi non cancella di certo quanto sopra detto.
    Per quanto riguarda la questione nucleare.. Io mi chiedo, ma chi ci dice che quello che afferma Ahmadinejad sia vero? il punto è quello. Lui può dire quello che vuole ma poi contano i fatti. Ahmadinejad su questo è furbo: sanzioni o non sanzioni a lui non importa, vuole fare quello che conviene più a lui, come tutti del resto!
    La realtà iraniana è molto difficile e non è quella ce molto spesso si racconta in Tv o nei giornali. Cultura, politica, sistema, istituzioni, fondamenti completamente diversi dall’Occidente. E’ li il fulcro di ogni malinteso. L’Iran ha bisogno di riconquistare la libertà perchè nonostante la rivoluzione del 1979, nonostante le proteste che OGNI giorni si svolgono a Teheran, ovunque, nonstante il sacrificio di chi è morto per la propria libertà e del polopo iraniano, ancora oggi ci troviamo di fronte ad una sistematica violazione dei diritti umani.

  • nemo profeta

    Un paio di piccole piccole precisazioni.

    “…che l’Iran sia ritenuto inaffidabile sotto certi punti di vista. Lo ha dimostrato più volte soprattutto nella questione nucleare, ma anche per quanto riguarda Sakineh lo sta ampiamente dimostrando. Questa ‘farsa’ che ha messo in piedi lo conferma. Che poi la questione di Sakineh sia strumentalizzata è vero, e non solo dall’Iran ma anche dal mondo intero e su questo non c’è dubbio…”

    a) Non sono d’accordo, per la questione nucleare l’Iran è sempre stato coerente: ha da sempre affermato che tale risorsa gli serve esclusivamente per scopi energetici e terapeutici (vedi le migliaia di casi di patologie oncologiche in attesa di cure decisive). Per quanto riguarda il fantomatico uso bellico l’Iran ha sempre detto che, per motivi etico-religiosi, non gli interessa ed è contrario a questo uso. Prova ne è
    che è stato il primo firmatario del patto per la non proliferazione delle armi nucleari;

    b) Sul caso Sakineh l’Iran non ha mai strumentalizzato il caso, a differenza dei suoi detrattori con lo sciacallaggio mediatico, ed ha sempre mantenuto il massimo riserbo. La “farsa” non l’ha messa in piedi il Governo ma i mass-media: una ricostruzione dell’uxoricidio per scopi processuali è stata registrata (con un certo cinismo – la stessa cosa che capita da noi con i vari casi degli omicidi insoluti o in via di risoluzione) da un’emittente televisiva che ha pagato fior di dollari per i diritti acquisiti;

    “…Per la questione comitati e agenzie stampe, beh il problema è che l’informazione corretta è un punto cruciale. Molte volte le agenzie di stampa non danno notizie corrette come il comitato in questo caso. Ma penso che questo derivi anche dal fatto che dietro ci siano tanti ‘altarini’ che bisognerebbe scoprire senza parlare del fatto che dal punto di vista dell’informazione l’Iran non è un paese libero visto che sono ancora detenuti attivisti e giornalisti…”

    c) d’accordissimo per la prima parte;
    d) decisamente non precisa la considerazione sull’informazione: gli “attivisti” (dell’opposizione?) che sono rimasti in galera sono personaggi poco chiari e legati a filo doppio con il movimento dei “Mujahidin del Popolo”, gruppo terroristico finanziato dalla CIA e dal Mossad.
    Per quanto riguarda i giornalisti: una parte sono collusi col sopraddetto movimento, ed un paio sono giornalisti stranieri entrati senza credenziali e senza regolare permesso per “intervistare” il figlio di Sakineh ed il “suo avvocato”, quest’ultimo illustre sconosciuto nelle aule dei tribunali iraniani e membro dei “Mujahidin del Popolo”.
    Se giudichiamo uno Stato per la libertà di informazione, allora documentiamoci sui giornalisti, scrittori, editori e storici che a MIGLIAIA sono stati reclusi o processati in Europa, per reati di opinione o d’espressione. Ed il conto non torna, a favore
    dell’Iran.

    “…Purtroppo la questione è più difficile di quanto si possa pensare. Molte variabili entrano in gioco e riuscire a ricostruire l’intero quadro a volte non è possibile…”

    e) d’accordissimo, visto il modo poco chiaro con cui viene descritto l’Iran.

    Ringrazio per la cortese attenzione, e saluto cordialmente.

  • Elisa Cassinelli

    Io penso, e questo è il mio parere strettamente personale, che l’Iran sia ritenuto inaffidabile sotto certi punti di vista. Lo ha dimostrato più volte soprattutto nella questione nucleare, ma anche per quanto riguarda Sakineh lo sta ampiamente dimostrando. Questa ‘farsa’ che ha messo in piedi lo conferma. Che poi la questione di Sakineh sia strumentalizzata è vero, e non solo dall’Iran ma anche dal mondo intero e su questo non c’è dubbio. Per la questione comitati e agenzie stampe, beh il problema è che l’informazione corretta è un punto cruciale. Molte volte le agenzie di stampa non danno notizie corrette come il comitato in questo caso. Ma penso che questo derivi anche dal fatto che dietro ci siano tanti ‘altarini’ che bisognerebbe scoprire senza parlare del fatto che dal punto di vista dell’informazione l’Iran non è un paese libero visto che sono ancora detenuti attivisti e giornalisti.
    Purtroppo la questione è più difficile di quanto si possa pensare. Molte variabili entrano in gioco e riuscire a ricostruire l’intero quadro a volte non è possibile.

    Saluti

    Elisa Cassinelli

  • nemo.profeta

    Grazie per la correttezza, Elisa, a buon rendere!

    In effetti i famosi “comitati” (che stanno in Europa) sino ad oggi non ne hanno azzeccata una, come mai?
    E, soprattutto, per quale motivo la “stampa ufficiale” (vedi Agenzia ANSA) continua da parecchi mesi a riportare come vere, sino alla smentita, le loro “denuncie”?
    Il bello è che poi se ne escono dicendo “che il governo Iraniano è inaffidabile e continua a prendere in giro l’Occidente”!
    Ma se non ha mai diramato notizie ufficiali in merito, se non per smentire le leggende metropolitane, allora chi è che gioca con la vita di Sakineh? E per quale recondito motivo?
    Buon lavoro e cordialità.

  • Elisa Cassinelli

    Inanzittutto mi scuso se il commento non è stato subito pubblicato ma ci sono stati dei problemi. Per quanto riguarda la notizia che ho riportato purtroppo si è rivelata falsa e appena mi sono accorta di ciò ho smentito pubblicando un ulteriore articolo che può leggere. Sono assolutamente a conoscenza del fatto che un condannato a morte in Iran venga rilasciato su perdono dei familiari delle vittime ma occore secondo me tenere conto del fatto che le cose sono imprevedibili come lo stesso regime iraniano ha dimostrato più volte. Mina Ahadi fa parte del comitato contro la lapidazione, io ho semplicemente riportato una sua affermazione, stessa cosa per Frattini. Semplici frasi che io riporto, sta poi al lettore farsi una propria idea. Il mio lavoro non è giudicare ma riportare notizie. A volte purtroppo accade che queste siano false e l’unica cosa che posso fare è smentire e riportare la notizia vera. La verità però è difficile da ricercare per questo è possibile sbagliare.
    Bisogna sempre rimanere nel dubbio e mi fa piacere che i lettori abbiano conservato un occhio critico. Vorrei che questo fosse uno spazio dove confrontarci. Spero di aver chiarito i suoi punti interrogativi.

    Saluti

    Elisa Cassinelli

  • nemo profeta

    Elisa,
    mi rammarico per non aver visto pubblicato il mio precedente commento.
    Una occasione perduta, per fare chiarezza.
    Cordialità

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  • nemo profeta

    Se fossi per Elisa Cassinelli ci andrei cauto con le “notizie” riguardanti Sakineh.
    Perchè due sono le ipotesi:
    1) La notizia è falsa (come lo erano d’altronde tutte le precedenti strombazzate sulla presunta “lapidazione”), ed allora nulla di nuovo sotto il sole della cosiddetta “informazione”;
    2) la notizia è vera (ed in questo caso ne approfitterei per informarmi seriamente sul sistema giudiziario Iraniano, che prevede la scarcerazione del condannato a morte qualora sopravvenga il perdono dei parenti della vittima).
    In ogni caso scarterei (non prendendole per veritiere) le farneticazioni deliranti di Mina Ahadi, che ha tutto l’interesse per parlar male dell’Iran – visti i suoi stretti legami col sionismo israeliano. Ed infine, non prenderei sul serio le scempiagini di Frattini-uncolpoalcerchioedunoallabotte, dette solo per farsi bello (ma tutti sanno che in tema di diplomazia internazionale egli è una nullità conclamata).

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