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Premio Pegaso Sport 2011

By   /   9 Dicembre 2010  /   Commenti disabilitati su Premio Pegaso Sport 2011

Come ogni anno la Regione Toscana ha reso noti i nomi degli atleti selezionati per il Premio Pegaso Sport  2011. Il riconoscimento giunto alla sua 13^ Edizione verrà assegnato da una giuria selezionatissima di giornalisti sportivi nominata dall’Ussi Toscana e premierà il campione toscano dell’anno.

Sono dodici i nomi attualmente prescelti, che all’inizio del prossimo anno si ridurranno a cinque. Il vincitore sarà reso noto il prossimo 14 febbraio. Il Premio, una statuetta dorata raffigurante il Pegaso, sarà consegnato dal presidente della Regione Enrico Rossi. Nel corso della serata di premiazione  verranno consegnati anche alcuni premi speciali per atleti e società che si sono messi in evidenza per meriti particolari. La caratteristica del Premio Pegaso Sport è quella che gli atleti selezionati appartengono tutti a  discipline sportive cosidette minori, “che di minore non hanno niente“.

Come testata giornalistica, nel settore sportivo, ci siamo dati come priorità quella di portare a conoscenza gli sport considerati di secondo livello. Nella nostra Nazione, purtroppo, l’attenzione è dedicata quasi interamente al calcio, che spesso non è di buon esempio, visto le violenze cui siamo costretti assistere, mentre a nostro parere ogni sport merita spazio e rispetto. Quello che ci auguriamo è che la crescita culturale oltre che sportiva di un paese passi anche attraverso la promozione dello sport di base, che sta portando risultati di grande rispetto.

A seguire i nominativi dei dodici candidati al Pegaso per lo Sport 2011.

Andrea Baldini (scherma)
campione europeo individuale e a squadre e vicecampione mondiale a squadre di fioretto.
Niccolò Campriani (tiro a segno)
campione mondiale assoluto 2010 nella carabina 10 metri e numero uno del ranking mondiale.
Maurizio Checcucci (atletica)
vicecampione d’Europa nella staffetta 4×100 col nuovo record italiano che migliora il precedente del 1983.
Simone Faggioli (automobilismo)
campione italiano ed europeo assoluto nella specialità Velocità della montagna.
Luca Ferretti (nuoto)
campione europeo nella gara dei 5 chilometri individuale in acque libere.
Giulia Fornai (pattinaggio)
campionessa europea juniores di pattinaggio artistico nella specialità degli obbligatori.
Luca Germano (nuoto)
vincitore di sei medaglie d’oro e una d’argento ai campionati europei riservati a persone sorde.
Edoardo Gori (rugby)
mediano di mischia, capitano della squadra azzurra under 20. Ha esordito da titolare nella Nazionale maggiore nel test match fra Italia e Australia ed è stato confermato nella successiva partita contro le Isole Fiji.
Edoardo Luperi (scherma)
vincitore di due medaglie d’oro nel fioretto ai Giochi olimpici giovanili di Singapore.
Vincenzo Nibali (ciclismo)

vincitore della Vuelta di Spagna 2010: trofeo riportato in Italia dopo 20 anni.
Claudio Stecchi (atletica)
vicecampione mondiale juniores di salto con l’asta e nuovo primatista italiano indoor.
Fabio Turchi (pugilato)
medaglia d’argento nella finale dei pesi massimi di pugilato ai Giochi olimpici giovanili di Singapore, e di bronzo ai Mondiali giovanili di Baku.

Volendo approfondire il valore e il significato del Premio Pegaso abbiamo deciso di fare un salto nel passato. Il Premio prende il nome da una figura della mitologia greca. Pegaso infatti è il più famoso dei cavalli alati. Secondo il mito nacque dal terreno bagnato dal sangue versato quando Perseo tagliò il collo della Medusa. Secondo un’altra versione Pegaso sarebbe balzato direttamente fuori dal collo tagliato della Medusa, insieme a Crisaore.

Animale selvaggio e libero Pegaso venne inizialmente utilizzato da Zeus per trasportare le folgori fino all’Olimpo. Grazie alle briglie avute in dono da Atena, fu successivamente addomesticato da Bellerofonte, che se ne servì come cavalcatura per uccidere la Chimera. Dopo la morte dell’eroe, avvenuta per essere caduto da Pegaso, il cavallo alato ritornò tra gli dei. Terminate le sue imprese Pegaso prese il volo verso la parte più alta del cielo e si trasformò in una nube di stelle scintillanti che, secondo la leggenda, formano la costellazione che ne porta il nome.

di Armida Tondo

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