Secondo i risultati della ricerca condotta delle Università di Oxford, Edinburgo, Dundee, Londra e Giappone, una piccola dose di aspirina al giorno, pari a 75 mg., riduce di 1/5 il tasso di mortalità per tumore.
Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica “Lancet”, è stato condotto sin dagli anni ’70 su un campione di 25.000 pazienti, molti dei quali della Gran Bretagna. I risultati ottenuti hanno mostrato che i benefici dell’aspirina superano abbondantemente i rischi associati alle emorragie.
Gli effetti benefici dell’aspirina sui pazienti soggetti ad attacchi di cuore e infarti erano già noti, mentre si ritiene che siano minimi sulle malattie cardiovascolari, specialmente per adulti in buona salute per i quali l’aspirina potrebbe aumentare il rischio di emorragie allo stomaco e all’intestino.
Comunque, l’ultima ricerca mostra che nel considerare i rischi e i benefici del prendere un’aspirina, si dovrebbe tener conto degli effetti positivi che questa ha sul tumore. Infatti, durante il periodo di prova, il 25% dei pazienti cui è stata somministrata l’aspirina non hanno contratto il tumore e, inoltre, nel 10% dei casi si è avuta una riduzione di malattie da altre cause.
Il trattamento con l’aspirina è durato da 4 a 8 anni, ma per la metà dei pazienti, 12.500, il periodo è stato più lungo e i risultati hanno mostrato che gli effetti protettivi sono continuati per 20 anni, per entrambi i sessi, uomini e donne.
Il Professore Peter Rothwell, il capo dei ricercatori, ha dichiarato che il risultato potrebbe essere anche sottostimato e che un trattamento con l’aspirina per un periodo più lungo potrebbe ridurre ancora di più il numero dei morti per tumore.
Su un arco di tempo di 20 anni, i rischi di morte per tumore sono stati ridotti del 20%. Per le singole tipologie di tumore, le percentuali sono state le seguenti: circa il 40% per l’intestino, del 30% per i polmoni, del 10% per la prostata e del 60% per l’esofago.
I tumori al pancreas, allo stomaco e al cervello sono stati difficili da quantificare, a causa del ridotto numero dei casi di decesso, così come i dati sul tumore al seno e alle ovaie, visto il limitato numero di donne sottoposte al test. Per questi tipi di tumore, sono attualmente in corso ulteriori indagini su un maggior numero di pazienti.
Il Professore Rothwell ha dichiarato che, specialmente per le persone di mezza età, non è obbligatorio iniziare a prendere l’aspirina, ma i risultati suggeriscono che ”vale la pena provare”.
Il rischio, su base annua, di emorragie è stato di circa 1 su 1.000 casi e in queste circostanze l’aspirina ne ha quasi raddoppiato l’effetto. L’aumento di emorragie è stato “molto basso” nelle persone di mezza età, mentre incrementa seriamente dopo i 75 anni. L’età consigliata per cominciare a prendere giornalmente l’aspirina è tra i 45 e i 50 anni, e per circa 25 anni.
Il “Cancer Research” Britannico ha descritto i risultati come “promettenti”, ma Ed Young, il capo della informazione sanitaria, ha tenuto a precisare che “Esortiamo chiunque sia interessato a prendere l’aspirina con regolarità di parlare prima con il proprio medico di base”.
Secondo il Professore Peter Elwood, un epidemiologo dell’università di Cardiff, che da anni sta effettuando studi sugli effetti dell’aspirina, la decisione è individuale e, inoltre, “l’aspirina deve essere considerata nello stesso contesto dei cambiamenti dello stile di vita, come la dieta e gli esercizi fisici, che possono aiutare a mantenerci in buona salute. Gli effetti migliori si ottengono prendendo l’aspirina la sera insieme al calcio, magari con un bicchiere di latte, per ridurre gli effetti infiammatori dello stomaco”.
Questo studio mi rasserena e conferma il suggerimento che mi è stato dato qualche anno fa da mio genero Robert, anche lui noto ricercatore medico, di prendere un’aspirina a settimana. Non si parlava in termini di tumore, ma di prevenzione per qualsiasi genere di malattia, compreso il semplice raffreddore.
In sintesi, quindi, se una mela al giorno leva il medico di torno, un’aspirina a giorno leva il tumore di torno, ma attenzione…consultate il vostro medico di famiglia!
di Vito Di Ventura




