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WikiLeaks: La Russia “Stato di Mafia”

By   /   2 Dicembre 2010  /   Commenti disabilitati su WikiLeaks: La Russia “Stato di Mafia”

WikiLeaks oggi apre i suoi rubinetti sulla Russia. In un nota diplomatica inviata dall’Ambasciata Americana a Madrid nel febbraio del 2010 e pubblicata dal “The Guardian”, la Russia viene descritta come uno Stato corrotto, incentrato sulla leadership di Putin e su un sistema politico il cui giro d’affari frutta ogni anno circa 300 miliardi di dollari.

La nota cita il procuratore Spagnolo, Jose “Pepe” Grinda Gonzales, che da una decina di anni sta indagando sul crimine organizzato russo in Spagna e che ha portato a circa 60 arresti, il quale afferma che in Russia, Bielorussia e Cecenianon è possibile distinguere tra le attività di governo e quelle dei gruppi criminali”. Inoltre, la Russia è virtualmente uno “Stato mafioso” con una corruzione molto diffusa, che va dalla protezione del racket alla fornitura di armi ai guerriglieri curdi, con lo scopo di destabilizzare la Turchia.

Nel documento si parla di “questioni irrisolte”, riferendosi a “quanto” Putin possa essere coinvolto con la mafia e “se” ne controlli le azioni. Inoltre, secondo Washington, Putin non poteva non sapere” dell’operazione per eliminare l’agente segreto Alexander Litvinenko, avvenuta a Londra nel 2006 con una tazza di te al polonio radioattivo, anche se il Kremlino ha sempre negato ogni coinvolgimento.

L’Ambasciatore degli Stati Uniti a Mosca, John Beyrle, ha anche inviato un duro rapporto sulla corruzione a Mosca: “il racket gode della protezione (krysha) di elementi criminali che operano nella polizia, nel servizio di sicurezza federale, nel ministero degli Interni e negli uffici del procuratore, così come in tutti gli uffici burocratici della città”.

In alti documenti si legge che il Ministero della Difesa Russo dalla fine della Guerra Fredda non ha cambiato il suo modo di operare; che Viktor Bout, sospettato di essere un trafficante di armi, ha cercato di evitare l’estradizione negli Stati Uniti  dalla Tailandia usando “soldi e influenze”; che il Direttore del Ministero degli Esteri Britannico per i rapporti con la Russia, Michael Davenport, ha detto che la “Russia ha una  autocrazia corrotta”; che l’uomo d’affari Ucraino legato all’industrie di stato “Gazprom” ha riferito all’Ambasciatore degli Stati Uniti che aveva legami con il crimine organizzato russo e che per mandare avanti il suo business aveva bisogno dell’approvazione del criminale Semyon Mogilevich. E infine, in un altro documento, datato lo scorso febbraio, il Segretario alla Difesa, Robert Gates, si è espresso dicendo che “la democrazia in Russia è scomparsa”.

Vladimir Putin, rispondendo a quest’ultima affermazione in un intervista al “Larry King Live” della CNN, ieri ha detto che Gates è stato “profondamente fuorviato” e, parlando in generale sull’affare WikiLeaks, si è detto convinto che “dietro tutto questo ci potrebbe essere una manovra politica, anche se le notizie diffuse da WikiLeaks non sono poi così catastrofiche”.

Putin non è apparso contrariato dal fatto che i dispacci di ambasciata si riferivano a lui come “Batman” e al Presidente Dmitry Medvedev come “Robin”, ha solo commentato dicendo: “per essere onesto, non credevo a tanta arroganza, a tanta cattiveria e immoralità”.

Nell’intervista, Putin ha anche ammonito gli Stati Uniti che la Russia svilupperà e schiererà nuove armi nucleari se non sarà accettata la proposta d’integrare lo scudo missilistico Europeo con quello Russo. Stesso commento che il Presidente Medvedev aveva fatto martedì scorso nel suo annuale messaggio alla nazione.

Intanto l’Interpol ha emesso un mandato di cattura internazionale per il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, accusato in Svezia di stupro; reato che Assange nega con forza. Il suo legale, Mark Stephens, ha, a sua volta, accusato le autorità Svedesi di “persecuzione” nei confronti del suo assistito ed ha aggiunto che “i servizi di sicurezza di molti Paesi sanno esattamente dove si trovi Assange. Scotland Yard e il procuratore Svedese sanno esattamente dove sia e come raggiungerlo, sin da quando è entrato in UK”.

Ieri Amazon, il più grande shopping on line Americano, ha bloccato WikiLeaks e per tutta la giornata l’accesso al sito è stato possibile solo a tratti. Finora sono stati rilasciati solo 505 dei 251.287 documenti in possesso di WikiLeaks.

di Vito Di Ventura

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