Loading...
You are here:  Home  >  Esteri  >  Current Article

Le rivelazioni di WikiLeaks

By   /   29 novembre 2010  /   1 Comment

Questa volte ce n’è per tutti! I rubinetti di WikiLeaks, il sito internet di Julian Assange, hanno cominciato a gocciolare, anzi si sono aperti, rivelando ieri una prima parte dei 251.287 sconcertanti documenti, che verranno pubblicati al completo nei prossimi giorni.

Si tratta di dispacci che le sedi diplomatiche Americane in 247 Paesi hanno inviato nel tempo al Dipartimento di Stato e che ora rischiano di provocare un terremoto politico e diplomatico, rivelando la condotta “dietro le quinte” mantenuta dai diplomatici di Washington che in pubblico mostravano invece sorrisi e strette di mano per le fotografie di rito.

Centinaia di migliaia di documenti segreti, riservati e non classificati che riportano commenti sui leader mondiali e valutazioni poco lusinghiere nei confronti degli alleati come Germania e Italia, e descrivono le pressioni esercitate dagli Stati Uniti nei confronti dell’Afghanistan, Iran e Corea del Nord. In particolare, emerge la paura degli USA, di Israele dell’Arabia Saudita per i crescenti programmi nucleari Iraniani, le preoccupazioni americane sugli arsenali atomici Pakistani e le discussioni sulla penisola coreana, prevedendo, nel lungo termine, l’aggressione alla Corea del Nord.

Ci sono anche note che chiedono ai diplomatici presso le Nazioni Unite di raccogliere informazioni dettagliate sul Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, sulla sua squadra e sui diplomatici stranieri; informazioni che vanno ben al di là di quello che è la normale raccolta di informazioni previste in ambienti diplomatici.

Nessuna delle rivelazioni è particolarmente esplosiva, ma la loro pubblicazione potrebbe risultare problematica e imbarazzante per i funzionari interessati. Il massiccio rilascio di materiale destinato a rimanere nascosto, sicuramente non farà piacere nelle capitali straniere, una certezza che ha spinto, nei giorni scorsi, i diplomatici degli Stati Uniti ad arrampicarsi sugli specchi pur di ribadire e sostenere i “buoni” rapporti con gli alleati chiave, prima che tali informazioni venissero divulgate.

La Casa Bianca ha immediatamente condannato la pubblicazione di questi documenti sostenendo che tali comunicazioni mettono a rischio i diplomatici, i professionisti dell’intelligence, i militari e il personale sparso in tutto il mondo. E per minimizzare ha affermato che “ per sua stessa natura, il campo di segnalazione a Washington è sincero e spesso contiene informazioni incomplete. Non è espressione di una politica, né influisce sulle decisioni”.

Il portavoce del Dipartimento di Stato, P.J. Crowley, ha minimizzato le accuse di spionaggio dicendo che “I nostri diplomatici sono solo dei diplomatici. Raccolgono informazioni che contribuiscono a formare le nostre scelte politiche e le nostre azioni. Questo è ciò che diplomatici, del nostro paese e di altri paesi, hanno fatto per centinaia di anni”.

In un comunicato pubblicato ieri, Julian Assange ha detto che “Le lettere diplomatiche mostrano che gli Stati Uniti spiano gli alleati e le Nazioni Unite, ma chiudono un occhio sulla corruzione e sulla violazione dei diritti umani negli “Stati clienti”, fanno accordi sottobanco con i Paesi apparentemente neutrali e lobbying per le loro aziende”. Inoltre, ha aggiunto che “i documenti rivelano le contraddizioni tra il pubblico e ciò che viene detto a porte chiuse”.

Imbarazzanti i profili dei vari leader mondiali: Vladimir Putin e’ un “’alpha dog”’, il maschio dominante; il presidente afghano Hamid Karzai è “ispirato dalla paranoia” e il fratellastro Ahmed Wali Karzai un “corrotto e trafficante di stupefacenti”. Il cancelliere tedesco Angela Merkel “evita i rischi ed è raramente creativa”, Nicolas Sarkozy è “un imperatore nudo”, Silvio Berlusconi viene definito “ il portavoce di Vladimir Putin in Europa”, mentre Muhammar Gheddafi “è il dittatore più longevo del mondo…un ipocondriaco che non gira mai senza la sua infermiera ucraina, “una voluttuosa bionda” con cui ha “una relazione”, che non disdegna il flamenco, ma anche un “politico abile” in grado di mantenere il potere per 40 anni”.

Tra le divulgazioni più problematiche ci sono quelle relative all’Iran. Il giornale inglese “The Guardian” ha riferito che alcuni documenti mostrano che il re Abdullah dell’Arabia Saudita ha ripetutamente sollecitato gli Stati Uniti ad attaccare l’Iran per distruggere il suo programma nucleare. Il giornale ha anche detto i funzionari di Giordania e Bahrein hanno apertamente chiesto di fermare con qualsiasi mezzo il programma nucleare dell’Iran e che i leader di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Egitto considerano l’Iran “come il male”, una “minaccia esistenziale” e un potere che “sta per portarci alla guerra”.

Anche se queste preoccupazioni degli Stati Arabi del Golfo sono note, i loro leader raramente hanno espresso tali valutazioni in pubblico e ora rischiano di minare alla base i rapporti non solo con gli Stati Uniti, ma soprattutto interni alla regione del Golfo, con conseguenze del tutto imprevedibili.

Le nuove rivelazioni di Wikileaks, che ieri è stato per gran parte del giorno inaccessibile, in realtà non fanno altro che dare sfogo al desiderio che in fondo regna in ognuno di noi e che spiega il grande successo dei cosiddetti “reality show”: origliare, spiare dal buco della serratura o da dietro le tende di casa per sentire e vedere quello che avviene al di là. Non credo che ci piacerebbe che qualcuno mettesse in piazza i nostri pensieri, quelli che vorremmo invece custodire gelosamente nel suo intimo.

Adesso abbiamo origliato e sentito i giudizi che nel mondo diplomatico circolano e meravigliarci è un modo per difenderci. Non sono certamente giustificabili, ma nemmeno esecrabili. Tuttavia, come ha detto il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, nel campo diplomatico provocheranno gli stessi effetti dell’11 settembre. Niente sarà più come prima, ma in realtà lo era già prima, lo sapevamo ma facevamo finta di niente.        

di Vito Di Ventura

    Print       Email
  • Luca

    Rivelazioni… mi sembra che si tratti soprattutto di discorsi da bar…
    Quello che mi lascia stupito è:
    nessuna informativa su Israele
    nessun cenno alla Cina
    Bin Laden? (forse è difficile parlare di una persona che non esiste)

You might also like...

John Kerry

Sempre più turbolenti i rapporti tra Stati Uniti e Israele

Read More →