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Terzo vertice Europa-Africa

By   /   28 Novembre 2010  /   Commenti disabilitati su Terzo vertice Europa-Africa

Da Lunedì prossimo, 29 – 30 novembre, si svolgerà a Tripoli, Libia, il Terzo Vertice Europa-Africa. Dopo il Cairo nel 2000 e Lisbona nel 2007, il meeting ha visto al lavoro un’ottantina tra Capi di Stato e di Governo europei ed africani sul tema “Investimenti, crescita economica e creazione di posti di lavoro”.

Lo scopo, quindi, è quello di avviare interessi comuni e favorire progetti di sviluppo sostenibile, per ridurre la dipendenza da sovvenzioni e aiuti, cercando di mettere in atto cooperazioni per lo sviluppo dell’Africa e agevolando le esportazioni dei paesi africani.

Sicuramente il Vertice ha già raggiunto almeno un obiettivo importante: quello di rafforzare le relazioni fra due parti del mondo che, nel loro insieme, racchiudono le sorti di circa 1,5 miliardi di individui in 80 Paesi.

Naturalmente, l’argomento di maggiore interesse sarà quello dei flussi migratori. Sul fronte dell’immigrazione, infatti, l’Africa chiede all’Europa di risolvere il problema andando alle sue radici attraverso il lancio di progetti di sviluppo in grado di fermare il flusso dei potenziali emigranti.

La responsabilità per il fenomeno migratorio deve essere “condivisa” da ambo le parti per ottenerne un beneficio e non un disagio. Si tratta di un primo passo “diplomatico” per tentare di conciliare gli interessi e le priorità dei Paesi di origine, di transito e di destinazione, con l’attenzione focalizzata a garantire il rispetto dei diritti umani agli immigrati.

Altre conferenze sul tema immigrazione erano state tenute in precedenza (ad esempio nel mese di luglio a Rabat), ma la conferenza di Tripoli, secondo il Commissario Louis Michelavrà un impatto e dei risultati più ampi, infatti, è sarà esteso il campo d’azione delle politiche migratorie e verrà stilata una dichiarazione congiunta Africa-UE che riguarderà l’intera gamma di questioni connesse alla migrazione, in particolare la migrazione legale, quella illegale, il rapporto tra migrazione e sviluppo, la protezione dei rifugiati, la pace, la sicurezza e i diritti umani”.

Connesso all’immigrazione c’è il problema della integrazione, sia in termini di adattamento da parte dei migranti e sia di ricezione da parte dei paesi ospiti con attività economiche, iniziative politiche e culturali. Il successo dell’integrazione, intesa quale passo successivo all’immigrazione, dipende dalla volontà e dall’impegno dei migranti nell’adattarsi al loro nuovo ambiente e dall’abilità delle comunità ospiti nell’accettare i nuovi arrivati e le loro famiglie.

Per combattere la migrazione irregolare e le correlate emergenze umanitarie e favorire processi integrativi si devono tenere in considerazione fattori come lo sviluppo socio-economico delle nazioni d’origine, il ruolo del crimine organizzato, la necessità di preparare vie per la migrazione legale e l’individuazione di serie politiche di accoglimento.

Accanto a questi provvedimenti sono necessarie campagne di comunicazione nei Paesi in via di sviluppo che sensibilizzino le persone ai rischi legati ai viaggi della speranza e sulle effettive possibilità di lavoro regolare nei diversi paesi dell’Unione.

Per l’Europa saranno presenti, tra l’altro, il Presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, il Presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Barroso, e il Commissario Europeo per lo Sviluppo, Andris Piebalgs.

di Abd El Megid Ahmed

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