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Il mio calcio… Pietro Nicolodi

By   /   27 novembre 2010  /   1 Comment

Possono essere diversi i modi di vedere ed interpretare il calcio. Chi preferisce esaltare la collettività del gioco, chi invece la stoccata del solista talentuoso. Chi ritiene Maradona il più grande di sempre e chi invece gli preferisce Pelè. Chi apprezza il tatticismo della serie A e chi invece l’intensità e il kick and rush della Premier League. Punti di vista, diversi ma assolutamente legittimi.

In questa rubrica cercheremo di capire come, addetti ai lavori e atleti, vedono e percepiscono lo sport più seguito in Europa. Senza disdegnare un breve excursus extracalcistico.

Il primo ospite di questa rubrica è Pietro Nicolodi: “die Stimme der Bundesliga”. Bolzanino di nascita commenta sulla televisione satellitare le partite del campionato tedesco. Un torneo che, data la sua origine, ha seguito fin da bambino.

Il campionato che preferisci?

Ovviamente la Bundesliga. E’ il primo campionato che ho cominciato a seguire fin da quando avevo 5 anni. Mio padre infatti mi faceva vedere la trasmissione “das aktuell Sportstudio” sul secondo canale della televisione tedesca, visibile in chiaro a Bolzano.

Lo stadio più bello e coinvolgente?

Il Westfalenstadion di Dortmund è un impianto fantastico. Quando entri e vedi la parete gialla formata dai tifosi del Borussia ti prende un colpo. Poi è lo stadio in cui ho visto una grande Italia-Germania del mondiale 2006.

La partita che non dimenticherei?

Italia-Brasile 3-2. In assoluto la partita più emozionante mai vista. Quel Brasile era mostruoso.

Il giocatore che ti ha regalato maggiori emozioni?

Diego Armando Maradona, semplicemente il più forte di tutti i tempi.

La squadra che ricordi con nostalgia?

Il Brasile del 1982. La squadra più bella mai vista giocare a calcio. Non ha vinto niente a causa nostra e questo me la rende ancora più simpatica.

Un episodio sportivo (non calcistico) che ricordi?

Tra i tantissimi scelgo la rimonta di Alberto Tomba nella seconda manche dello slalom speciale di Calgary 1988. All’arrivo di Woerndl ho tirato uno degli urli più forti della mia vita.

L’atleta di tutti i tempi?

Carl Lewis il figlio del vento. Nessuno al mondo avrà mai la sua grazia nel gesto atletico.

Il libro sportivo da leggere?

Black Jesus di Federico Buffa e L’importante è perdere di Nicola Roggero.

di Luca Paradiso

 

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