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Michele Petrucci parla del suo “Brigante Grossi”

By   /   20 novembre 2010  /   1 Comment

Dopo la recensione del volume  il brigrante Grossi e la sua miserevole banda, vi proponiamo una bella intervista con il suo autore, Michele Petrucci.  Come sei diventato autore di Fumetti? Ho iniziato alla fine degli anni ’90 con l’auto produzione. Assieme a fumettisti di Reggio Emilia e Milano fondammo un gruppo, un cosiddetto Comics Lab chiamato Innocent Victim. Esordii con un thriller dal titolo Keires”. Quali sono le tue principali fonti d’ispirazione? “Tutto è ispirazione. Quello che vedo, che leggo, i discorsi che ascolto. Poi ho bisogno di momenti di tranquillità totale affinché tutte queste cose riescano ad affiorare ad un livello più strutturato. In forma di storie, insomma”.

I tuoi ultimi lavori, Metauro ed Il brigante Grossi e la sua miserabile banda, sono caratterizzati da due elementi  chiave: le Marche e la storia. Per motivi diversi ho preferito raccontare due momenti importanti della storia della mia terra. Come amo spesso dire, noi siamo quello che eravamo, quindi mi piace riscoprire la storia anche per comprendere meglio il presente”. Infatti la tua regione di origine è il luogo dove hai ambientati i tuoi ultimi lavori. Metauro è ambientato lungo la valle del Metauro, nei luoghi dove ho vissuto e dove vivo tuttora. Il fiume e le sue sponde sassose, l’antica città di Fano, dove il fiume sfocia e i paesi lungo la via Flaminia. Il brigante Grossi spazia un poco di più, nei paesini dell’entroterra della provincia pesarese, soprattutto sui colli e nei boschi”.

Leggendo i tuoi ultimi lavori sembra proprio che tu sia un grande appassionato di Storia. Infatti se in Metauro si parlava di storia antica, nel Brigante Grossi si parla di storia contemporanea. Quindi ami spaziare in varie epoche storiche. “Metauro racconta una famosa battaglia tra i romani e i cartaginesi capeggiati dal fratello di Annibale, Asdrubale Barca nel 207 AC. Il brigante Grossi è ambientato in un’epoca più recente, 150 anni fa, al tempo dell’unità d’Italia. Soprattutto di Grossi ho amato la sua vicenda umana e come si è intrecciata con la grande storia. Quel cambiamento che ha travolto soprattutto gli ultimi come i casanolanti (i contadini più poveri, lavoratori in affitto). Grossi prima lottò assieme a Garibaldi, quando capì che niente sarebbe cambiato in meglio si diede alla macchia e formò una banda”.

Parlando del tuo ultimo lavoro, ho notato ed apprezzato il lavoro di documentazione storica che c’è dietro alla realizzazione grafica dei personaggi. “La documentazione è fondamentale. Sul fenomeno del brigantaggio meridionale c’è molto materiale, mentre sulla banda Grossi, essendo una piccola banda molto meno. Per la parte grafica mi sono rifatto all’iconografia classica del brigante e ad una serie di libri fotografici marchigiani di fine ottocento”.

Una caratteristica de il Brigante Grossi, è il passaggio al colore. Quali sono stati i motivi di questa svolta stilistica? “Il tema de Il brigante Grossi è il mutamento della Storia e la sterile contrapposizione della banda ad esso. L’ho sentito mio perché per me questo è stato un periodo di grandi cambiamenti e ho deciso che era il momento di provare a usare il colore. Un colore in qualche modo naif che, secondo me, ben si appresta a descrivere quel mondo”.

Il brigante Grossi si apre con un’immagine di insetti, e finisce con un’immagine simile, sempre con gli insetti. Puoi spiegare il motivo di queste immagini, apparentemente fuori dal contesto della storia? Nel fumetto la natura è maligna, sempre arida e dura. Non ci sono rappresentati animali a parte questi insetti, delle vespe che nei racconti processuali compaiono alla fine della storia. Mi è piaciuto usarli come espediente narrativo per introdurre e chiudere la vicenda”.

Cosa prevede il tuo futuro fumettistico Michele? E cosa si devono aspettare i tuoi lettori?Al momento sto lavorando su molte cose. Un nuovo romanzo a fumetti, due racconti a fumetti per due differenti antologie (una uscirà in edicola e una su iPad e iPhone) e un libro illustrato. Le storie spesso prendono una strada imprevedibile anche per i propri autori. Difficile dire cosa dovranno aspettarsi i lettori”.

Michele, saluta i nostri lettori di Italnews.

Un saluto a tutti i lettori e un consiglio non richiesto. Siate sempre curiosi.

 di Ruffino Renato Umberto

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