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Tutti a casa! Infuria la protesta del Cinema italiano

By   /   2 novembre 2010  /   Commenti disabilitati

dal Festival del Cinema di Roma. “Tutti a casa” il motto che è stato scelto, gridato, scritto dai manifestanti sulle migliaia di volantini fatti cadere giù nella cavea dell’Auditorium Parco della musica di Renzo Piano.

E’ una protesta al di sopra di ogni sospetto, che non ha nulla di pretestuoso se non che il mondo del cinema italiano è letteralmente alla fame.

Tolti i pochissimi baciati dalla “fortuna”,  attorno alla celluloide, così come alla televisione ed al teatro,  c’è un esercito di perdenti posto, giovani e meno giovani sfruttati e non pagati perché non c’è una lira.

Incredibile l’unione raggiunta per dar vita alla manifestazione. Doveva essere eclatante e ci si è riuscito. Un fiume in piena di operatori, registi, attori e  maestranze ha invaso il red carpet e si è riversato nella cavea dove poi tutti, guidati dalla voce di Andrea Purgatori -una delle anime del corteo in rappresentanza dei 100Autori-  si sono ordinatamente seduti in attesa del passaggio della giuria, bloccando però le passerelle della mondanità. Tra loro volti noti e meno noti, mentre la folla ondeggiante contro le transenne, strappava una foto o un autografo. Neri Marcorè, Wilma Labate, Andrea Barzini, Paolo Virzì con la moglie Micaela Ramazzotti, Francesco Rosi, Monica Guerritore e Valeria Solarino madrina del festival e molti altri .

Tante le testimonianze che si sono succedute al microfono volante, forse le più toccanti proprio quelle dei volti sconosciuti come il macchinista non proprio ragazzino che ha iniziato dicendo di non lavorare da diversi mesi o il tono accorato e preoccupato di un giovane che si accinge ora ad intraprendere questo mestiere dopo aver terminato gli studi come operatore

Applauditissimo l’intervento di Marco Bellocchio. Ecco poi giungere la giuria del Festival col suo Presidente, Sergio Castellitto che, interrotto più volte dagli applausi, presta la sua voce per leggere il comunicato dei protestanti contro l’annunciato mancato rinnovo del tax credit, del tax shelter e la richiesta invece affinché sia ripristinato il Fondo Unico dello Spettacolo, meglio noto come FUS.

L’atmosfera sembra poi stemperarsi, quando la giuria si congeda e guadagna l’ingresso della sala Santa Cecilia per la prima del film “Last night” ma fuori, sul red carpet, si alzano i fischi e gli improperi. Vengono lette le dichiarazioni del Ministro Bondi e di Gianni Letta prontamente fatte pervenire. Il primo, Bondi, definisce la protesta “del tutto ingiustificata. Letta invece sottolinea come questo atteggiamento sia controproducente e probabilmente sia stato causa del forfait di tanti investitori esteri che per questo hanno disertato la manifestazione.

Attacchi pretestuosi”commentano i manifestanti defluendo in modo ordinato dall’area ed in terra rimangono centinaia e centinaia di scritte a ricordare che la protesta non si ferma qui, anzi da qui parte e non finirà neppure con la chiusura di questa quinta edizione del Festival del Cinema di Roma, altrimenti… “Tutti a casa”!

di Donata Carelli

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