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Diego Armando Maradona: il mito compie 50 anni

By   /   28 Ottobre 2010  /   2 Comments

Il 30 ottobre 1960 a Lanus nasceva un ragazzino in grado di rivoluzionare il gioco del calcio: Diego Armando Maradona. Pochi come lui hanno lasciato un segno nello sport moderno. Amato fino alla follia dai suoi tifosi, osteggiato da quanti lo hanno identificato come il “cattivo”. Colpa di una vita sregolata e condotta sempre al limite. Una vita da Maradona, appunto.

Non vogliamo dire che ormai è giunto ai 50 anni il più grande calciatore di sempre. Cadremmo in una discussione sterile e necessariamente di parte. Maradona è stato sicuramente un dono della natura, l’incarnazione perfetta dell’artista pallonaro. Con quel sinistro fantastico in grado di combinare cose che gli altri neppure riuscivano a pensare.

Ha segnato, nella stessa gara, la rete più bella di sempre e la più ignobile. Quarti di finale di Mexico 1986: Maradona trascina l’Argentina in semifinale battendo due volte il portiere avversario Peter Shilton. La prima dopo un tocco di mano, la seconda dopo uno slalom tra avversari incapaci di fermarlo. Nacque allora la mano de dios, risposta divina, secondo Diego, all’aggressione operata dal governo inglese nei confronti delle isole Malvinas.

Maradona è leggenda, per gli argentini soprattutto. Nato da una famiglia umile, in un quartiere povero ha rappresentato il simbolo di un riscatto sociale realizzabile attraverso lo sport. La sua opposizione ai poteri forti (alla Fifa e alla federazione argentina su tutti, ma anche alle politiche americane portate avanti da Bush) lo ha reso un personaggio ancora più vicino al popolo. Un modo di essere totalmente contrapposto a quello del suo grande rivale: Pelè. Con Diego non esistono mezze misure: lo si ama o lo si odia.

Anche in Italia Maradona ha lasciato un segno evidente. Le sue stagioni con la maglia del Napoli, città perfetta per il suo carattere e il suo modo di vivere, hanno segnato un’epoca. Anni in cui la serie A era il torneo dei grandi calciatori, ammirata da tutta Europa e presa da modello. Ha permesso a una squadra del sud di tener testa ai club del nord, guadagnandosi il titolo di re di Napoli.

Il Maradona calcistico è stato immenso. Troppo superiore agli altri, in grado di vincere le partite da solo, come forse nessuno dopo di lui. La sua condotta fuori dal rettangolo verde non è stata sempre esemplare. Sarebbe ingiusto rimarcare proprio oggi tutte le “marachelle” che ha combinato in questi anni. Ha rischiato anche la vita, ma è stato capace di svoltare e ripartire. Come sapeva fare in campo, grazie alla compattezza e all’elasticità muscolare che la natura gli aveva donato. Saltare un avversario, resistere a una carica e ripartire, lasciandosi tutto alle spalle.

di Luca Paradiso

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2 Comments

  1. Luca Paradiso ha detto:

    certo… nell’articolo infatti si dice che il suo compleanno è il 30. per festeggiare i 50 anni di Maradona credo sia giusto preparare tutto qualche giorno prima

  2. Ciro ha detto:

    Ma oggi nn è 30 ottobre … è contraddittorio quest’articolo

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