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L’ultima sfida di Aldo Sassi: “Riccò è il Valentino Rossi del ciclismo”

By   /   23 Ottobre 2010  /   1 Comment

Prima solo un australiano che in bici ci sta tutto curvo, che sembra spingere anche con le orecchie, abituato com’è alla mountain bike, poi un italiano caduto in disgrazia a causa di un medico spagnolo e voglioso di cancellare una brutta reputazione. Pochi anni di collaborazione e questi due personaggi, al secolo Cadel Evans ed Ivan Basso, si sono ritrovati rispettivamente sul tetto del mondo ed in cima alle terribili salite italiane, campione del mondo, maglia rosa ma soprattutto campioni di pulizia, simboli di un ciclismo malato che sta cercando in tutti i modi di uscire dal tunnel senza fine del doping.

L’artefice delle loro vittorie è un certo Aldo Sassi, innamorato della bicicletta e direttore generale del Centro Mapei, la stessa Mapei che abbandonò il ciclismo quando dalle sostanze proibite non c’era via di fuga.

Prima solo un australiano che in bici ci sta tutto curvo, poi un italiano caduto in disgrazia e da quest’anno anche Damiano Cunego, Francesco Gavazzi, Danilo Hondo, Alessandro Petacchi, ecc ecc. Sembra la collezzione di figurine di un appassionato ma questi nomi Sassi li seguirà passo passo, effettuando su di loro esami di alto livello tecnico, come la determinazione della massa emoglobinica, ecocardiogramma, test ergometrico, test endurance, test massimale VO2 e visite d’idoneità. Tutto questo grazie alla nuova collaborazione Lampre-Farese e Centro Mapei. La speranza è che Damiano Cunego, uno che dichiara di essere “doping free”, possa finalmente raccogliere ciò che merita.

Aldo Sassi però non è uno che si tira indietro quando vede una sfida, pochi mesi fa dichiarò il desiderio di allenare Riccardo Riccò ed ora il sogno si è avverato. Riccò è un talento da non perdere e Aldo sa che il tempo non è più molto. “Ho un’aspettativa di vita che arriva a luglio. Sei la mia ultima scommessa”, così Sassi, malato di tumore al cervello da sei mesi, ha convinto l’atleta modenese, dichiarando anche che “Riccò in salita è il più forte di tutti..[…]..Ha le potenzialità per diventare un Valentino Rossi della bici”. Parole forti, pesanti, responsabilizzanti per un atleta che ha sbagliato, è stato tirato in mezzo da troppe parti, ed ora potrà infiammare nuovamente la corsa come solo un altro uomo riusciva a farlo, il suo nome era Marco Pantani e la sua figura è scolpita nella leggenda.

di Antonio Massariolo

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