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Afghanistan: Per il Gen. Petraeus “siamo alle fasi finali”

By   /   23 ottobre 2010  /   2 Comments

In una conferenza stampa tenuta a Kabul venerdì scorso, il Gen. David H. Petraeus, Comandante delle truppe Statunitensi e NATO in Afghanistan, ha detto che l’operazione per liberare dai Talebani la città di Kandahar è nelle sue fasi finali.

L’operazione “Dragon Strike”, iniziata circa un mese fa e che coinvolge migliaia di soldati americani, afghani e canadesi, per liberare i distretti di Panjwai e Zhari, ad ovest della città, procede più rapidamente del previsto. Vaste aree, prima nelle mani dei combattenti Talebani, ora sono sotto controllo delle truppe della coalizione, anche se rimangono alcune sacche di resistenza.

In altri termini, le truppe della coalizione sono riuscite a volgere a proprio favore gli eventi delle scorse settimane e a togliere l’iniziativa ai Talebani che negli ultimi mesi avevano guadagnato terreno e ripreso fiducia. Il riscontro di ciò lo si può trarre dal viaggio che il governatore della provincia di Kandahar, Tooryalai Wesa, ha effettuato per incontrarsi con circa 300 anziani dei villaggi intorno a Zhari e Panjwai; un viaggio che solo alcuni mesi fa sarebbe stato estremamente pericoloso, se non impossibile.

Il Gen. Petraeus e i suoi più stretti collaboratori sono stati finora molto cauti a diffondere la notizia, per non trovarsi in imbarazzo in caso gli insorti trovino un modo per riorganizzarsi e attaccare le forze della coalizione, come è stato nel caso dell’attacco alla città di Marjah e nella provincia dell’Helmand, dove si è cantata vittoria prima del tempo.

L’incremento delle Operazioni delle Forze Speciali,  secondo la strategia “uccidere e catturare” i ribelli, ha forse spinto alcuni capi Talebani a intavolare i colloqui con il governo Karzai, tesi a trovare una possibile via di soluzione ai nove anni di guerra.

L’uso dei drones, a dire il vero, ha inflitto moltissime perdite ai Talebani, anche se non poche sono state le critiche a causa sia del coinvolgimento della popolazione civile e sia, considerato che molti degli interventi sono stati e sono nell’aerea tribale del Waziristan, del peggioramento dei rapporti con il governo Pakistano.

Secondo il Gen. Petraeus, il nuovo programma per incrementare il livello di sicurezza dei villaggi, che lui chiama “vigilare la comunità con l’AK-47” (fucile d’assalto), sta dando i suoi frutti e guadagnando consensi tanto che il Ministro dell’Interno Afghano prevede di applicarlo a 68 distretti, ciascuno dei quali dovrebbe ricevere fondi ed equipaggiamenti dai militari americani per armare circa 300 ausiliari della polizia.

Il governo Afghano ha già incorporato circa 10.000 poliziotti nonostante le preoccupazioni che a lungo andare questa forza potrebbero tramutarsi in milizia, ma per il Ministro dell’Interno in questo momento fa premio la rapidità di espansione del programma ovvero prendere subito il controllo delle aree liberate in modo da essere pronti in caso di ritorno dei Talebani.

I progressi alla periferia di Kandahar saranno importanti per la prossima revisione della strategia da parte della Casa Bianca e, quindi, della missione in Afghanistan, ma peseranno anche nelle prossime elezioni americane di medio termine.

Il Gen. Petraeus non ha comunque affrontato la questione dei colloqui tra il governo Karzai e i Talebani né quella relativa alla disputa tra il governo e i diplomatici stranieri in merito all’uso dei poliziotti privati per garantire la sicurezza dei collaboratori.       

Quest’ultimo argomento riguarda il decreto emanato dal Presidente Hamid Karzai, che entrerà in vigore dal prossimo 17 dicembre, con il quale si proibisce l’uso di guardie private per proteggere i collaboratori che operano ai progetti delle organizzazioni internazionali. Una decisione che ha già portato alla chiusura di diverse società straniere e che si stima costerà circa 2,5 miliardi di dollari in progetti di assistenza, con la conseguente perdita di circa 40.000 posti di lavoro agli Afghani.

I programmi di sviluppo (costruzione di strade, scuole, ecc…) sono importanti proprio nella strategia di contro insurrezione attuata dai militari, un modo per guadagnarsi il sostegno della popolazione. Tra le maggiormente colpite da questo decreto sarà la Banca Afghana, la “World Bank’s Afghanistan Reconstruction Trust Fund”, che paga i salari a circa il 50% degli Afghani che lavorano in ministeri considerati non sicuri, perché la Banca non può erogare i soldi senza la sicurezza che oggi viene garantita dalle guardie private.

di Vito Di Ventura

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