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Donne in Rosa: sul Tevere per vincere il tumore al seno

By   /   20 Ottobre 2010  /   Commenti disabilitati su Donne in Rosa: sul Tevere per vincere il tumore al seno

Prima di presentare il Convegno e la manifestazione sportiva del Dragon Boat, vorrei parlare di queste donne. Donne che hanno trovato il coraggio di reaggire al male del secolo,  che hanno dovuto fare i conti con la diagnosi di tumore al seno. Le loro esperienze vogliono e devono essere un messaggio di speranza e fiducia nelle terapie per tutte le donne, ma soprattutto vogliono mettere l’accento sul fattore X che ognuna di noi ha e deve tirare fuori quando si trova a combattere con il cancro.

L’atteggiamento mentale è un efficace strumento nella lotta e il ritrovarsi in barca tutte insieme, sorridenti e anche affaticate, ma unite in un’unica pagaia le fa sentire tutta la forza di cui sono capaci e ne genera di nuova. Le squadre di donne in rosa del Dragon Boat incuriosiscono e le persone che assistono alle loro gare si avvicinano e domandano e restano colpite dal forte messaggio: “Il tumore al seno non ferma le nostre vite“.

Questo è il messaggio che deve aiutuare tutte le donne che vengono colpite dal tumore al seno, ma anche a tutti coloro che scoprono che il mostro è entrato nella loro vita, solo con la forza della voglia di vivere e delle persone vicine si può combattere e continuare a vivere una vita “normale”.

Non scorderò mai il mio incontro con Orlanda a Sabaudia e ora che lei non c’è più le sue parole hanno un valore immenso: “Ho conosciuto e pratico il Dragon Boat da 13 anni. Questa felice esperienza sportiva, mi ha aperto un nuovo mondo, mi ha fatto scoprire di me una persona nuova, capace a 58 anni, quando ho iniziato, di partecipare a gare importanti come i campionati italiani, del mondo ed europei. Nelle gare internazionali ero il tamburino ufficiale della Nazionale Italiana. Con grande entusiasmo correvo agli allenamenti che si tenevano sul lago di Bracciano e precisamente ad Anguillara, sede della mia squadra. Durante la terapia di chemio, in inverno e contro il parere dei medici, non ho mai interrotto gli allenamenti. Sono stata accolta nella squadra con affetto, ammirazione e simpatia da giovani che per età potevano essere miei figli. E’ stata tutta una grande scoperta: ho acquistato sicurezza, stima di me stessa, ho incominciato a volermi bene. Con la mia vecchia squadra ho condiviso il divertimento, la fatica, la gioia delle vittorie, ho conosciuto ed accettato il limite delle sconfitte. Lo sport, specie quello di squadra come il nostro, ti apre verso gli altri, impari ad ascoltare in silenzio e con compassione le esperienze altrui, ti metti in discussione, impari la concentrazione e la solidarietà. Stando insieme a contatto con la natura, all’aria aperta, la vita prende i colori dell’arcobaleno e ci si rende conto di quanto vale la pena di essere vissuta“.

L’evento si svolgerà a Roma sabato 23 e domenica 24 ottobre, giunto alla sua seconda “Edizione Tevere Rosa – Donne e Pagaie“, organizzata dall’Associazione Pagaie Rosa. La manifestazione è organizzata in due giornate: sabato 23 a Terrazza Barberini si terrà un convegno per trattare con medici e istituzioni il tema dell’attività fisica come prevenzione per le malattie tumorali e come recupero per le donne che hanno avuto una diagnosi di tumore al seno. In particolare verrà presentato il progetto finanziato dalla Susan Komen Italia che l’Associazione Pagaie Rosa sta portando avanti insieme al Policlinico Tor Vergata. Il progetto ha come obiettivo il monitoraggio clinico di 20 donne che per un anno seguiranno un programma di allenamenti di dragon boat.

Domenica 24 presso il Circolo Canottieri Salaria si terranno gare di dragon boat e canoa polinesiana con le donne operate di tumore al seno che praticano queste discipline sportive insieme a tutti i loro supporter del mondo sportivo e medico e insieme a tutti gli amici. Questa manifestazione chiude una stagione molto ricca di appuntamenti che ci ha portato in giro a testimoniare il nostro messaggio, partecipando a eventi, gare e manifestazioni sportive.

 di Armida Tondo

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