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May , 2013
Saturday
 

Con il film italiano “Io sono l’amore” di Luca Guadagnino si è chiusa a Beirut la decima edizione del Festival internazionale del cinema (Biff), una delle rassegne cinematografiche più importanti di tutta l’area mediterranea. Il pubblico presente, al palazzo dell’Unesco di Beirut, ha accolto con un tripudio di applausi la pellicola di Guadagnino, che era stato presente alla proiezione.

In un’intervista, Guadagnino ha ricordato che “Io sono l’amore”, record d’incassi come titolo straniero negli Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, “è stato quasi ignorato in Italia”. “Nel nostro Paese il film è stato percepito come un corpo estraneo all’attuale panorama cinematografico italiano, trattato da alcuni con manifesta ostilità e da altri con altera ignoranza”, ha aggiunto il trentanovenne cineasta di origini palermitane che ha raggiunto la notorietà dirigendo il film Melissa P. tratto dall’omonimo libro scandalo di Melissa Panarello.

Guadagnino ha inoltre diretto numerosi videoclip della cantautrice Elisa. Guadagnino esordisce nel lungometraggio nel 1999, con l’esperienza di “The Protagonists”, un film un pò selvaggio e rivoluzionario che ricorda sempre con nostalgia.

Riguardo a se stesso Guadagnino dice “Mi sento un po’un outsider. Penso che sia dovuto al fatto che sono cresciuto in Etiopia. Che la mia mamma è algerina. Che i miei capelli e la mia pelle sono scuri”. Riguardo ai progetti futuri  “Sto attualmente lavorando, in collaborazione con l’Istituto Luce, a un progetto sul periodo fascista in Etiopia, dove utilizzerò dei filmati d’epoca. E dal momento che trovo interessante fare film non solo come regista, con alcuni amici abbiamo fondato First Sun, una compagnia che ha prodotto “Io sono l’amore” e più recentemente “Diarchia”, un bellissimo corto firmato da Ferdinando Cito Filomarino, appena presentato a Locarno in agosto. Attualmente ci stiamo focalizzando sul documentario di Augusto Contento “Parallax Visions”, e l’anno prossimo inizieremo il remake di “Suspiria”, movie che mi ha molto infuenzato e che considero un capolavoro”.

La giuria del Biff ha inoltre premiato “Kick Off”, una produzione iracheno-giapponese firmata dal regista iracheno di etnia curda Shawkat Amin Korki, come miglior film mediorientale dell’anno. La statuetta per la migliore regia è invece andata alla pellicola franco-svizzera-tunisina “Dowaha” (Segreti Bruciati) dello scrittore e regista tunisino Raja Amari, già proposto all’ultimo festival di Venezia, nella sezione Orizzonti.

Il premio speciale della giuria è stato infine assegnato al controverso documentario “Chou Sar?” (Cosa è successo?) del regista franco-libanese De Gaulle Eid, autore di una ricostruzione storica di un massacro compiuto durante la guerra civile libanese (1975-90). Negli ultimi mesi, la pellicola è stata per ben due volte censurata a Beirut dalle autorità locali.

di Giuseppe Favilla

(ottobre - 18 - 2010)

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